Galileo, la “rivoluzione” incontra l’arte a Palazzo del Monte di Pietà

di Martina Bisello*

La mostra inaugurata al Palazzo del Monte di Pietà a Padova è un omaggio alla geniale figura di Galileo Galilei, uomo di scienza e non solo: filosofo, musicista e letterato.
Galileo fu apripista della modernità, in vita ammirato e temuto, dopo la morte esaltato e celebrato, infine sparito nel dimenticatoio dell’epoca della postverità, relegato nel recesso angusto dello scientismo.


La mostra rende giustizia alla sua curiosità multiforme, al suo percorso di vita segnato da tante passioni che lo portarono a risultati che cambiarono per sempre la visione dell’universo che circonda l’essere umano. Galileo mosse i suoi primi passi da studioso proprio nella Padova del XVI secolo: una Padova in pieno fermento culturale, il cui polo
principale era l’Università. La sua vita, che in sé è una vera “camera delle meraviglie”, si snoda attraverso le sale, rappresentata da libri, opere d’arte e strumentazioni di cui si era servito per verificare le sue teorie: due esempi su tutti il cannocchiale e il compasso, di cui lui stesso fu inventore. Osserviamo attraverso stampe, illustrazioni e tele di grandi
artisti quali Brueghel e Rubens come il cielo veniva osservato e concepito prima di Galileo: il cielo del mito, immutabile ed incorruttibile secondo la cosmologia aristotelico-tolemaica. Quel cielo si trasformò, con le scoperte del grande scienziato, in un insieme di stelle e pianeti dinamico, reale e di sorprendente accuratezza: gli acquerelli di Galileo che rappresentano la Luna sono perfettamente sovrapponibili alle immagini odierne della NASA. In poche parole si passò dall’astrologia all’astronomia, e da allora si “misura ciò che è misurabile” e si “rende misurabile ciò che non lo è”, citando le parole di Galileo stesso. Il “Sidereus Nuncius”, il libro in cui lo scienziato rivoluzionario espose le sue tesi, gli valse una condanna da parte della Chiesa cattolica, che lo costrinse ad una  vergognosa abiura e ad una prigionia che durò fino alla sua morte. Ma ormai il messaggio è recepito, non si  può tornare indietro: la rivoluzione è compiuta e dove finisce la vita dell’uomo Galileo inizia la sua gloria. L’Ottocento positivista lo consacrò definitivamente. Ma la bellezza e il significato simbolico di rivalsa che le opere d’arte ispirate da Galileo trasmettono, non sono altro che un pallido riflesso dell’autentico
messaggio che portano con sé il lavoro e la vita del grande scienziato: per poter  affrontare le sfide continuamente poste al genere umano, c’è bisogno di partire da punti fermi e condivisi.

Dal 18 Novembre 2017 al 18 Marzo 2018

PADOVA – LUOGO: Palazzo del Monte di Pietà – CURATORI: Giovanni Carlo Federico Villa – SITO UFFICIALE: http://www.fondazionecariparo.it –  Prezzo: biglietto intero 12 euro – Ridotto 10 euro


martina bisello* archeologa

Rispondi