Ciambetti all’Onu: “Contro la crisi demografica famiglia, l’economia circolare, il volontariato e la piccola e media impresa”

Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, è stato tra i relatori al convegno “Towards inclusive, accessible and resilient societies, Accessible Cities United. Enabling future cities to be smart. Strategies to prevent urban poverty and to promote inclusion and well being” organizzato dalla Divisione per lo sviluppo delle Politiche Sociali del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite. 
“Occorre una svolta epocale – ha detto Ciambetti – una svolta che si basi su due pilastri fondamentali: da una parte l’economia circolare, con l’abbattimento di sprechi, il contenimento dei rifiuti e una maggiore responsabilità da parte di consumatori e produttori; dall’altra la famiglia, perché non possono esistere politiche sociali concrete, in grado di contrastare il disagio, l’emarginazione, le tensioni, senza il coinvolgimento e il sostegno alla famiglia naturale. E’ la famiglia la prima trincea dove si combatte la grande e vera battaglia che abbiamo davanti: secondo i dati Onu nel nostro Pianeta attorno al 2030 ci saranno 8,5 miliardi di abitanti quando oggi ci sono 7,5 miliardi di abitanti dei quali almeno 3,5 miliardi abitano in aree urbane, quelle destinate entro il 2030 a subire il maggior impatto dei trend con un aumento che porterà almeno 5 miliardi di abitanti a vivere nelle città – ha continuato Ciambetti – Come reagiranno le città già oggi soffocate da problemi? Bisogna pensare oggi una vera risposta alla domanda sociale emergente, alle esigenze alimentari, di alloggio, di lavoro, di sicurezza e formative di una massa in crescita geometrica garantendo a tutti e in specialmodo alle categorie a rischio, anziani, disabili, ammalati, in primo luogo, adeguata assistenza e adeguato sostegno al reddito. Occorre riscrivere il patto generazionale assicurando lavoro ai giovani e giuste condizioni di pensione e servizi per gli anziani. Come presidente del Consiglio regionale del Veneto e come vicepresidente della rete Elisan, la European Local Inclusion And Social Action Network, ho presentato alcuni casi che sono stati al centro della concreta applicazione della normativa regionale”.
Il caso Veneto è al centro dell’interesse per “una serie di caratteristiche precipue alla nostra Regione – ha spiegato Ciambetti – ad iniziare dalla rete sanitaria che è considerata tra le più efficienti e con ottimo rapporto tra qualità, servizi erogati e costo economico sostenuto. Molti guardano al nostro tessuto del volontariato non-profit che coinvolge una quota elevata di popolazione e che è in grado di dare risposte di particolare rilevanza: pensiamo anche solo al caso della donazione di sangue che vede la nostra Regione non solo autosufficiente ma in grado di rifornire altre realtà. C’è poi la rete della protezione civile ed esperienze singolarissime come il Banco Alimentare per citare un caso che ha isto l’impegno particolarissimo dell’assessore Lanzarin alla quale va dato atto di aver dato una decisa svolta in questo campo. Infine, ma nond a ultimo, il tessuto economico-produttivo basato sulla piccola e media impresa un tessuto c he segna il policentrismo diffuso, un modello che garantisce lavoro ma anche tenuta sociale e che può essere esportato anche nei Paesi in via di sviluppo” .

 

Rispondi