Il povero Veneto di fine Ottocento nella “frontiera” di Matteo Righetto

di Daniela Baldo*

Nevada. Un luogo immaginario che ci porta con la mente al western, ma che si trova in Italia, per la precisione in alta Val Brenta. Siamo alla fine del XIX secolo e qui vive una famiglia di contadini, i Da Boer, che lavorano nelle coltivazioni di tabacco pregiato di cui il Regno d’Italia è monopolista e per questo la loro è una vita di povertà. Augusto, il capofamiglia, è un uomo abituato al duro lavoro, non parla molto e ama vivere immerso nella natura, tra le sue montagne, fermandosi qualche volta ad ascoltare il suono del vento tra gli alberi. Jole, o meglio, “la Jole” come viene chiamata nel libro,  è la giovane figlia, una ragazza dal carattere simile al padre, un po’ selvaggia forse, ma con una grande passione per la natura e per i cavalli.

Per arginare la povertà estrema e riuscire a sfamare moglie e figli, Augusto decide un giorno di darsi al contrabbando delle eccedenze di tabacco che riesce a nascondere ai controlli per barattarlo con rame e argento. Inizia così un viaggio verso il confine con l’Austria per oltrepassare la frontiera e vendere, fuori dall’Italia, il suo prezioso carico. E’ un percorso duro e carico di pericoli tra i boschi, i sentieri, le bestie feroci, gli agguati dei briganti e i controlli dei finanzieri.

Quando compie quindici anni, per la Iole giunge il momento di seguire il padre in quello che sarà non solo un viaggio avventuroso, ma un vero e proprio percorso di formazione e di crescita perché in questo modo potrà anche lei conoscere “lo spirito della frontiera”. E quando un giorno Augusto non tornerà più a casa, toccherà a lei partire e affrontare la solitudine, la paura e la violenza in una disperata ricerca del padre. La figura della Iole si staglia potente nella vicenda e ne diventa presto la protagonista assoluta.

L’ultimo romanzo di Matteo Righetto, ha molte anime, non una sola, e in esso lo scrittore padovano dà prova di una raggiunta maturità letteraria; è un libro che parla di un’Italia e di un Veneto che sembrano tanto lontani, ma che un secolo fa erano esattamente così come sono descritti. La scrittura di Righetto pulita, asciutta ed essenziale come l’abbiamo sempre conosciuta, non si perde mai in inutili digressioni e tiene il lettore sempre al centro della storia, senza distrarlo.

Un romanzo avventuroso e di formazione, ambientato nel Veneto poverissimo di fine Ottocento, ma dal respiro internazionale e che ha già varcato la sua frontiera, grazie ai diritti venduti in dieci paesi prima ancora della pubblicazione in Italia.  La frontiera di Righetto è un’anima forte che guida gli uomini e le donne, come la Jole, a grandi imprese.


dani*Docente

Rispondi