Parliamo di montagne, ma del tutto particolari : i vulcani

di Franco Secchieri*

Non dei vulcani in generale, ma di alcuni che danno origine ad ambienti certamente affascinanti e significativi per l’immagine della potenza delle forze della natura che essi rappresentano. Per fare questo ci spostiamo su un arcipelago sicuramente noto, quello delle Canarie (Spagna), formato da sette isole, tutte unite oltre che geograficamente, anche per i caratteri geo morfologici che le rendono sicuramente uniche.

Scrivo queste brevi note sul volo di rientro da Fuerteventura, un nome che evoca immagini di spiagge assolate in tutte le stagioni, di Alisei, di onde che si frangono sulle nere scogliere di basalto o sulle spiagge di sabbia chiara per la gioia di bagnanti e delle migliaia di surfisti che trovano in questo ambiente le condizioni ideali per praticare il loro sport. Infatti, come le altre isole, Fuerteventura  è una meta frequentatissima da un turismo di ogni età, che ricerca il sole ed il mare in qualsiasi periodo dell’anno, con un clima sostanzialmente sempre gradevole.

 

E’ la seconda isola per estensione dell’intero arcipelago il quale, tanto per ricordarlo, è formato da isole con nomi altrettanto famosi come Lanzarote o Tenerife. E’ anche quella più vicina all’Africa da cui la distanza minima è di circa 90 Chilometri.

Naturalmente il visitatore arriva in queste isole soprattutto per gli aspetti più piacevoli e gradevoli derivanti dalla loro ben meritata fama di sole e mare.

Ma se il clima regala un sole persistente, fortunatamente mitigato dalla costanza degli Alisei, mancano le piogge e, di conseguenza, vi è poca acqua e la rara vegetazione è di tipo desertico. Così il paesaggio assume un aspetto aspro e quasi lunare, con una morfologia che racconta l’inquieta e tormentata storia di queste isole, sconvolte dall’attività vulcanica fino a qualche migliaio di anni fa.

La nascita di questo arcipelago, come spiegano i geologi, deriva dallo scontro tra il margine orientale della placca oceanica (oceano Atlantico) e quello occidentale della zolla africana e dalla conseguente risalita dei magmi crostali che, fuoriusciti in superficie, hanno dato luogo a queste montagne. A Fuerteventura la quota delle “montagne” è abbastanza bassa e solo in un caso il vulcano Pico de la Zarza, nella parte Sud dell’isola, supera di poco gli 800 metri

Ed è proprio con l’occhio del geologo che bisogna osservare questi paesaggi per scoprire la natura e il significato di queste forme spettacolari fatte di coni vulcanici, di caldere, di colate di lava, di falesie basaltiche che modellano le nere coste frastagliate, intervallate da baie di sabbia chiara la quale, in alcune parti, dà origine a delle vere e proprie dune dall’aspetto sahariano

Se si rimane a Fuerteventura per un breve periodo (una settimana è più che sufficiente), si può girare l’isola per lungo e per largo, mescolando in tal modo il piacere della scoperta scientifica con quello di impareggiabili nuotate nell’acqua dell’oceano che non è mai né troppo fredda, né troppo calda. Tuttavia proprio girovagando sia all’interno, ma soprattutto lungo la costa, guidando per strade belle e facili, ci si accorge come una nuova forma di paesaggio si sta sovrapponendo a quello selvaggio originario: nuove colate si stanno sovrapponendo a quelle delle scure rocce basaltiche. Sono quelle chiare e colorate del cemento e delle case degli innumerevoli villaggi turistici, residence ed alberghi che stanno sorgendo un po’ ovunque. Si tratta quindi di un passaggio dalle forme di origine geologica a quelle di natura antropica. Appare comunque evidente che si è davanti alla risposta ad una domanda turistica in forte crescita ed è pure facilmente comprensibile come lo sviluppo socio economico richieda un conseguente forte impatto di carattere ambientale.

C’è da augurarsi che le Autorità preposte che governeranno questo epocale cambiamento paesaggistico ed ambientale sappiano saggiamente usare i parametri di uno sviluppo sostenibile. Certo la prima cosa sarebbe quella di evitare l’aggressione generata da un turismo di massa che consuma le risorse ambientali come già oggi parecchi segnali sembrano indicare.

L’impatto dell’invasione turistica si presenta sotto molteplici sfaccettature, da quello della straripante urbanizzazione a quello, all’apparenza insignificante eppure sintomatico, che si può osservare nelle innumerevoli ferite che tagliano i fianchi di molti coni vulcanici, rappresentate dalle tracce delle dune buggy, quod, trike ed altri mezzi fuoristrada, utilizzati da improbabili eroi della scoperta votati alla ricerca di un altrettanto discutibile divertimento.

Lasciamo comunque alle molteplici guide l’approfondimento sulle varie tematiche di interesse, come la storia, l’economia, le tradizioni e le attrattive gastronomiche della cucina locale. L’intento di queste poche righe è soltanto quello di fornire, a quanti si recheranno per brevi o lunghi periodi, a Fuerteventura, o in altre isole dell’arcipelago canario, uno stimolo ad una lettura del paesaggio come si è detto non solo fatto di sole e mare, ma anche da montagne tra le più caratteristiche della Terra : i vulcani.

L’immagine: Sorvolando la costa del settore meridionale dell’isola di Lanzarote si può osservare lo spettacolare paesaggio di tipo vulcanico. Nella foto si distinguono chiaramente i coni vulcanici e le varie colate di lava caratterizzate da diverse colorazioni.


21106746_10211809079255161_3176546403297899130_n* glaciologo

 

Rispondi