Referendum. Pd: bastano solamente nove materie, invece di 23

di Giorgio Gasco*

Ecco che, “l’autonomia scolastica diffusa sul territorio può assicurare un nuovo profilo del sistema di istruzione, a partire dalla sua caratterizzazione di autonomia funzionale nella gestione dell’offerta formativa e costruendo intorno ad essa un sistema che ne garantisca la sua adeguata valorizzazione”. 

Quindi è legittimo avviare il negoziato con il governo “per acquisire ulteriori competenze legislative ed amministrative nell’ambito della formazione e dell’istruzione”, con il rafforzamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e ipotizzando anche una loro nuova configurazione giuridica. Altrettanto per la tutela della salute perché, è opinione dei consiglieri dem, “il federalismo costituisce oggi uno dei capisaldi su cui riformare il sistema ed una direttrice prioritaria lungo la quale plasmare e sviluppare i contenuti e le finalità del Piano Socio Sanitario Veneto, considerando che la legge delega al governo in materia di federalismo fiscale, dispone il superamento graduale del criterio della spesa storica nei settori di competenza regionale, in particolare nella Sanità”.

Quanto alla competenza sulla tutela della salute, il Veneto dovrebbe conseguire ulteriori forme di autonomia per “integrare il sistema formativo delle scuole di specializzazione mediche e delle professioni sanitarie in accordo con gli atenei della regione, per garantire la copertura del fabbisogno professionale del sistema sanitario regionale, nel rispetto dei requisiti fissati a livello nazionale; la possibilità di definire misure volte a garantire una più equa accessibilità ai servizi da parte dei cittadini anche rideterminando importi e regole di compartecipazione alla spesa diverse da quelle previste a livello nazionale prevedendo la possibilità di rimodulare le esenzioni per reddito in relazione alle fasce di età, alla composizione del nucleo familiare e a particolari necessità di tutela; avere una disponibilità di risorse annue sufficiente a garantire la realizzazione degli investimenti necessari a contrastare l’inadeguatezza del patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende sanitarie e in particolare delle strutture socio sanitarie del territorio; la possibilità di completare la realizzazione delle strutture intermedie e delle Medicine di Gruppo Integrate in modo da garantire a tutti i territori una equa distribuzione dei servizi e un’adeguata risposta alla cronicità, con particolare attenzione alla Non autosufficienza”.

Un limite allo strapotere dello Stato, il Pd lo individua anche nelle politiche a tutela del territorio e dell’ambiente. In questi anni, ammettono i consiglieri, si registra “una crescente tendenza dello Stato a codificare, mediante testi unici, la disciplina vincolistica e di protezione. Sul piano amministrativo è tuttavia necessario acquisire una rafforzata competenza legislativa che possa superare la frammentazione di competenze in materia di paesaggio, di edilizia, di pianificazione territoriale, di potere di allocazione delle diverse funzioni (autorizzative, di vigilanza, sanzionatorie)”.

Possono avere particolari forme di autonomia anche le politiche attive del lavoro. Il sistema veneto, spiegano i democratici, “ha dimostrato elevate performance in questo settore e può ambire al potenziamento dei servizi all’utenza, mediante il “piano di rafforzamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro”. Ovviamente, nel quadro della distribuzione delle competenze allo Stato spetta il potere di indirizzo e vigilanza sui livelli essenziali delle prestazioni nonché di monitoraggio delle politiche attive del lavoro”, e quando sarà acquisito un quadro finanziario stabile delle risorse “alla Regione spetta assicurare i livelli essenziali delle prestazioni previste attraverso una autonomia organizzativa dei servizi, integrando erogatori pubblici e privati accreditati, e individuando Veneto Lavoro quale agenzia regionale per le politiche attive.

Si tratta di una rete di 39 centri pubblici e oltre 200 privati accreditati”.


giorgio gasco* giornalista

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