La stupefacente normalità di Mrs Bridge

di Daniela Boresi

L’ho ritrovato per caso mettendo in ordine una libreria. Non è uno di quei libri che avevo messo in prima fila tra quelli “imprescindibili”, ma rileggendolo con occhi diversi mi sono ricreduta. E’ il trionfo della normalità, un viaggio nei meandri dell’umanità della porta accanto così ben raccontato di rapire il lettore. “Mrs Bridge”, non è solo il nome della protagonista, ma anche il titolo del libro di Evan S. Connell, romanziere e poeta americano che si aggiudicò un Broker Prize alla carriera, è una donna qualunque, con una vita qualunque, in una città qualunque, con un marito disattento e autoritario.

Moglie e madre premurosa di tre figli racconta con grazia e umanità la sua “normalissima” vita, fatta da figli da accudire, ceste di Natale da preparare, amiche che deludono e del disincanto di tanti sogni che mai si avverano e che restano nel cassetto pronti a riemerge forse e chissà quando.

Come Stoner di Williams, la protagonista fluttua tra le pagine con la stessa levità di un thè tra amiche, passando indenne ed ingrigita tra i diversi accadimenti: i figli (im)perfetti che crescono e se ne vanno, le vicine sempre pronte a giudicare.  Non è il quadretto stantio e ritrito di una casalinga disperata quello dipinto da Connell, ma un affresco ampio dell’umana esistenza, vista attraverso occhi semplici, ma mai disattenti.

Dolce e a tratti amaro, ma mai triste, come quella neve finale che cade su un’auto in panne mentre Mrs Bridge (profetico anche il cognome,  come un ponte tra se stessa e le vite degli altri) chiusa al caldo dell’abitacolo picchietta sul vetro sperando che qualcuno là fuori la senta.  Ma alla fine, come all’inizio, è sempre e solo il vuoto ad ascoltare.

Da queste magnifiche pagine James Ivory ha tratto un film, anch’esso da non perdere, con Paul Newman e Joanne Woodward.

(Mrs Bridge – Evan Connell – Einaudi – 19,50 euro)


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