Una legge per la filiera della birra a KmZero. Coldiretti: in Veneto più luppolo e orzo

Più luppolo e orzo in Veneto per la filiera della birra a kmzero. E’ questo il senso della legge approvata ieri in Consiglio regionale che premia gli agribirrifici in base alla qualità, al metodo di lavorazione ma soprattutto all’origine delle materie prime impiegate. Coldiretti ispiratrice della norma sottolinea l’importanza del provvedimento che prevede non solo incentivi per la coltivazione degli ingredienti principali, ma definisce, inoltre i parametri legali per sostenere l’attività di birraio tra i giovani agricoltori riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando anche i presupposti del “piccolo birrificio agricolo”. Le risorse stanziate sommano a 250mila euro di cui 100mila per la promozione della filiera locale. Nel testo normativo si guarda anche alla formazione degli utenti che intraprendono questo indirizzo produttivo che a tutt’oggi conta ottanta microbirrifici indipendenti  portando il Veneto con Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna tra le  regioni leader in questo settore.  L’ offerta di birra artigianale Made in Italy – precisa Coldiretti – sta conquistando un numero crescente di consumatori in Italia e all’estero dove l’export è aumentato del 144% in 10 anni. Il successo è registrato anche per la birra agricola con una produzione diversificata e innovativa: da quella aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino, ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso. Oltre a contribuire all’economia la birra artigianale rappresenta anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35 che sono i più attratti – sostiene  Coldiretti – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

A garantire il rispetto delle disposizioni previste – ricorda Coldiretti –  interverrà anche la Giunta con un proprio disciplinare a cui le imprese dovranno aderire per fregiarsi del titolo di agribirrificio.


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