I “nonni” della coldiretti sono 72 mila: esperienza e antichi mestieri

“In Veneto i nonni Coldiretti sono 72mila e rappresentano una risorsa per la società”.

Lo afferma Marino Bianchi presidente di Federpensionati. Nonostante il dato anagrafico parli ormai di over 65, l’attività per i pensionati agricoli non si ferma – sottolinea Bianchi – è anche per questo che la Regione Veneto ha pensato ad una legge ad hoc sull’invecchiamento attivo proprio per assicurare modelli di integrazione socio-sanitaria rendendo gli anziani protagonisti della terza e quarta età.
Considerati dunque una presenza di utilità collettiva, i senior di Coldiretti si sono messi a disposizione per iniziative che puntano alla salvaguardia del territorio al fine di portare l’esperienza  in termini di formazione, cura e manutenzione del territorio, rispetto per la natura e i suoi ritmi e un convincente approccio sulla sana e corretta alimentazione. In Italia, secondo Coldiretti,  si fa riferimento ad vero e proprio esercito (13,5 milioni) che rappresentano il 22,3% della popolazione totale. Se le nascite scendono ad un minimo storico, l’allungamento della vita ha raggiunto il record di 80,6 anni per gli uomini e 65,1 per le donne. Un nonno in famiglia può contribuire al reddito, è anche un valido aiuto per accudire i nipoti al di fuori degli asili e della scuola. In molti – spiega Marino Bianchi  – apprezzano i consigli offerti grazie all’esperienza e c’è chi si avvantaggia dell’apporto lavorativo nella casa.
Sulla solidarietà tra generazioni si fonda anche l’impresa agricola che si è dimostrata in Italia nel tempo un modello vincente. I giovani, inoltre, riscoprono gli antichi mestieri rivisitandoli in chiave moderna e consegnando al futuro una tradizione di saperi e abilità pratiche che fanno la storia del Nord Est.
Federpensionati Coldiretti- ricorda Bianchi – insieme anche alle altre associazioni lavora sulle reti sociali, sul volontariato, sul welfare di comunità su nuovi modi di abitare che superino l’individualismo dei singoli nuclei familiari e valorizzino l’effetto sociale e di sicurezza creato da servizi e spazi comuni.

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