Sappada al Friuli VG, Zaia: “La secessione municipale non risolve il problema: vera soluzione autonomia del Veneto”

Torna a farsi sentire la voce dei comuni di confine che vogliono passare ad un’altra regione. Al centro della polemica c’è ora Sappada, che ha chiesto il passaggio al Friuli Venezia Giulia con un referendum nel 2008.

Passaggio che la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha sancito e che non piace al presidente del Veneto Luca Zaia. “Noi che siamo il popolo referendario per eccellenza, non possiamo che condividere e rendere concreto il concetto che, quando un popolo si esprime, le sue istanze vanno rispettate. Dunque, possiamo e dobbiamo guardare con assoluto rispetto a quel referendum che ha portato nel 2008 i sappadini a chiedere il passaggio al Friuli Venezia Giulia. Ciò detto e riaffermato, se devo esprimere la mia posizione personale, dico che Sappada è in Veneto e deve restare in Veneto”, ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, all’approvazione in commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati delle legge che prevede il distacco del Comune di Sappada dal Veneto e la sua aggregazione al Friuli Venezia Giulia.

“Lo vado d’altronde ripetendo da anni: e cioè che non si può affrontare la questione dei comuni di confine soltanto in ottica secessionista – prosegue Zaia -. La maggior parte dei comuni transfrontalieri chiedono infatti di andare verso l’autonomia, cioè verso il Friuli Venezia Giulia o il Trentino Alto Adige. Non ce n’è uno che chieda di andare verso Emilia Romagna o Lombardia”.

Un tema che riapre i riflettori sul recente referendum sull’Autonomia.

“L’unico modo di risolvere il problema è dare l’autonomia al Veneto, e per questo abbiamo affrontato la lunga marcia irta di ostacoli posti dai centralisti verso il referendum vittorioso del 22 ottobre – aggiunge il Presidente -. Solo così risolveremo i problemi in modo generale, e non parziale, interessato o, peggio ancora, strumentale. Perché non sfugge a nessuno che se si pensa che quella messa in atto per Sappada sia la soluzione, non resterà che rassegnarsi ad assistere a un esodo massiccio dei comuni di confine verso le regioni a statuto speciale”.

“Insomma, il governo non può pensare di affrontare questioni di tale complessità esclusivamente aprendo la stagione della secessione municipale – conclude Zaia -. Questo significa non governare o non saper governare. E’ il governo che ha fatto crescere e ingigantire la questione di Sappada per colpire il Veneto. Ma così facendo sta indebolendo e ha indebolito se stesso. E dopo Sappada ci sarà un’altra Sappada”.

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