Alta Velocita: via libera del Cipe alla Verona-Vicenza costo 2 miliardi 713 milioni

(Gi.Ga.)Via libera definitivo al progetto dell’alta velocità tra Verona e Vicenza, che fa parte della tratta complessiva Milano-Venezia. La decisione, che fa parte del contratto di programma tra ministero dei Trasporti e Rfi, è venuta durante la riunione del Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che valutato la documentazione riguardante i 45 chilometri di linea ferroviaria che avrà un costo di 2 miliardi 713 milioni (di cui 984 milioni per il primo lotto). Ad occuparsi della realizazione è il consorzio d’impresa Iricav 2 composto da Astaldi (37,49%), Salini Impregilo (34,1%), Ansaldo STS (17,05%), Società Italiana per Condotte d’Acqua (11,35%) e Fintecna (0,01%).

“Si tratta di un’opera statale di grande importanza – dice l’assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Elisa De Berti, presente a Roma alla riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica – che consentirà di migliorare i collegamenti in direzione Est-Ovest, con rilevanti benefici in termini di mobilità per i cittadini veneti. Con il via libera del luglio scorso alla tratta Brescia-Verona, e con la decisione del Cipe, acquista concretezza un progetto atteso da anni dal Veneto”. La Regione ha fatto da centro di raccolta delle richieste dei Comuni interessati al passaggio della linea per rendere meno invadente l’infrastruttura. La progettazione include anche opere di viabilità compensativa a vantaggio del territorio, come il completamento della Strada Provinciale 38 in provincia di Verona, nel comune di San Bonifacio.

Nel dettaglio, il tracciato si sviluppa dalla stazione di Verona Porta Vescovo fino al Comune di Altavilla, e prevede il raddoppio della linea con il rifacimento della stazione di Lonigo e la realizzazione della nuova stazione di Montebello, in provincia di Vicenza interessando i comuni di Verona, Belfiore, Lonigo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, San Bonifacio, San Martino Buon Albergo, Zevio, Altavilla Vicentina, Brendola, Caldiero, Arcole e Monteforte D’Alpone. “Il raddoppio dei binari – annota l’assessore De Berti – avrà anche ricadute positive sull’efficienza del servizio ferroviario regionale, liberando tracce che potranno consentire un aumento delle frequenze”.

Prende sempre più corpo il progetto dell’alta velocità che interessa l’intera Pianura Padana. Già in funzione i tratti Torino-Milano, Milano-Brescia e Padova-Venezia. Nel luglio scorso sempre il Cipe ha dato il via libera alla tratta Brescia-Verona e si è in attesa del responso della Corte dei Conti sulla fattibilità finanziaria. I due lotti in cui è stata divisa l’opera, per un costo complessivo di 2 miliardi e 499 milioni di euro, hanno trovato copertura finanziaria: potranno, quindi, essere realizzati i 43 km di nuova ferrovia che collegheranno le due città. Precisamente, potrà essere costruita la nuova linea ad alta velocità nel tratto che va da Mazzano (in provincia di Brescia) alla città scaligera, escluso il nodo di Verona, che coinvolge la stazione cittadina e l’incrocio con le altre linee che arrivano nel capoluogo.In particolare, dei quasi 2,5 miliardi di euro stanziati, 1,9 miliardi serviranno per realizzare il primo lotto, quello che comprende la cosiddetta galleria di Lonato: si tratta di 7,4 chilometri di maxi tunnel che permetterà ai treni di correre isolati rispetto al resto del traffico. La galleria di Lonato è l’opera ingegneristica più complessa e costosa di questo tratto di Tav e, per questo, sarà anche la prima a partire.

I lavori Verona-Vicenza e quelli per la Vicenza-Padova sono già inclusi nel portafoglio ordini di Salini-Impregilo, per un valore complessivo pari a circa 1,7 miliardi. Proprio Salini ha un’opzione per rilevare da Ansaldo Sts una quota dell’8,12% su entrambe le tratte.

(Foto di repertorio)


 

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