Lettera aperta ai candidati… Colamarco (Uil): “Basta ad un Veneto gigante economico e nano politico”

 

di Gerardo Colamarco*

Le elezioni del prossimo 4 marzo saranno cruciali per il futuro del nostro Paese. A dieci anni dall’inizio delle due ondate di crisi che hanno colpito la nostra economia, il peggio ormai è alle spalle. I dati macroeconomici sono positivi e le esportazioni corrono, trascinate soprattutto dalle aziende del Nord Est. Ma certamente questa congiuntura positiva va accompagnata da politiche adeguate. Occorrono lungimiranza e serietà, doti che in questa campagna elettorale, purtroppo, si sono viste molto poco.

Non è compito di una organizzazione sindacale stilare programmi elettorali o parteggiare per l’uno o l’altro schieramento politico. Però il nostro mandato è quello di tutelare i lavoratori, di occuparci dei giovani che non riescono a trovare un impiego e degli anziani che hanno diritto ad una pensione dignitosa. Ecco allora una serie di punti sui quali chiediamo un impegno ai parlamentari che verranno eletti in Veneto.

Il primo non può che riguardare l’autonomia. La Uil Veneto si è sempre dichiarata a favore di una maggiore autonomia, nel rispetto del dettato costituzionale, opponendosi al referendum consultivo e a uno spreco di risorse. Lo dimostra il fatto che – nonostante il risultato plebiscitario – la trattativa tra Governo e Regione sia ben lontana da un accordo su 23 competenze e 9 decimi di gettito fiscale. Ma è fondamentale non perdere questa opportunità, per riportare equità nella redistribuzione delle risorse (in particolare interrogandosi sull’opportunità di mantenere la specialità di alcune Regioni).

Il Veneto ha il terzo aeroporto d’Italia, uno dei porti più importanti e l’area industriale di Porto Marghera. Sono elementi sui quali è doveroso un impegno dei parlamentari. Il sostegno a queste realtà può portare innovazione, ricerca scientifica, occupazione diretta e indotta. In particolare un primo atto concreto può essere quello di individuare in Porto Marghera il polo nazionale per la ricerca e lo sviluppo della chimica pulita e in generale della green economy. Oltre alle infrastrutture materiali, il Veneto deve recuperare un gap su quelle immateriali, a partire dalla banda larga.

Il Veneto è una terra in cui il terziario funziona, ma esiste ancora un forte settore secondario: il ricorso a manodopera – anche straniera – sta ricominciando ad essere una esigenza di molte industrie. Politiche per una immigrazione controllata e ordinata dovranno essere al centro della prossima legislatura. È un fenomeno che va governato, non sottovalutato o demonizzato.

Sul fronte del lavoro, i dati sull’aumento dell’occupazione nascondono il fatto che si tratti di impieghi a tempo determinato o precari. Assumere un giovane viene percepito come un costo insopportabile, ma in questo modo l’Italia resterà fanalino di coda in Europa. Certamente vanno agevolate le assunzioni, abbassate le tasse sul lavoro, ridotto – in una formula chiara a tutti – il cuneo fiscale. Con più soldi nelle tasche dei lavoratori, sarà più facile far ripartire i consumi interni e stimolare la crescita. Deve ripartire una stagione – e la Uil è stata protagonista e solitaria in questa battaglia – per il rinnovo di molti contratti nazionali. Sono sicuramente fuori dal tempo, in questa ottica, l’idea di dazi protezionistici o referendum sull’euro.

Altro tema che ha caratterizzato il Veneto negli ultimi anni è stato quello del credito. I risultati della commissione parlamentare sulle banche non restituiranno certamente agli imprenditori e ai cittadini i soldi investiti. Si tratta di una ferita che farà fatica a rimarginarsi, soprattutto perché ormai il Veneto ha perso qualsiasi presidio territoriale e decisionale.

Credo che poco potranno, i nostri parlamentari, sul fronte sanità, che è di competenza regionale. Certamente un intervento sui ticket potrebbe essere un modo indiretto per abbassare la pressione fiscale sui cittadini, toccati su un aspetto fondamentale come quello della salute.

In conclusione, non volendone fare una colpa ai deputati uscenti, anche perché questa circostanza è purtroppo consolidata da tempo, mi auguro che il Veneto smetta di essere gigante economico e nano politico. Mi auguro che i prossimi eletti possano rappresentare con ancora più forze le istanze della nostra regione.


Gerardo Colamarco 1 *Segretario Generale Uil Veneto

 

 

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