Contrasto alla criminalità: gli imprenditori non si armano ma chiedono pene certe

In Veneto l’incidenza di chi percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza è significativamente più bassa della media nazionale. Come nel resto d’Italia però abusivismo e furti sono i fenomeni maggiormente percepiti in aumento, seguono contraffazione e rapine. Il 4% degli imprenditori dichiara di possedere un’arma, contro il 96% che non la possiede. Il 15% ha intenzione di dotarsene in futuro, mentre il 58% non ha alcuna intenzione di farlo. Sono i risultati dell’indagine condotta da Gfk su 4.500 imprenditori del Veneto per la giornata della Legalità, “Legalità, mi piace”, indetta da Confcommercio in tutta Italia. Confcommercio Veneto è presente a Roma con una folta delegazione guidata dal presidente regionale Massimo Zanon e partita all’alba per seguire i lavori dalla sede nazionale della Confederazione alla presenza del presidente nazionale Carlo Sangalli e del ministro dell’Interno Marco Minniti. A Padova invece è in corso l’iniziativa della Confcommercio provinciale, con la conferenza stampa congiunta con il sindaco Giordani nella sede del municipio.

“Dalla microcriminalità ai grandi fenomeni di corruzione, la nostra società sta vivendo un periodo di cambiamento sia quantitativo che qualitativo dei fenomeni di violazione delle regole – dichiara Massimo Zanon – Potremmo parlare della contraffazione e dell’abusivismo che affliggono le nostre città, Venezia in testa, a partire dal commercio ‘on the road’ per continuare con ciò che sta accadendo nel settore ricettivo, da Venezia a Verona in particolare, instaurando un regime di concorrenza sleale con le attività regolari. Per non parlare dei problemi di sicurezza che questo dilagare incontrollato porta con sé. Tranquillizza il fatto che chi detiene un’arma di difesa è ancora in assoluta minoranza, mentre sconforta il fatto che, una volta scoperto un reato, anche in flagranza, la certezza della pena non sempre c’è”.

Proprio sulla certezza della pena gli imprenditori veneti interpellati dall’istituto Gfk premono di più: l’87% di loro la ritiene l’iniziativa ampiamente più efficace rispetto alle altre, contro una media nazionale del 73%. Diminuisce invece la fiducia nell’efficacia dei cosiddetti poliziotti di quartiere: ci crede il 7% contro il 14% della media nazionale. Tra gli imprenditori veneti, sempre rispetto alla media nazionale, è significativamente più alta la quota (76% contro il 67% nazionale) di chi è fortemente favorevole all’inasprimento delle pene per i reati commessi contro le imprese.

Buona parte degli imprenditori della nostra regione ha un’opinione negativa circa l’efficacia delle leggi che contrastano i fenomeni criminali, con una accentuazione della quota di chi le ritiene per niente efficaci (54% su una media nazionale del 47%).


 

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