Veneto, rinnovi in commissione del Consiglio regionale. Contestazione di Pd e M5S

(Gi. Ga.) Superata di qualche mese la metà legislatura, in Consiglio regionale del Veneto è il momento di mettere mano ai vertici degli organismi “parlamentari” dell’assemblea. Con qualche polemica tra maggioranza e opposizione. Il leghista Marino Finozzi è stato confermato presidente della Prima commissione che si occupa di politiche istituzionali, politiche dell’Unione Europea e relazioni internazionali, politiche di bilancio e di programmazione. Finozzi ha ottenuto 40 voti sui 44 assegnati e sarà affiancato dal vicepresidente Claudio Sinigaglia (Pd) coe ha raccolto 37 voti, e dal segretario Luciano Sandonà (Zaia Presidente), votato da 40 consiglieri, anche loro riconfermati.

“A metà della decima legislatura – ha ricordato il riconfermato presidente – è possibile tracciare un riepilogo dell’attività fino a qui svolta: la prima commissione si è riunita 111 volte ed ha dato il via libera a Progetti di legge di fondamentale importanza, oltre al bilancio, che peraltro va discusso non solo tra tutti i Consiglieri, ma anche con la società civile; tra i Progetti di legge approvati, quello che ha istituito il referendum celebrato il 22 ottobre sull’autonomia del Veneto e il successivo n. 43 per il trasferimento delle 23 competenze alla Regione. Nei prossimi due anni e mezzo dobbiamo chiudere la partita della questione di fiducia, rivedere i rapporti che la Regione ha con le società partecipate ed incidere sui costi della macchina pubblica”.

Riconferma anche per Sergio Berlato (Fratelli d’Italia-AN-MCR) come presidente della terza commissione (politiche economiche e del lavoro, politiche per l’istruzione, la formazione, ricerca-cultura-turismo, politiche agricole e per la montagna, caccia e pesca). Berlato ha ottenuto 43 voti sui 47 assegnati, e sarà affiancato dai confermati Graziano Azzalin (Pd) come vicepresidente (42 voti) e daNazzareno Gerolimetto (Zaia Presidente) come segretario (44 voti). “L’intero ufficio di presidenza dellaterza commissione è stato riconfermato – ha commentato Berlato – grazie al lavoro svolto e per la fiducia che ci è stata riposta da tutti i componenti della Commissione stessa, sia di maggioranza, sia di opposizione”.

Polemiche invece per la scelta dei vertici della quinta commissione (politiche socio sanitarie). E’ stato riconfermato presidente Fabrizio Boron (Zaia Presidente) con 32 voti e 14 schede bianche, vicepresidente è stato eletto Fabiano Barbisan (Centrodestra Veneto), proposto dal gruppo di minoranza del Centro Destra Veneto, che ha ottenuto 23 voti rispetto ai 17 raccolti dall’uscente Jacopo Berti (Movimento Cinquestelle), indicato invece dalle altre forze di minoranza. Sei sono state le schede bianche: segretario, con 29 voto, è stata eletta Sonia Brescacin (Zaia Presidente).

Ma sia il Pd che i consiglieri di Cinquestelle non sono d’accordo. “Definire Barbisan come esponente della minoranza è una colossale presa in giro attaccano i dem – Barbisan è stato eletto nella Lista Zaia, ha votato tutti i provvedimenti legislativi e i bilanci presentati dalla Lega, era presente insieme al governatore sul palco della Festa di Pontida ed ha ammesso di essere passato all’opposizione su richiesta dello stesso Zaia. In che modo potrà rappresentare la minoranza? Il 2018sarà un anno cruciale per la sanità, con la stesura del nuovo piano sociosanitario e la formulazione delle nuove schede ospedaliere”. Tutto cioò, per il Pd, “avverrà senza che venga garantito un adeguato confronto dialettico maggioranza-opposizione. Con questo episodio si crea un precedente storico: adesso nell’Ufficio di presidenza della Quinta commissione ci sono tre tesserati della Lega, in barba al rispetto delle più elementari regole democratiche”. Sulle stesse corde i pentastellati che parlano di “inciuci e careghe e aumenti di stipendio”. Evidentemente – proseguono i cinquestelle “dava fastidio che alla vicepresidenza della 2 quinta commissione ci fosse un nostro esponente e per questo hanno organizzato l’ennesimo giochino ributtante ai danni dei veneti”. Annotazione: “ La vicepresidenza se l’è presa a tutti gli effetti la Lega con un misero trucchetto, piazzando un uomo di Zaia che è in opposizione sotto mentite spoglie. La vicepresidenza della commissione, infatti, è destinata a un consigliere espressione delle minoranze, ma definire Barbisan un esponente della minoranza fa davvero ridere; peccato che funzioni così, e Barbisan è solo l’ennesimo esempio di come la Lega governi questa regione. L’importante è passare all’incasso di poltrone e stipendi”.


 

 

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