Sicurezza ai seggi, il Ministero chiede il conto di 2 milioni al Veneto

Sorriso amaro quello di Luca Zaia. Diciamo che la lettera del Ministero è quasi una doccia fredda che però il governatore accoglie con ironia. Del resto di carteggi con Roma nell’ultimo periodo, e non solo, ne è arrivato più di uno. Questo forse era inaspettato.

Ma il governatore la prende con filosofia e anche – come lui stesso definisce – con un sorriso gandhiano e con una certa assuefazione ai colpi bassi l’ultima sorpresa proveniente da Roma e dal Governo nel tentativo disperato di ostacolare fino all’ultimo il referendum sull’autonomia del Veneto del 22 ottobre. “A due giorni dall’apertura dei seggi, senza preavviso, ci viene persino recapitato il conto per l’ordine pubblico. Una somma che personalmente ritengo assai lautamente ripagata dal gettito fiscale che ogni anno i veneti mandano a Roma e non ritorna sui territori”, spiega il governatore.

La comunicazione è giunta oggi alla Regione da parte del Ministero dell’Interno con la richiesta di pagamento di 2.044.875,00 euro per i costi di utilizzo della forza pubblica connesso alla consultazione.

“Sarebbe come se avessero presentato a Marco Pannella, maestro di democrazia diretta e di conquiste di diritti sociali, il conto per la forza pubblica per tutti i referendum che ha organizzato per dare la voce al popolo quando Parlamento e Ministeri non riuscivano a decidere nulla – è l’ironica constatazione del Presidente del Veneto – Vorrà dire che i veneti avranno ancora un motivo in più per andare a votare”.

“Se è questo è il segno della leale collaborazione fra Istituzioni che ci è sempre stata garantita sui tavoli romani in più occasioni, siamo davvero alla frutta –  riprende Zaia – comunque noi accettiamo tutto, a questo punto, pur di garantire al popolo veneto la libertà di esprimersi in un leale esercizio di democrazia”.

Ma a cosa servono questi soldi? E’ presto detto: 164 mila euro per sfamare 4100 uomini: 4 pasti a 10 euro l’uno. C’è poi l’indennità di ordine pubblico, sempre per i 4100 uomini, per 3 giorni: 212.175euro. Ma la spesa forte è per il lavoro straordinario, 22 ore procapite che a 18, 50 euro l’ora fanno la bellezza di 1.668.700euro.

Il conto è servito! (db)

 


 

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