Padrin: un documento degli amministratori vale di piu’

di Daniela Boresi*


Dal centrodestra non si sposta, preferisce riformare in casa propria. Leonardo Padrin, Forza Italia della prima ora è coordinatore regionale di Direzione Italia nato dall’ex movimento conservatori e riformisti, che si sintetizza in quattro parole: serietà, coerenza, responsabilità, competenza.

 Padrin, il suo concetto di autonomia: Friuli Vg e Trentino AA sono un modello da seguire, o ce ne sono altri, penso a quello Svizzero

“Autonomia è responsabilizzazione del territorio. Ci sono territori dove è stata ben utilizzata e altri dove sono stati fatti abusi. Non è un concetto positivo in se stesso, lo è solo se legato alla responsabilizzazione di chi lo esercita. In Veneto abbiamo settori in cui l’autonomia esistente è diventata buona pratica, in altri c’è spazio da recuperare”.

Questo referendum da bandiera della Lega è diventato trasversale

“Mette insieme chi pensa che l’autonomia sia utile, chi voleva l’indipendenza e adesso ripone le bandiere, gli indipendentisti veri che dicono “beh è un primo passo”. Poi c’è chi ha paura della Lega e dice sì, ma poi sotto banco invita a non andare a votare. Dire che è un movimento di popolo è sbagliato, è una convergenza di interessi con obiettivi diversi che usano il referendum ognuno per perseguire il proprio obiettivo. Non serviva un referendum per trattare con il governo”.

Lei cosa avrebbe fatto?

“Se tutti i Consigli, da quello regionale a quelli comunali  avessero votato un unico documento in cui si voleva autonomia,  avremo risparmiato fondi e il messaggio sarebbe stato certamente più forte. Alla fine della consultazione tutte le differenze emergeranno e l’armata Brancaleone che sta cercando di stare assieme ben lo sa”.

Più del no il governatore Zaia teme l’astensionismo, può essere questa la vera trappola per la Lega o il fatto che poi nulla potrà cambiare?

“Saranno in molti che non andranno a votare. Anche se oggi quello che dico è tutto contro i sondaggi. Poi ci sono posizioni  come quelle del Pd che propone un sì critico che farebbe impallidire politici di calibro da Andreotti a De Mita”.

 Non andare a votare non è rinunciare ad un diritto?

“Puoi decidere di rappresentare o meno una rappresentazione teatrale e lo dico con stima di chi va a votare. Non mi fa paura essere parte di una minoranza, le maggioranze sulle idee sono sempre state conservatrici”.

Vince il sì: cosa accadrà il 23 ottobre?

“Assolutamente nulla”.

 Quanto gioca essere a 4 mesi dalle elezioni?

“I Veneti andranno a votare per le elezioni politiche, un voto  che necessariamente indebolisce il voto precedente. Su questo fa molto affidamento la Lega. C’è una droga su questo referendum che non è incerto, anche se non mi sento di escludere sorprese: tutti cercano di appropriarsene perché non vogliono stare fuori dalla vittoria. È un centrodestra drogato da un successo imminente”. 

 Sei un uomo di centrodestra, con un tuo gruppo, in un centrodestra mai così fluido e mobile: prove di dialogo con chi?

Vorrei un Centrodestra liberale  andrò sempre  a  votare anche se non ci saranno partiti che mi rappresentano . Anche se la legge di adesso, con i listini bloccati, condizionerà il destino del parlamento. La scelta coraggiosa sarebbe stata quella del collegio”.

Cambiare la legge negli ultimi sei mesi…

“Ci dovrebbe essere un blocco che vieti di cambiare la legge elettorale un anno prima delle elezioni. Io sarei per liste proporzionali, come si vota per le regionali. O, se è considerato un sistema troppo costoso, collegi uninominali dove ognuno candida i suoi e un secondo turno dove i due si confrontano”.

Ma il centrodestra adesso non ha un leader

“Ci dovrebbe essere una leadership, le primarie sono strumento che chiedono cultura e allenamento. Il partito che prende più voti dovrebbe esprimere il leader. Il presidente del consiglio viene eletto in parlamento secondo la sua Costituzione”.

Se guardiamo i voti Lega leader

“Se è il partito che prende  più voti è giusto sia così. È impensabile pensare ad un partito minoritario convinto che i suoi voti pesino più di quelli degli altri”.

Berlusconi però non molla

“È intelligente e ricco e questo conta”.

M5s, è un movimento che fa paura?

“Chiunque sia presente è degno di rispetto e non sono in accordo con la legge Fiano che dice che un soggetto possa essere eliminato perché pericoloso, ma se accetta le regole democratiche della Costituzione è giusto stia dove è. I Cinquestelle  stanno riscontrando quanto è duro amministrare”.

Politicamente cosa manca al Veneto per tornare ad essere la locomotiva d’Italia ( come fucina di menti e non solo di economie)

“Abbiamo scoperto chi sono i parlamentari perché c’è stato un sondaggio. Chi sono, cosa fanno? Serve più la fedeltà che la capacità, e non è un bene”.


IMG-20171005-WA0008* giornalista

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