Job&Orienta: Donazzan: “Un’azienda su 3 ha accolto studenti”

“Il Veneto è stata la prima regione in Italia a sperimentare l’alternanza scuola-lavoro
nel 2003, e a codificarla come elemento strutturale dell’offerta formativa nel ‘sistema
educativo’ provando ad introdurla anche nei licei, prima che diventasse un obbligo
nazionale. Mettiamo la nostra esperienza a disposizione di Anpal, l’agenzia nazionale
per l’impiego, chiedendo al suo presidente Maurizio Del Conte di specializzarsi su
questo obiettivo per aiutare le Regioni a programmare l’offerta formativa e a
promuovere un corretto sistema di alternanza”.

Così l’assessore alla scuola e al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, intervenendo a Job & Orienta, al convegno. “Dall’alternanza alla transizione: le azioni promosse da Anpal. Dall’aula ai luoghi di
lavoro”, in dialogo con Maurizio Del Conte.
“Con 22 mila aziende che quest’anno hanno inserito studenti in alternanza, vale a dire
una su 3 – ha ricordato Donazzan – il Veneto è la seconda regione in Italia, dopo la
Lombardia, a dare applicazione a questa opportunità di orientamento, formazione e
crescita umana. Negli ultimi cinque anni sono stati 15 mila gli studenti che in Veneto
hanno vissuto esperienze di alternanza scuola lavoro, grazie alla disponibilità delle
imprese e degli enti di formazione e ai 418 progetti finanziati con 5 milioni di euro
dalla Regione.

.Elena DonazzanElena Donazzan
“In Veneto scuola e lavoro sono un binomio consolidato – ha spiegato l’assessore –
Gli istituti tecnici e professionali del territorio che hanno fatto crescere le imprese del
‘mitico Nordest’ hanno nel loro Dna costitutivo l’aula-laboratorio e il rapporto diretto
con il mondo del lavoro. Un filo diretto, quello tra scuola e azienda, testimoniato
anche dai 30 mila tirocinanti ospitati ogni anno nelle imprese venete: 7 su 10 si
concludono con l’ingresso nel mondo del lavoro”.
“Ora che l’alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria in tutti gli indirizzi
scolastici e formativi – ha sottolineato Elena Donazzan – è necessario
professionalizzare le competenze per traghettare l’esperienza dell’alternanza dal
mondo della formazione a quello della scuola, soprattutto in quelle Regioni che non
hanno un consolidato patrimonio di centri di formazione professionale e di scuole
professionali come il Veneto”.
L’alternanza scuola-lavoro – ha spiegato l’assessore – è fondamentale per un buon
orientamento, per ridurre la distanza tra scuole lavoro e contrastare gli abbandoni.
L’alternanza serve alla scuola per ritarare percorsi e competenze, ma anche alle
imprese per mettere a fuoco fabbisogni e competenze e riuscire meglio a incrociare
domanda e offerta di professionalità e di mestieri. “Chiedo all’Agenzia nazionale per l’impiego di specializzarsi su questo – ha concluso – per aiutare le Regioni a programmare l’offerta formativa e a promuovere un corretto sistema di alternanza, nonché un buon sistema di orientamento al
lavoro: il ruolo di una agenzia nazionale può rappresentare un utile e valido
supporto per dare omogeneità e sviluppo ai diversi territori della penisola”.


 

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