Verso le elezioni: al seggio solo due schede ma il sistema non è poi così semplice

di Giorgio Gasco*

Come si voterà il 4 marzo per rinnovare il Parlamento? Se il legislatore aveva in animodi di facilitare l’elettore, ebbene anche questa volta non è riuscito nel suo intento. E non è una novità. Però, qualcosa di diverso ci sarà anche se il Rosatellum, nome che deriva da Ettore Rosato, triestino, capogruppo uscente del Pd a Montecitorio, non è certo una legge elettorale di facile interpretazione da parte del povero neofita.

Infatti, come colpo di novità, per la prima volta dopo più di dieci anni si useranno una nuova legge elettorale, una nuova scheda e un nuovo metodo per votare. Già ma come?

BIGNAMI

1) Al seggio si riceverà una sola scheda per la Camera e una sola scheda per il Senato (gli elettori che hanno più di 25 anni).

2) Si potrà votare facendo un solo segno, oppure due, basta che entrambi i segni siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

3) È possibile votare un candidato all’uninominale e, con un secondo segno, scegliere una delle liste che lo appoggiano.

4) Si potrà scegliere anche solo il candidato all’uninominale o solo una delle liste, ma il voto sarà comunque “trascinato” rispettivamente anche sulle liste o sul candidato.

5) Non si può votare una lista diversa da quelle che appoggiano il candidato che abbiamo scelto.

Morale, se si vuole votare una coalizione ma non vi piace il candidato che la coalizione ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è rinunciare e votare un’altra coalizione. Al contrario, se si preferisce votare per un candidato ma non soddisfa uno dei partiti che lo appoggiano, per essere sicuri che il voto non finisca a quel partito l’unico modo è fare due croci, esprimendo anche una scelta per un partito che non sia quello. Con una accortezza: deve essere parte della stessa coalizione, altrimenti il voto sarà annullato. Infine, non si possono esprimere preferenze sui singoli candidati della lista proporzionale.

DETTAGLI

Il “Rosatellum” ha introdotto un sistema misto, proporzionale e maggioritario, e prevede che il Parlamento venga eletto in due modi diversi ma collegati: un modo viene chiamato “uninominale”, l’altro “proporzionale”.“Uninominale” vuol dire che in ogni collegio le coalizioni o i partiti candidano una sola persona, e chi prende più voti tra le persone candidate ottiene un seggio; “proporzionale” vuol dire che più seggi in un collegio vengono invece divisi in modo proporzionale ai voti presi dalle coalizioni o dai partiti. Circa un terzo dei seggi tra Camera e Senato sarà eletto in confronti diretti nei collegi uninominali, e i restanti due terzi saranno eletti con sistema proporzionale.

LA SCHEDA

Ogni scheda sarà divisa in un certo numero di aree separate tra loro, corrispondenti a ciascun partito o coalizione. I partiti infatti si possono presentare da soli o uniti in coalizioni. All’interno di ogni area ci sarà in testa uno spazio rettangolare con un unico nome: è il candidato scelto da ogni coalizione – o partito – nel collegio uninominale in cui risiediamo. Siccome all’uninominale ogni coalizione deve presentare un solo candidato, può capitare che nel vostro collegio non ci sia il candidato del vostro partito preferito, ma quello scelto dalla coalizione a cui appartiene. Esempio: se i partiti Rosso, Verde e Blu sono alleati in una coalizione, nel collegio di Venezia sosterranno tutti insieme un candidato del partito per esempio Rosso, nel collegio di Milano uno del partito Blu, eccetera.

Sotto lo spazio rettangolare ci saranno una serie di caselle con un simbolo di partito e un certo numero di nomi, dai due ai quattro. Sono le singole liste dei candidati dei partiti che formano la coalizione, che a sua volta sostiene il candidato di cui sopra; i nomi sotto al simbolo sono i nomi dei candidati di quel partito nel collegio proporzionale.

COME SI VOTA?
Sono concessi al massimo due segni sulla scheda: uno sulla nome del candidato al collegio uninominale che preferiamo e l’altro ad indicare una delle liste che lo appoggiano. I due segni devono essere fatti nella stessa area: non è possibile scegliere un candidato all’uninominale e un partito di una coalizione diversa da quella di quel candidato. Una volta scelto un candidato uninominale, è possibile scegliere solo e soltanto una delle liste che lo appoggiano. Se si sceglie una lista in un’altra coalizione, la scheda viene annullata. Ripetiamolo, per sicurezza: non c’è voto disgiunto, non si può votare un candidato di centrodestra e una lista di centrosinistra.

NIENTE PREFERENZE

Non sono previste le preferenze. Si può votare una lista, ma non si può scegliere a quale candidato di quella lista dare il voto: la lista dei nomi è solo un’informazione in più. Se alla scheda si aggiungono altri segni sui nomi dei candidati, si rischia di vedere il proprio voto annullato. Se si traccia solo un segno su uno dei partiti – votando quindi per la parte proporzionale – voto sarà esteso anche al candidato sostenuto da quel partito al collegio uninominale. Se invece si barra soltanto la casella del candidato uninominale, la procedura sarà un po’ più complessa. I voti di questo tipo saranno infatti distribuiti tra le liste che appoggiano il candidato uninominale in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse. Quindi se una delle liste che formano la coalizione ha ricevuto il 30% dei voti, riceverà anche il 30% dei voti di chi non ha votato esplicitamente per nessuna lista di quella coalizione ma solo per il candidato uninominale relativo.

DOPO IL VOTO

Scegliendo un candidato all’uninominale, o anche solo una delle liste che lo appoggiano, quel candidato riceverà quindi un voto all’interno di quel collegio. Al termine dello scrutinio, il candidato che ha ricevuto anche solo un voto più dei suoi avversari sarà eletto. Se insieme al candidato viene barrata anche la casella di una delle liste proporzionali che lo appoggiano, quella lista allora riceverà un voto (altrimenti vale il calcolo di distribuzione detto sopra). Su base nazionale, ogni lista eleggerà un numero di parlamentari proporzionale ai voti che ha ottenuto, ma come questi eletti saranno divisi nei collegi è materia complessa. I candidati della lista proporzionale saranno eletti nell’ordine in cui compaiono sulla scheda. La legge permette le candidature multiple: si potrà essere candidati in un seggio uninominale e in un massimo di cinque collegi proporzionali. In caso di elezione in più collegi il candidato si ritiene eletto nel collegio uninominale, oppure nel collegio proporzionale dove la sua lista ha ottenuto la percentuale minore di voti.

SBARRAMENTO

Tutto questo complesso procedimento, però, farà poca differenza se liste e candidati non supereranno la soglia di sbarramento. Per eleggere candidati nel proporzionale, una lista deve infatti ottenere almeno il 3% dei voti su base nazionale, per la Camera; al Senato lo stesso, ma riceve seggi anche se, fallendo l’obiettivo del 3% a livello nazionale, abbia ottenuto in una sola regione almeno il 20% dei voti. La soglia per le coalizioni invece è del 10% dei voti, a patto che almeno una delle liste che la compongono raggiunga il 3% a livello nazionale. Se una lista che fa parte di una coalizione non riceve il 3% a livello nazionale, non elegge nessun parlamentare: se ottiene però più dell’1%, i voti che ha raccolto vengono distribuiti tra i suoi alleati.

Il pallottoliere non serve più, occorre un algoritmo.


gasco*Giornalista

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