Tecnologie e salute: giovani sempre connessi ma non conoscono i servizi sanitari digitali

 Chattano, stanno sui social e sono sempre connessi ma, pur essendo mediatori tecnologici e facilitatori digitali nelle famiglie, conoscono molto poco i servizi sanitari digitali. E’ questa la fotografia degli studenti superiori veneti emersa dal report annuale di @Two!Salute!, progetto formativo di Regione Veneto coordinato da Arsenàl.IT in collaborazione con le aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche, realizzata nell’ambito del progetto Fascicolo Sanitario Elettronico regionale e rivolta agli studenti delle scuole secondarie di II grado. Avviato nel 2013, nelle prime quattro edizioni ha coinvolto complessivamente oltre 6.000 ragazzi attraverso 120 incontri realizzati in 286 classi di 43 istituti scolastici differenti in tutto il Veneto. Nell’anno scolastico 2016/17 sono stati incontrati oltre 1.600 ragazzi di 14 istituti superiori di tutta la regione.

 L’INDAGINE. Nel corso delle lezioni, che hanno come obiettivo informare sui servizi innovativi in sanità e rendere consapevoli i giovani del loro ruolo di mediatori tecnologici nelle famiglie, sono stati raccolti 1.454 questionari (80% di chi li ha compilati ha un’età compresa tra i 16 e i 18 anni, in prevalenza ragazze al 60%) che costituiscono la base per un’indagine sul grado di confidenza dei giovani veneti con la tecnologia, il livello di conoscenza dei servizi sanitari digitali, l’interesse verso i temi di salute ed il rapporto delle loro famiglie con il mondo della sanità digitale.

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Ne emerge un utilizzo massivo dello smartphone (98% lo usa quotidianamente, erano il 95% nel 2015) a fronte di un più limitato impiego del pc (40% contro il 49% di due anni fa), la connessione al web viene impiegata per chattare (il 97% dice di utilizzare Whatsapp e 46% Snapchat), accedere ai social media, in particolare Youtube (79%, +4% dal 2015), Facebook (70%, in flessione rispetto all’85% del 2015) e Instagram (77%, +25% in due anni). Il rapporto evidenzia il potenziale ruolo di mediatori digitali dei Millennials anche se dichiarano una scarsa conoscenza dei servizi sanitari digitali: il 79% (erano il 69%) non ha mai visitato il sito web della propria ULSS e ben il 70% (contro il 53% di due anni fa) non conosce i servizi di eHealth presentati, pur dichiarando l’intenzione di utilizzarli (92%, in crescita dall’85% del 2015).

Le risposte mettono in risalto anche il ruolo di mediatori tecnologici assunto dai ragazzi nei contesti familiari, dove contribuiscono a diffondere l’uso degli strumenti e delle tecnologie. Il 76% degli studenti si sente in grado di usare i servizi anche per aiutare i famigliari ed il 48% ha regalato uno smartphone ad un componente della famiglia, in particolare a mamma (32%) e nonni (17%), nel 17% dei casi il regalo è stato destinato a parenti over 65. L’indagine, infine, conferma l’elevato interesse degli studenti minorenni riguardo ai temi di salute: l’88% (erano l’82% nel 2015) degli intervistati dichiara di informarsi su vari aspetti di salute, in particolare in relazione a malattie, cure, alimentazione e attività fisica.

IDEE E PROSPETTIVE. Dopo un’esperienza pilota condotta su un gruppo di 75 studenti padovani la scorsa estate, nell’edizione di @Two!Salute! avviata ad ottobre sono previsti alcuni workshop di design thinking dove i giovani saranno invitati a sviluppare dei servizi innovativi di sanità per aiutare un amico o un parente con determinati problemi di salute. Un’esercitazione che intende essere un vero laboratorio per costruire nuove idee di servizi di sanità digitale a partire proprio da suggerimenti e proposte dei più giovani. Tutto questo si colloca nell’ambito di “Sanità km zero”, un ecosistema di servizi sanitari innovativi avviato da Regione Veneto attraverso Arsenàl.IT che si fonda sull’ottica di progressivo avvicinamento dei servizi ai bisogni reali degli utenti, sfruttando al meglio le enormi potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Un percorso che si fonda sulla ferma convinzione che la tecnologia da sola non basti a produrre un cambiamento significativo né tanto meno ad avvicinare i servizi agli utenti. Perché ciò avvenga è necessario, infatti, attivare strategie di coinvolgimento propositivo dei cittadini, di ogni età, nella co-progettazione dei servizi.


 

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