Le “punturine” per impedire alla pelle di invecchiare

di Paola Gasparetto*
Il processo di invecchiamento cutaneo ha inizio dopo i 25 anni, a causa del progressivo accumularsi di radicali liberi nelle cellule, quale conseguenza degli effetti dannosi provocati dai molteplici fattori ambientali (eccessiva esposizione solare, fumo, smog, …).
Tale processo di ossidazione cellulare, noto anche come “stress ossidativo”, porta al deterioramento delle proteine elastiche del derma, del collagene e ad una diminuzione dell’acido ialuronico. L’acido ialuronico, in particolare, è un idratante naturale della pelle in grado di trattenere acqua e mantenere così il derma morbido e compatto. Con il trascorrere degli anni si riduce la produzione di queste componenti, la pelle inizia a diventare più secca e sottile, meno compatta e luminosa, e iniziano a comparire le prime rughe sottili. In questa fase di iniziale invecchiamento cutaneo, si può intervenire con un’azione che è curativa e preventiva nello stesso tempo, la biostimolazione o biorivitalizzazione. Si tratta di metodiche che possono essere utilizzate singolarmente o combinate tra loro a seconda della situazione da trattare. Questi trattamenti costituiranno in seguito, anche la base di quello che a me piace definire programma di “manutenzione” periodico, che permetterà di mantenere negli anni un aspetto fresco e naturale del viso. Sono numerose le metodiche in grado di stimolare e rivitalizzare i tessuti cutanei. Esse possono agire sia dall’esterno, in genere attraverso una moderata e controllata stimolazione termica dei tessuti (come ad es. la Radiofrequenza) che dall’interno, attraverso l’iniezione di aminoacidi e vitamine specifici per il metabolismo cutaneo e di acido ialuronico. Queste sostanze vengono iniettate con aghi piccolissimi in micro gocce direttamente sotto la pelle, a livello dermico, dove svolgono la loro azione di stimolo promuovendo la formazione di nuovo collagene e favorendo un’intensa idratazione cutanea. Queste sedute si svolgono, a seconda dei casi, ogni 15-30 gg. prevedendo cicli di 4-6 sedute da ripetersi un paio di volte all’anno. Parlando di biorivitalizzazione, l’elemento essenziale da comunicare è l’importanza dell’idratazione e di bioristrutturazione della pelle. Significa cioè, promuovere un percorso educativo del paziente a prendersi cura della propria pelle come farebbe nei confronti di qualsiasi altro organo del proprio corpo. Intraprendere un percorso così strutturato, significa anche scegliere una terapia che non può essere ricondotta semplicemente al rimanifestarsi o meno della singola ruga, ma valutare la salute complessiva della pelle, il turgore, la luminosità, l’idratazione rispetto a prima. La biorivitalizzazione costituisce una chance in più per il mantenimento della bellezza e giovinezza della pelle, a patto di effettuarla con regolarità.

paola gasparetto* Medico e Chirurgo estetico – Padova

 

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