In alto i calici, cominciamo a parlare di vino

di Michela Berto*

Mi presento,
Mi chiamo Michela e lavoro in un ristorante.
Principalmente mi occupo dell’accoglienza, seguo il percorso dei nostri ospiti consigliandoli se mi è richiesto, sulla scelta dei piatti e dei vini per il tempo che sostano ai nostri tavoli.


Mi hanno coinvolto in questo progetto: premetto che non è poi cosi facile parlare di vini ad un pubblico ampio e vario.

Vorrei mettere in evidenza alcuni fattori che sembrano scontati ma non lo sono affatto,
– Il miglior vino è il vino che piace.
– Ogni persona ha un palato diverso con gusti diversi, ciò che può piacere a me non significa che deve piacere a tutti

Nel mio intento cercherò, e non è cosa facile, di proporvi vini in cui credo, semplici o complessi, con uve poco conosciute e da produttori che credono molto nel loro operato, a pari di uno Chef che mette fatica impegno tempo e sudore nel creare un piatto, i Vinaioli lo mettono in vigna e in cantina.

Oggi vi scrivo un piccolo percorso di vita,

nel 1992 prendo in gestione con il marito il ristorante di famiglia, (io ho sempre collaborato in cucina con i miei genitori) io passo a gestire la sala, all’epoca non bevevo vino, anzi dicevo che il vino è talmente acido e aspro che rovina pure il piatto.

La prima cantina che ho visitato nel 1993 è stato da JosKo Gravner, a Olavia in Friuli,
in quella visita ho compreso la passione, l’obbiettivo, il timore del maltempo… ma soprattutto quanto amore ci mettono nel creare il proprio vino, e sinceramente un tantino mi sono vergognata,

Detto questo è per cercare di trasmettervi quanto è splendido sedersi a tavola con buoni vini e buoni cibi.

Alla prossima.


Sommelier

michela berto

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