La Fidas chiama a raccolta i volontari e sconfigge il calo delle donazioni

È la chiamata associativa l’arma messa in campo da Fidas Vicenza per contenere il calo delle donazioni. “I tempi sono sempre più difficili per i donatori di sangue – spiega il presidente provinciale Mariano Morbin, in occasione dell’assemblea provinciale svoltasi oggi nella Sala dei Fondatori di Confartigianato Vicenza – e ciò a causa di una burocrazia spesso disincentivante e di un appesantimento generalizzato delle restrizioni per poter donare.

A fronte di questa situazione abbiamo posto in atto una campagna per sensibilizzare ulteriormente i nostri donatori, che sono convinti dell’atto di generosità che compiono, ma hanno bisogno di essere riconosciuti. E contattandoli uno ad uno, attraverso un consistente lavoro della segreteria provinciale, siamo riusciti ad avere un leggero, ma importante, aumento delle donazioni, che al 31 ottobre scorso, infatti, ha segnato un +0,62% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Un lavoro importante, reso possibile grazie all’attenta analisi dei dati ed al contributo prezioso della segreteria provinciale, nonché all’opera straordinaria dei volontari. Così Fidas Vicenza, che lo scorso anno segnava un calo del 3,67%, corrispondenti a 847 donazioni di sangue, quest’anno ha chiuso il bilancio donazionale al 31 ottobre con un ben +0,62%, corrispondente a 158 donazioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Abbiamo raccolto 25779 unità di sangue – prosegue il presidente Morbin – e siamo decisamente orgogliosi del lavoro fatto, ponendoci l’obiettivo di arrivare, o perlomeno avvicinarci, entro fine anno, a 30000 donazioni. Sono molti i fattori che hanno favorito il calo delle donazioni: dalle rigidità adottate dal personale medico nell’applicazione dei recenti decreti attuativi in materia di donazione, naturalmente per garantire la qualità del sangue e la sicurezza per chi lo riceve, il maggior ricorso alle trasfusioni nelle Ulss vicentine (+11% nei primi sei mesi del 2017) e, non ultimo, il virus Chikongunja, che sta pesando notevolmente sulle donazioni, sia a livello locale che nazionale”. Con questi dati, da monitorare, ma al contempo moderatamente positivi, Fidas Vicenza si appresta a celebrare il 60° di fondazione, che avrà luogo il 18 e 19 maggio 2019. Una grande festa, che coinvolgerà complessivamente donatori, volontari ed ospiti a vario titolo, in rappresentanza dei Gruppi e delle Zone della provincia di Vicenza. Quello di Fidas Vicenza, prima federata in Veneto e terza a livello nazionale, è sempre stato un lavoro svolto in piena sintonia con il territorio e con le Associazioni locali. “Abbiamo sempre lavorato, e continuiamo a farlo, in piena sintonia con le Associazioni del dono – sottolinea il presidente Morbin – e lo scorso maggio, per la prima volta nella storia, alcuni alpini-donatori hanno partecipato all’adunata nazionale di Treviso. A tale evento è seguita la partecipazione al raduno Triveneto della Protezione civile e l’Intersezionale di Chiampo”. Nel corso dell’assemblea, Team for children Vicenza Onlus, nella persona della presidente Coralba Scarrico, ha presentato il progetto “Stanza Filtro”, un’iniziativa decisamente innovativa per consentire ai piccoli pazienti oncologici di vivere senza pericolo con la propria famiglia qualche momento di intimità, cogliendo l’interesse di Fidas Vicenza. Emerge chiaramente, quindi, che la vera forza di Fidas Vicenza è il volontariato. “Siete un esercito “armato” di umanità, solidarietà e disponibilità. Sempre più persone che dedicano tempo e professionalità agli altri – aggiunge il presidente Morbin – senza alcun interesse, se non quello di migliorare Fidas Vicenza con gesti concreti rivolti ai sofferenti. Nell’ultimo periodo abbiamo visto tanta vivacità e disponibilità nei volontari, in particolare nei Centri raccolta sangue, a supporto della struttura sanitaria. Non dobbiamo mai dimenticare le mamme come Coralba, perché ce ne sono molte, ed hanno bisogno di tutto il nostro aiuto”. L’altra grande forza dell’Associazione è rappresentata dai giovani: ragazzi con tante idee e voglia di mettersi in gioco, che vanno coinvolti sempre più attivamente e valorizzati. “Crediamo tanto nei giovani e li abbiamo progressivamente coinvolti nelle attività e nell’organizzazione associativa – conclude il presidente Morbin – convinti del fatto che ai giovani vada solo dato spazio, ma soprattutto fiducia. E non si deve trattare di una concessione, ma di un ambito di impegno che si guadagna chi ha le capacità. E di giovani con le carte in regola ce ne sono davvero molti. Proprio per questo, in sinergia con le altre Associazioni del dono continuiamo a portare avanti il “Progetto Scuole”, per informare e formare i ragazzi al dono ed alla solidarietà. Ogni anno molti giovani entrano a far parte della nostra famiglia e questo ci riempie d’orgoglio e ci conferma che stiamo lavorando bene e nella giusta direzione”.


 

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