Ghiacciai, colossi in via d’estinzione?

di Franco Secchieri*

Ghiacciai perché

Perché rappresentano elementi essenziali del paesaggio alpino d’alta quota. Possiamo immaginarci il Monte Bianco o la Marmolada senza la loro bianca copertura che li riveste d’estate, conferendo un aspetto maestoso a queste montagne? Certamente no.

Ma i ghiacciai non sono solo questo: hanno un ruolo essenziale come riserve d’acqua dolce, e il loro funzionamento è quello di un volano idrico per i bacini montani, in quanto immagazzinano la neve durante l’inverno e poi restituiscono il prezioso liquido, con gradualità, nel corso dell’estate.

Una terza, importante funzione la svolgono i ghiacciai è quella di potenti agenti morfologici, creando e modificando le forme delle montagne, delle valli e financo, nel corso della storia geologica della Terra, le pianure e le coste.

Ci si chiederà come sia possibile tutto questo, e la risposta la può dare la Glaciologia, una delle scienze naturali più giovani, che studia la storia e l’evoluzione delle masse gelate coinvolgendo, di conseguenza, anche la storia del clima.

Ricostruzione del perimetro costiero dell’Italia durante l’ultima glaciazione terminata circa 12.000 anni or sono.

Ho più volte definito il ghiaccio come uno dei più grandi scultori del nostro pianeta. Certamente si tratta di uno dei principali agenti esogeni che modellano la crosta terrestre nel suo inarrestabile processo evolutivo. Le nostre valli alpine hanno un aspetto la cui origine è strettamente legata alle grandi glaciazioni quaternarie, quei periodi, cioè, durante in quali per centinaia di migliaia di anni le Alpi sono state sommerse da un vero e proprio mare gelato che scendeva formando grandi lingue fino a raggiungere la pianura. L’Era quaternaria, durata circa 1,8 milioni di anni, ha visto il susseguirsi di cinque principali glaciazioni, l’ultima delle quali terminata “appena” 12.000 anni or sono.

Per immaginare quale potesse essere il paesaggio in quel periodo ci si può ispirare all’attuale aspetto del continente antartico. Una immensa distesa di ghiaccio da cui emergono solo le cime delle montagne più elevate. Si pensi che lo spessore del ghiaccio, sopra la conca dove sorge l’attuale città di Bolzano, lo spessore del ghiaccio superava in quell’epoca i 2000 metri di quota.

Allora il livello del mare era quasi 120 metri più basso rispetto a quello odierno perché tutta la massa d’acqua sottratta agli oceani era stata immagazzinata al di sopra dei continenti. La costa del Mare Adriatico si era spostata fino al di sotto del Conero e dove oggi si trova la laguna di Venezia vi era una probabile foresta.

Oggi possiamo ricostruire la storia dei ghiacciai leggendo le forme che ci circondano, cercando di capire ed interpretare anche gli aspetti all’apparenza meno legati a quegli straordinari eventi.

Parliamo ad esempio delle colline che circondano verso valle il lago di Garda, specialmente a Sud Este in direzione della città di Verona: ebbene questi rilievi non sono altro che le morene frontali costruite dalla grande lingua del ghiacciaio che scendeva dagli altipiani gelati, riempiendo completamente quella valle che ora ospita uno dei più belli laghi alpini, il Garda.

Oggi lo scenario è del tutto diverso e si stenta veramente a credere a quello che fu nel passato se non ci fossero inconfutabili prove a dimostrarlo. Ma perché è successo tutto questo ?

La risposta è quanto mai semplice, pur nella grandezza del suo significato: perché il clima è cambiato !

E’ dunque nelle vicende climatiche la chiave di lettura della storia della Terra, ed in ultima analisi, anche quella dell’Uomo. Non solo per quanto riguarda la preistoria, ma anche per i secoli più recenti.

Vedremo, in altre occasioni come, quando e quanto il clima è cambiato, e quali le conseguenze di questi eventi planetari.

Oggi i ghiacciai non sono altro che quello che rimane a causa di una tormentata storia climatica, non solo la più antica delle ultime glaciazioni, ma anche di quella molto più prossima ai nostri giorni. Basti ricordare che dal XV° al XIX° secolo ci fu una recrudescenza del clima che portò a poderose avanzate delle lingue glaciali, tanto che per i climatologi, e non solo, questo periodo è noto come Piccola Età Glaciale.

Oggi dobbiamo prendere atto di una grande preoccupazione per come le condizioni climatiche stanno cambiando e per gli avvenimenti legati a quello che oggi si suole chiamare il “global change”. Ricordiamoci che tra le principali vittime naturali di queste modifiche ci sono proprio loro : i ghiacciai.

Ecco dunque perché parlare dei ghiacciai: perché sono tra i più grandi strumenti naturali che abbiamo a disposizione per ricostruire il passato, guardare il presente e immaginare il futuro.


*Glaciologo

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