Verso le elezioni: Berlato (Fdi): Lega e Fi si spartiscono i posti e a noi lasciano le briciole

di Giorgio Gasco*

Centrodestra e centrosinistra alle prese con la formazione delle liste in vista del voto politico del 4 marzo. Come da tradizione, volano gli stracci, le voci si alzano, i toni si fanno perentori alla faccia dello spirito di coalizione. Dalle parti del Pd anche una sola parvenza di alleanze non è neppure all’orizzonte; dall’altra parte, nominalmente l’intenzione di presentarsi uniti c’è sempre stata e c’è tuttora ma è in atto l’operazione “pianta bandierine” per accaparrarsi più posti possibili all’interno dei collegi. E si inizia a parlare di sondaggi, che restano però secretati nella loro interezza ma comunque usati per dimostrare all’altro alleato la propria forza e quindi la bontà della richiesta di maggiori candidature.

E quanto sta avvenendo nel centrodestra del Veneto. “Vogliono lasciarci le briciole”. Sergio Berlato, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è in vacanza all’estero per le festività natalizie, ma seppure fuori dai patrii confini, aver letto che il resto dei suoi alleati (Lega e Forza Italia) vogliono fare manbassa di rappresentanti concedendo semmai un solo posto al partito di Giorgia Meloni, è troppo per “mister-caccia”.

Un passo indietro. Da un sondaggio riservato commissionato da Forza Italia (lo confermano alcuni azzurri veneti) risulta che tutti i 28 collegi da assegnare con il sistema uninominale andrebbero al centrodestra. Più nel dettaglio: uno a testa a Fratelli d’Italia (pare con Berlato) e Scelta Civica (fa parte della quarta gamba del centrodestra con l’ex viceministro Enrico Zanelli), 18 alla Lega e 8 a Forza Italia. A questi, ovviamente, andranno aggiunti quelli che saranno conquistati nella parte proporzionale. Berlato non ci sta: “Forza Italia e Lega si dividono i posti e ci fanno l’elemosina”. Quale può essere la forza elettorale del partito della Meloni? L’ultimo riferimento in ordine di tempo sono le regionali del 2015 che hanno sancito la riconferma del leghista Luca Zaia a governatore del Veneto: Fdi incassò il 2,6% dei voti, Berlato portò a casa 10.374 consensi risultando l’unico eletto per il suo partito. Oggi, dice il porta bandiera dei cacciatori, “Fratelli d’Italia, in tutti i sondaggi, è stabilmente stimata oltre il 5% delle intenzioni di voto, equivalente ad un peso politico che supera abbondantemente il 15% della coalizione di centrodestra”. Dunque, “il nostro partito pretende rispetto da parte degli alleati e chiede che gli venga riservato lo spazio che merita, rivendicando un numero di collegi uninominali, sia alla Camera che al Senato, strettamente legato al suo peso politico nella coalizione”. Berlato si infuria, si indigna e si preoccupa (tre termini usati da lui) ancora di più quando legge e sente che a Fdi “verrebbe riservato lo stesso spazio riservato alla fantomatica quarta gamba” e rilancia: “Come Fratelli d’Italia riteniamo di poter presentare proposte di candidatura qualificanti non solo per il nostro partito ma anche per l’intera coalizione di centrodestra, proposte rappresentative del territorio e delle categorie economiche e sociali saldamente radicate anche nel Veneto”. Avvertimento finale: “Negli incontri tra alleati di centrodestra che si terranno nei prossimi giorni Fratelli d’Italia del Veneto rivendicherà con forza il rispetto del suo peso politico in coalizione”.

La lotta è dura dalle parti del centrodestra. Anche perché sempre stando ai sondaggi, interni ed esterni a Forza Italia, il partito di Berlusconi starebbe scalando le posizioni in tutta Italia. In Veneto, c’é la convinzione che quel 6% incassato alle regionali del 2015 fra due mesi sarà un semplice ricordo, e la convinzione è così tanta al punto che più di qualche deputato azzurro si sbilancia nel prevedere un risultato a doppia cifra, verso l’alto. Però non potrebbe bastare per limitare l’appetito della Lega. In attesa di una ufficializzazione del “consiglio” di Matteo Salvini (oculatezza nel candi candidare i consiglieri regionali, soprattutto in Veneto roccaforte padana presidiata da Zaia), la voglia di mettersi in gioco da parte dei leghisti è molto alta e i posti disponibili non sono affatto pochi. Tenendo anche conto che Salvini ha fatto sapere di non voler cedere alcuna posizione in più del dovuto a chi fa parte della cosiddetta quarta gamba del centrodestra ritenendo l’esperimento di stampo berlusconiano, e quindi ritenendo che se qualcuno dovesse cedere posti in lista, dovrebbe farlo Forza Italia.

Mentre le trattative continuano e si attende qualche segnale dal centrosinistra (la commissione elettorale si riunirà la prossima settimana), sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la suddivisione dei seggi spettanti ad ogni regione in base alla popolazione: Lombardia con 102 deputati (di cui 37 con l’uninominale) e 49 senatori (di cui 18 con l’uninominale); Lazio con 58 deputati e 28 senatori; Campania 60 deputati e 29 senatori; Sicilia 52 deputati e 25 senatori; Piemonte 45 deputati e 22 senatori; Veneto 50 deputati e 24 senatori; Puglia 42 deputati e 20 senatori; Valle d’Aosta 1 deputato e 1 senatore; Trentino Alto Adige 11 deputati e 7 senatori; Friuli Venezia Giulia 13 deputati e 7 senatori; Liguria 16 deputati e 8 senatori; Emilia Romagna 45 deputati e 22 senatori; Toscana 38 deputati e 18 senatori; Umbria 9 deputati e 7 senatori; Marche 16 deputati e 8 senatori; Abruzzo 14 deputati e 7 senatori; Molise 3 deputati e 2 senatori; Basilicata 6 deputati e 7 senatori; Calabria 20 deputati e 10 senatori; Sardegna 17 deputati e 8 senatori. Nelle circoscrizioni estere all’Europa andranno 5 deputati e 2 senatori; al Sudamerica 4 deputati e 2 senatori; al Nordamerica 2 deputati e 1 senatore; ad Africa-Asia-Oceania 1 deputato e 1 senatore.


gasco*Giornalista

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