Araki, una via alla scoperta del sentire giapponese

di Donatella Gasperi*
Immagini che certo non lasciano indifferenti quelle di Nobuyosh Araki, l’artista fotografo giapponese cui la Fondazione Bisazza quest’anno rende omaggio con una mostra – aperta fino al 3 dicembre – che celebra l’universo del maestro giapponese: settanta fotografie che costringono a una profonda riflessione sull’universo femminile, sull’eros e sulla morte. Immagini forti in cui la sessualità esplode. Giochi di sguardi, fiori sensuali come nudità, bondage e dinosauri giocattolo esprimono un mondo sospeso tra realtà, desiderio e suggestioni.

Le immagini in mostra appartengono a diverse serie:  Sentimental Journey, Painting Flowers, Suicide in Tokyo, Hana Kinbaku, Erotos, Bondages, 67 Shooting Back…. e in qualche modo sono molto “personali” e raccontano indirettamente le esperienze che hanno maggiormente segnato la vita di Araki. Sconcertante e nello stesso tempo “illuminante” la scelta dell’artista di realizzare la raccolta  “Love on the Left Eye” le cui fotografie, tutte volutamente oscurate nella parte destra rispetto a quella ben visibile di sinistra, testimoniano la perdita della vista nel suo occhio destro e ci consentono di entrare dentro la menomazione. Se la macchina cattura l’immagine nella sua interezza, l’artista dipingendo di nero la “sua metà mancante” la fa diventare “nostra”. Un gesto dirompente che ci costringe al confronto con la perdita di una funzione che diamo per scontata.
Un tema di grande impatto con cui Araki ci fa confrontare  è quello del Kinbaku, l’antica arte giapponese del bondage; scatti di donne nude e legate con delle corde  dove è sottile il confine tra piacere e sofferenza. Queste foto – in assoluto le più famose e controverse di tutto il lavoro di Araki –  costringono chi guarda a confrontarsi con la bellezza del corpo che reagisce alla corda. Un’esperienza forte e coinvolgente per cui all’entrata della mostra si trova il cartello: «Alcune opere possono urtare la sensibilità dei visitatori. La visione della mostra è sconsigliata ai più giovani».
Di grande impatto anche le immagini realizzate da Araki per la campagna pubblicitaria Bisazza nel 2009, della quale la mostra presenta tredici fotografie inedite in cui l’arte, la tradizione e la raffinatezza trovano espressione, grazie al connubio tra i preziosi decori in mosaico e il fascino della cultura giapponese.
La mostra permette di conoscere il mondo di Araki anche grazie a un breve film con un’intervista al fotografo e un video che documenta la campagna pubblicitaria realizzata per Bisazza.
Dal 21 settembre al 3 dicembre 2017
da mercoledì a domenica, 11.00 – 18.00
Fondazione Bisazza
Viale Milano, 56
36075 Montecchio Maggiore 
Vicenza Italia

* giornalista


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