3/ I politici che hanno fatto grande il Veneto

*Leopoldo Pietragnoli

Si parlava, nel precedente articolo sui veneti al Parlamento, di quanti, pur provenendo da una professione (e molto spesso anche conservandola) hanno di fatto passato gran parte della vita alle Camere, finendo con il comparire come dei politici di professione (che poi non sarebbe comunque niente di male) agli occhi dell’opinione pubblica. Certo, nessuno di loro ha raggiunto le diciassette legislature che costituiscono il record di Giulio Andreotti, ma hanno comunque superato quel limite dei tre mandati di cui ogni tanto si sente parlare.
L’ordine alfabetico consente di cominciare con colei che fu in assoluto la prima donna ministro della Repubblica, la democristiana Tina Anselmi, di Castelfranco Veneto, insegnante, partigiana, sindacalista, deputata per sei legislature (1968-1992), due volte ministro (al Lavoro e alla Sanità), e poi per un quinquennio (1981-1985) presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia P2: la sua coraggiosa conduzione dei lavori le costò l’emarginazione e nel 1992 lasciò la vita politica (il suo nome riecheggiò più volte come possibile presidente della Repubblica).
Sei sono stati i mandati (quattro alla Camera, due al Senato, 1963-1984) anche del rodigino Antonio Bisaglia, agente di assicurazioni, democristiano, impegnato fin da ragazzo nella vita del partito, del quale divenne potente leader regionale; tre volte ministro (all’Industria, alle Partecipazioni statali, all’Agricoltura) aveva ipotizzato una riforma federalista per il Veneto e pensato alla creazione di una Dc regionale, sul modello bavarese. Morì annegato in circostanze non ancora chiarite (e annegato morì poi il fratello sacerdote che indagava su quella morte strana).
Cinque volte deputato, due volte senatore (1963-1988) è stato l’ingegnere mestrino Costante Degan, anch’egli democristiano. Ministro della Sanità fu autore della legge contro il fumo e si trovò ad affrontare l’emergenza radioattiva conseguente al disastro di Chernobyl; fu poi ministro della Marina mercantile. Nel 1988, già segnato dalla malattia, fu per un breve periodo sindaco di Venezia, generosamente impegnato per tentare di far uscire il Comune dallo stallo di una crisi politica.
Deputato per cinque legislature (1976-1992) il socialista veneziano Gianni De Michelis, docente universitario di Chimica, dirigente del partito, è stato ministro delle Partecipazioni statali e del Lavoro e poi vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri in anni drammatici (1989-1992), quelli della caduta del muro di Berlino, della guerra del Golfo, della dissoluzione dell’Urss, ed è stato tra i firmatari del Trattato di Maastricht. Travolto da Tangentopoli e condannato in via definitiva con la condizionale, è stato eletto parlamentare europeo per un mandato; rieletto alla Camera nel 2006, ha rinunciato preferendo la sede europea.
Sono ben otto – cinque alla Camera tre al Senato (per un quarantennio 1953-1992) – le legislature del democristiano Mario Ferrari Aggradi, docente universitario ed economista, nativo de La Maddalena, veneto di adozione e di collegi elettorali, più volte ministro dal 1958 al 1974: tre volte all’Agricoltura, due alle Partecipazioni statali, e poi ai Trasporti, alle Finanze, alla Pubblica istruzione, alle Poste, ai Rapporti con il Parlamento, ai Lavori pubblici, al Tesoro (in quest’ultimo incarico sostenne con successo l’impatto dell’autunno caldo e delle riforme del lavoro sui mercati internazionali.

continua…


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