Veneto. Presentata la manovra di bilancio Forcolin assicura “nessuna tassazione per i veneti”

“L’anno scorso la giunta regionale ha approvato la proposta di manovra di bilancio il 26 ottobre. Quest’anno abbiamo anticipato i tempi, approvandola il 17 ottobre, nell’ottica di attivare il più tempestivamente possibile l’iter per arrivare in aula e dare risposte subito agli enti locali, alle imprese e ai cittadini veneti.

Abbiamo fatto i salti mortali con le risorse disponibili, visti i tagli statali, ma abbiamo presentato un bilancio credibile, sobrio, allineato con il DEFR (il Documento di Economia e Finanza Regionale) e con il programma di governo per questa legislatura e che conferma che nel triennio 2018-2020 il Veneto non farà ricorso a nessuna tassazione, lasciando i 1159 milioni che ne sarebbero derivati nelle tasche di cittadini e imprese”.

Lo ha sottolineato il vicepresidente della giunta veneta e assessore al bilancio Gianluca Forcolin presentando la manovra di bilancio previsionale 2018-2020, abbinata alla legge di stabilità e al collegato. Quest’ultimo, a differenza dell’anno scorso, conterrà solo 25 articoli, mentre verrà presentato a parte un disegno di legge dedicato alle norme di semplificazione. Una manovra che si attesta per il 2018 su un valore complessivo (comprese le partite di giro) di 15 miliardi 585 milioni di euro, di cui 8 miliardi 904 milioni relativi al Fondo sanitario regionale.manovra regione veneto 2018.JPG

“Oltre alle spese obbligatorie per il funzionamento della sanità – ha fatto rilevare Forcolin – la manovra garantisce la copertura di tutte le poste strategiche su cui la Regione ha preso precisi impegni”. Il vicepresidente ha spiegato che approvare presto il bilancio significa poter dar corso da subito ai bandi che hanno copertura di spesa per le imprese, ad azioni per il turismo, per l’agricoltura, per lo sviluppo economico, a risorse per le scuole paritarie, per la formazione, per il lavoro per il sociale e per la sanità. Attivare e dare continuità ai contratti con i forestali, all’erogazione dei servizi da parte delle aziende di trasporto pubblico locale, di Trenitalia, alla programmazione comunitaria. Il sistema delle Province avrà la copertura finanziaria per le funzioni cosiddette non fondamentali, garantendo così l’equilibrio finanziario compromesso dallo Stato con la riforma Delrio, con cui lo Stato ha praticamente svuotato le casse provinciali.

Ma con il Bilancio e il Collegato alla Legge di Stabilità 2018-2020 si dà certezza di risorse agli enti strumentali per operare nel territorio e si fanno partire anche gli investimenti per opere, infrastrutture e lavori pubblici, una fra tutte la Superstrada Pedemontana Veneta, nonché sostenere le politiche ambientali, la protezione civile, gli interventi di messa in sicurezza del territorio, lo sport, la cultura, i grandi eventi.

Forcolin ha ricordato inoltre che le risorse a disposizione di ciascun assessorato è diminuito progressivamente: si è passati da 491 milioni di euro del 2010 a poco più di 60 milioni di euro per l’esercizio 2018. A questo si è giunti per una serie di concause – e in particolare per i tagli ai trasferimenti costantemente praticati dai diversi governi succedutisi nel periodo, facendo passare le risorse, nel periodo 2010-2018, da circa 1,617 milioni di euro a circa 1 milione di euro (al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità) – e per l’irrigidimento e l’aumento di voci di spesa corrente, tra cui l’acquisizione forzata (riforma Delrio) delle attività delle Province (40 milioni a carico della Regione) e il riversamento sul bilancio ordinario di spese di provenienza sanitaria, soprattutto

dei debiti Ulss (73 milioni l’anno) per ammortamenti non sterilizzati 1999/2010. (g.g.)


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