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E dopo 50 anni di questione femminile arriva il momento di parlare di maschi

di Corrado Poli*

Da ormai centocinquant’anni – se non da sempre – si parla della questione femminile e della parità di diritti tra maschi e femmine. È giunto il momento di affrontare la questione maschile, oggi non meno problematica di quella femminile. A scanso di equivoci, non si negano alcune discriminazioni che le donne ancora subiscono. Continua a leggere “E dopo 50 anni di questione femminile arriva il momento di parlare di maschi”

Atrofia muscolare spinale: lo stato dell’arte e delle cure in Veneto. Convegno a Padova

“Atrofia muscolare spinale: stato dell’arte e nuovo obiettivi, il caso del Triveneto” è il tema del convegno organizzato da Motore Sanità venerdì 16 novembre a Padova, nella palazzina dei servizi dell’Azienda ospedaliera di via Giustiniani 2. L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia neuromuscolare genetica rara, che colpisce un neonato ogni 10 mila e che rappresenta attualmente la causa più comune di morte infantile.

A rappresentare la Giunta regionale del Veneto e a fare il punto sulla rete di interventi sociali attivata per affiancare le famiglie e sulla necessità di una integrazione sempre più stretta tra ricerca e innovazione, cura ospedaliere e assistenza territoriale, sarà l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin (ore 9.30).

Al convegno intervengono, tra gli altri, Domenico Mantoan, direttore generale Sanità e Sociale del Veneto, Angelo Del Favero, direttore dell’istituto superiore di sanità, Maurizio Corbetta direttore della Clinica neurologica dell’Università di Padova, Caterina Agosto, referente centro di riferimento regionale Cure palliative e Terapia del dolore pediatriche, Paola Facchin, coordinamento regionale Malattie rare, e Roberta Rampazzo, della Direzione farmaceutico-protesica-dispositivi medici dell’area Sanità e Sociale della Regione Veneto.

Mettiamo un po’ di sale nella nostra vita. Ma non troppo

di Stefano Chiaramonte*

Il sale è elemento essenziale per conferire sapore ai cibi e, senza dubbio, uno dei più utili all’uomo da quando (circa 6 mila anni fa) fu scoperto che la carne e il pesce potevano essere conservati coprendoli con il sale.

Ma il sale non è disponibile ovunque e di conseguenza, nei secoli passati, è diventata importante merce oggetto di scambio. Furono sicuramente i Romani a fare della produzione del sale una vera e propria industria, di cui detenevano il monopolio. La via Salaria proprio dal sale prendeva il nome. Nella Repubblica Serenissima divenne un elemento costante del commercio marittimo veneziano ed oggetto di scambio con le popolazioni delle zone montane per la fornitura del legname da costruzione.

La storia del sale inizia con la comparsa delle prime civiltà stabili, dei Sumeri, dell’Egitto, della Cina, di Israele. Le sue proprietà gli hanno conferito un alto valore metaforico: è simbolo della natura eterna, del patto di Dio con Israele, della fedeltà, di longevità e durata, ma anche di verità e saggezza per i cristiani.

I tempi cambiano! Oggi il sale è considerato il “nemico pubblico numero uno” per il suo ruolo, ben documentato, nello sviluppo dell’ipertensione arteriosa e tutti sono pronti a pontificare sull’opportunità di eliminare il sale. Cerchiamo di fare giustizia!

Per prima cosa bisogna fare chiarezza su terminologia e sistemi di misura che vengono impiegati nel trattare l’argomento.

Distinguiamo il Sodio (Na), la molecola in questione, dal Cloruro di Sodio (NaCl) che è il nostro Sale da cucina. Un grammo (gr) di Sale (NaCl) equivale a 393 milligrammi (mg) di Sodio (Na).  Un gr di Sodio (Na) equivale a 2.5 gr di Sale (NaCl). Un milliEquivalente di Sodio (Na) equivale a 23 mg di Sodio (Na).  Il 90% dell’apporto alimentare di Sodio (Na) è sotto forma di Cloruro di Sodio (NaCl).

Un essere umano è in grado di tollerare enormi variazioni dell’apporto di Sodio, da un minimo di

200 mg ad un massimo di 10.300 mg al giorno. In condizioni di stabilità la quantità minima di sodio necessaria a compensare le perdite (urine, feci, sudore, ecc) è circa180 mg al giorno.

C‘è un razionale scientifico, supportato da una mole di dati, per consigliare una riduzione del sodio nella dieta di tutti i giorni.

Un eccessivo introito svolge un ruolo importante, se non predominante, nella patogenesi dell’ipertensione. La riduzione del sodio nella dieta ne rallenta e potenzialmente previene l’insorgenza, abbassa i valori pressori sia nei pazienti ipertesi sia nei normotesi, lungo tutta la durata della vita, dall’infanzia alla vecchiaia e riduce anche l’incremento della pressione correlato all’età. L’effetto è più marcato nei pazienti di etnia africana ed in quelli di età media ed avanzata, ipertesi, diabetici e nefropatici cronici.

Nell’ambito della popolazione vi è una notevole variabilità della risposta pressoria al sodio al punto da poter distinguere soggetti “sensibili” da altri “resistenti”.

Gli individui di etnia africana, gli ipertesi, specie quelli con ipertensione mal controllabile, mostrano una maggiore risposta pressoria alle variazioni dell’apporto di sodio. Gli anziani hanno una risposta pressoria più marcata dei giovani, le femmine più dei maschi, i soggetti sovrappeso più dei normopeso.

La riduzione dell’apporto di sodio comporta una minore espansione del contenuto corporeo di acqua e, di conseguenza, influenza anche la risposta ai farmaci antiipertensivi. In particolare potenzia l’effetto degli ACE-inibitori e dei Sartanici mentre non sembra influenzare la terapia con calcio-antagonisti verosimilmente a causa dell’aumentata eliminazione urinaria di sodio indotta da questi farmaci.

La riduzione dell’apporto di sodio, abbassando la pressione arteriosa e prevenendo l’ipertensione, teoricamente dovrebbe ridurre l’incidenza della patologia cardiovascolare.

Da ultimo, vi sono evidenze in Letteratura che l’eccessivo apporto di sodio può provocare altri problemi, indipendentemente dall’ipertensione: Ipertrofia ventricolare sinistra, aumentato rischio di Cancro dello stomaco, Proteinuria, Calcolosi renale, Osteoporosi, Cefalea.

L’apporto medio di Sodio, nelle nostre tradizioni alimentari, è stimato essere compreso fra 3000 e 4000 mg/die, con ampie variazioni: è nettamente maggiore quando si mangia spesso al ristorante, nei fast food, quando si utilizzano piatti già pronti, quando non si può sorvegliare personalmente la preparazione del cibo. La percezione del gusto salato è modificabile e decresce man mano che le persone sono progressivamente esposte a diete a basso contenuto di sodio.

Tutte le principali Società Scientifiche sono concordi nel raccomandare un apporto massimo di 2000 mg al giorno (circa 5 grammi di sale da cucina, equivalente ad un cucchiaino da caffè).

Spesso questa limitazione è difficile da applicare nella pratica di tutti i giorni ed è necessario ricorrere a vari espedienti tipo l’utilizzo di erbe e spezie per insaporire i cibi.  La cottura della pasta secondo la tradizionale proporzione 1:10:100 (1 litro di acqua:10 gr di sale:100 gr di pasta) dovrebbe essere corretta alla nuova 1:7:100.

Per chi vuole essere preciso, comunque, il golden standard per la valutazione dell’apporto di sodio rimane la misurazione dell’escrezione urinaria di sodio sulle 24 ore perché il rene, in assenza di patologie o interferenze farmacologiche, mantiene l’equilibrio fra entrate ed uscite.

Attenzione però: abbiamo detto riduzione del sale, non eliminazione (anche questa pericolosa)!!

Dante Alighieri, nel canto diciassettesimo del Paradiso, scriveva: “Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui…” Oggi completerebbe: “mentre noi, in nome della prevenzione dell’ipertensione, ne usiamo molto poco”.

Buon appetito…in buona salute! Alla prossima.


IMG_7430* Nefrologo – Coordinatore del Programma di Prevenzione del Rischio Cardiovascolare – Casa di Cura Villa Berica – Vicenza

Quell’estate di Pietro nella povertà di Arigliana

di Daniela Baldo*

Pietro ha dodici anni e dalla periferia di Milano dove vive con la famiglia, come ogni estate torna nella casa dei nonni paterni ad Arigliana, piccolo paese della Lucania, per trascorrere le vacanze. Un’estate, quella dei suoi dodici anni, che si dimostrerà ben presto molto diversa da tutte le altre, l’estate destinata a cambiare per sempre la sua vita.

Ad Arigliana, dove la vita sembra essersi fermata come in un presepe vivente, tutti gli abitanti vivono in condizioni di povertà e arretratezza a causa di un fatto ormai lontano che solo i più anziani hanno vissuto e di cui è severamente vietato parlare. Ma qualcosa trapela quando il nonno di Pietro, non appena sente pronunciare il nome di Zi Rocco, ricco possidente del luogo, perde letteralmente la ragione tanto grande è il risentimento nei confronti di colui che tutti ritengono il principale responsabile della miseria in cui versa il paese.

Nell’estate in cui la vita di Pietro e della sorella è stata segnata dalla perdita della mamma, un fatto sconvolgerà la vita del ragazzo e degli abitanti di Arigliana. Nell’antica torre normanna, luogo inaccessibile e misterioso di cui si narrano favole e misteri, un giorno Pietro scoprirà un’intera famiglia di stranieri venuti da non si sa dove e che vive lì da tempo. La scoperta clamorosa travolgerà in un attimo la tranquilla quotidianità e le dinamiche relazionali tra le persone saranno stravolte da una nuova, inaspettata situazione. Gli abitanti del paese, che agli occhi di Pietro sembrano già così diversi, si troveranno a confrontarsi con qualcuno di più diverso di loro. Dopo l’iniziale diffidenza e l’ottuso rifiuto di molti di aiutare gli stranieri, la paura lascerà pian piano spazio alla fiducia e alla solidarietà. Nel piccolo paese ritornerà la speranza che le cose si possano cambiare anche lì, nel profondo Sud, dove tutto sembra da sempre destinato all’immobilità.

La scoperta di Pietro, il primo a trovare gli stranieri, ma anche il primo a fare un passo in avanti verso di loro, metterà gli abitanti di Arigliana di fronte ad una scelta difficile: aiutarli o emarginarli lasciandoli esclusi dalla vita del paese? L’iniziativa di Pietro, che trova nel ragazzo più grande la possibilità di costruire un rapporto di fiducia e complicità, porterà Arigliana a metabolizzare la rabbia tenuta dentro per tanti anni e a cambiare il proprio atteggiamento.

Il nuovo romanzo di Catozzella, già vincitore del Premio Strega Giovani nel 2014, fa vivere al lettore la vicenda attraverso gli occhi, ancora per poco da bambino, di Pietro, utilizzando un tono piacevole e persino scanzonato, con molti momenti in cui la drammaticità della situazione si stempera nelle parole semplici e apparentemente leggere del protagonista. Ma sarà proprio lui, con la forza dei suoi dodici anni, a mettere il mondo degli adulti di fronte alla scelta se chiudersi agli stranieri o aprire le porte delle loro case e dei loro cuori da troppo tempo induriti e bloccati dalla paura che serpeggia nel paese. Un romanzo bello, poetico ma anche duro ed efficace che affronta temi con cui ci confrontiamo ogni giorno: la diffidenza, la paura e l’angoscia che chi arriva da lontano voglia necessariamente rubarci la nostra libertà e la nostra vita. Pietro, nell’estate dei suoi dodici anni, comincia a diventare grande e, scontrandosi con il mondo fossilizzato degli adulti, li porterà a cambiare atteggiamento. Con la leggerezza, l’ironia e la saggezza che solo chi è ancora bambino riesce ad avere.

Giuseppe Catozzella – E tu splendi – Feltrinelli – Euro  16


dani*Docente

Maltempo, stima dei danni entro il 19 novembre. Stanziati 1,3 milioni di euro

(LL) – È stato fissato per il 19 novembre il termine in cui verrà trasmessa da parte della Protezione civile regionale la stima preliminare dei danni causati dal maltempo. Verrà inviata al Dipartimento nazionale che la sottoporrà a valutazione per procedere, nel caso i requisiti fossero soddisfatti, alla domanda di accesso ai fondi di solidarietà europei.

È la prima decisione operativa assunta dalla cabina di regia promossa dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, per mappare e stimare i danni, stabilire le competenze e le procedure per le attività necessarie alla gestione dell’emergenza e al ripristino dei danni causati dal maltempo dei giorni scorsi.

Alla riunione di questa “task force” regionale hanno preso parte oggi, con i vertici delle rispettive direzioni, gli assessori alle Risorse forestali Stefano Zannier, all’Ambiente Fabio Scoccimarro, alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Pizzimenti, alle Attività produttive Sergio Emidio Bini.

“Abbiamo fatto il punto in attesa dell’atto ufficiale del Dipartimento nazionale della Protezione civile che ci consentirà di definire quali sono i fondi a disposizione e quali sono gli strumenti di deroga rispetto ai procedimenti che avremo a disposizione per operare, in un quadro che attende la conferma ufficiale della nomina di Commissario straordinario nella persona del governatore Fedriga”, ha reso noto Riccardi.

La priorità è quella della mappatura completa dei danni, per procedere alla richiesta di fondi e per stabilire la priorità degli interventi. “Una volta che avremo fissato una scala di emergenza e avremo quantificato il valore di ogni singolo intervento, dovremo distinguere le attività da svolgere in terreni e proprietà private da quelle di diretta competenza pubblica: è una partita complessa, dal punto di vista organizzativo, della titolarità dei procedimenti e delle responsabilità”, spiega Riccardi, ricordando che la materia ambientale richiede massima cautela.

“Occorre mettere in campo una macchina che credo sia opportuno, per esperienza, venga coordinata dalla Protezione civile e poi gestita nelle singole competenze dalle direzioni centrali”, è l’opinione manifestata da Riccardi e che nel corso della riunione è stata unanimemente condivisa.

La Protezione civile regionale sta coinvolgendo nella definizione della stima soggetti come Enel, Terna, Telecom, o l’Arcidiocesi, coinvolti nelle loro strutture dai danni, e i Comuni, i quali vengono invitati a loro volta a raccogliere le istanze per la parte pubblica e privata sui loro territori. Attraverso le Camere di commercio verranno stimati, invece, i danni alle attività produttive.

La stima più delicata, è emerso nel corso della ricognizione, è quella sul patrimonio boschivo; alcune aree sono inaccessibili da terra e non facilmente rilevabili nemmeno nei sopralluoghi aerei a causa del perdurare del maltempo. Anche dal punto di vista della sicurezza pubblica quello forestale è il settore più pericoloso per possibili rotolamenti e ulteriori schianti di alberi che potrebbero verificarsi ancora su strade e proprietà. A tal fine la Protezione civile recepirà le segnalazioni delle amministrazioni comunali per completare la messa in sicurezza della viabilità.

 

Nel frattempo,, la giunta regionale ha destinato un milione e 356mila euro ulteriori per dare un’immediata risposta alla necessità di restituire ordine e sicurezza ai territori flagellati dal maltempo negli scorsi giorni attraverso l’operazione “Cantieri lavoro” che prevede mansioni quali  pulizia degli alvei, manutenzione di sentieri, posa di passerelle sui torrenti, recupero dei terreni, costruzione di opere di pubblica utilità
A darne notizia è l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen. “Per dare risposta ai Comuni colpiti dall’emergenza, abbiamo emanato – spiega l’assessore – un secondo avviso straordinario per assegnare nuovi fondi ai progetti chiamati Cantieri lavoro. Per questi interventi saranno impiegate persone disoccupate, che non percepiscono alcun ammortizzatore sociale e sono inserite nelle liste dei Centri per l’impiego. I progetti hanno la durata di tre mesi e un orario giornaliero di 6 ore e mezza. La Regione finanzia per intero l’indennità giornaliera di 50 euro e si assume ogni onere di carattere previdenziale, assistenziale e assicurativo”.

“I Comuni coinvolti – rende noto Rosolen – sono un centinaio circa e potranno fare domanda di finanziamento dal 14 al 28 novembre; la stragrande maggioranza sono in montagna, ma anche i comuni costieri hanno riportato danni ingenti”.

“Questo intervento straordinario per dare respiro sia al territorio che alle persone in cerca di impiego si innesta – spiega Rosolen – in un contesto di misure e azioni messe in campo dalla giunta regionale per fronteggiare l’emergenza. Non è secondario che questo progetto offra soluzioni occupazionali, pur temporanee, a persone disoccupate”.

“Storicamente gli abitanti del Friuli Venezia Giulia hanno sempre affrontato con coraggio e determinazione ogni traversia. Le istituzioni, sia territoriali che nazionali, hanno il dovere – conclude Rosolen – di sostenere i cittadini, che, ancora una volta, si sono rimboccati le maniche e si sono messi a lavorare, confermando di costituire un modello su scala nazionale ed europea”.

Il Governo intanto ha definito un primo stanziamento di 6,5 milioni per il Friuli Venezia Giulia. Tale cifra rientra nei 53,5 milioni deliberati dal Consiglio dei Ministri per far fronte alle prime necessità dei territori colpiti nelle 11 regioni per le quali è stato deciso lo stato di emergenza nazionale.


 

Il numero uno del Porto di Trieste Zeno D’Agostino nominato vicepresidente di ESPO

di Lucio Leonardelli*
Soddisfazione in Friuli Venezia Giulia per la nomina avvenuta ieri a Bruxelles di Zeno D’Agostino, attuale presidente di Assoporti e numero uno del Porto di Trieste, a vice presidente di Espo – European Sea Port Organisation, l’ Organizzazione europea per i porti marittimi, con sede nella capitale belga, che è l’interfaccia principale tra i porti marittimi europei e le istituzioni europee e i suoi responsabili politici. Continua a leggere “Il numero uno del Porto di Trieste Zeno D’Agostino nominato vicepresidente di ESPO”

Numero verde antisuicidi: in 6 anni 5126 chiamate, 735 persone seguite sul territorio

Sono state 5126 le chiamate arrivate al Servizio InOltre, istituito nel 2012 dalla Regione Veneto, in collaborazione  con l’allora Ulss 4 dell’Alto Vicentino (ora Ulss 7 Pedemontana) e il supporto scientifico del Dipartimento di psicologia dell’Università di Padova,  per offrire ascolto e sostegno psicologico agli imprenditori in crisi, agli artigiani colpiti dalla crisi, ai lavoratori a rischio di perdere posto di lavoro e dignità, ai risparmiatori travolti dal fallimento delle banche. Un numero verde (800334343) attivo sette giorni su sette, e finanziato dalla Regione Veneto con un contributo annuo di 200 mila euro, al quale si affianca un servizio di consulenza e di indirizzo alla rete dei servizi. Continua a leggere “Numero verde antisuicidi: in 6 anni 5126 chiamate, 735 persone seguite sul territorio”

Doppietta Asiago DOP ai World Cheese Awards.  La specialità veneto-trentina tra i top formaggi mondiali

Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago DOP Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago DOP Stagionato Vecchio che si fregia del titolo “Silver”. Continua a leggere “Doppietta Asiago DOP ai World Cheese Awards.  La specialità veneto-trentina tra i top formaggi mondiali”

Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia: utile netto a 215 milioni di euro (+15% a/a) nei primi 9 mesi del 2018

(L.L.) Sono stati resi noti oggi i dati al 30 settembre del Crédit Agricole in Italia, che ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con un risultato netto aggregato pari a 422 milioni di euro. Sotto la guida di Giampiero Maioli, responsabile del Crédit Agricole in Italia, il totale dei depositi e fondi clienti si è attestato a 257 miliardi di euro, considerando anche gli asset under management e l’attività di banca depositaria. Il totale degli impieghi ha raggiunto i 66 miliardi di euro, con una crescita di +10% a/a. Continua a leggere “Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia: utile netto a 215 milioni di euro (+15% a/a) nei primi 9 mesi del 2018”

Zaia: Veneto leader in agricoltura nella capacità di gestire i fondi comunitari

“Una buona programmazione è la base per una ottima gestione. E il Veneto, in agricoltura, si dimostra leader, surclassando gli obiettivi di impegno e di spesa nei fondi Ue per lo sviluppo rurale”. Così il presidente del Veneto Luca Zaia evidenzia e plaude al primato della Regione Veneto nella capacità di gestire i fondi comunitari, certificato dall’autorità di gestione nazionale ed europea. Continua a leggere “Zaia: Veneto leader in agricoltura nella capacità di gestire i fondi comunitari”

Serracchiani su A4: “Il Ministero non espropri il Friuli Venezia Giulia della concessione autostradale”

(LL) – Dura presa di posizione da parte di Debora Serracchiani, ex presidente della regione Fvg e attuale parlamentare del Pd, in merito a quanto riferito dal presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher il quale, dopo un incontro con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ha reso nota la volontà del Governo di riservarsi la supremazia nel consiglio di sorveglianza delle società che gestiranno l’autostrada del Brennero e di Autovie Venete, per la quale la newco Alto Adriatico. Continua a leggere “Serracchiani su A4: “Il Ministero non espropri il Friuli Venezia Giulia della concessione autostradale””