Dodici domande a… Erika Stefani (Lega): “Stop alla fuga di aziende riducendo la tassazione”

di Giorgio Gasco*
Di professione è avvocatessa, naturale quindi che per cinque anni si sia occupata, in particolare, di temi legati alla giustizia essendo componente della relativa Commissione a Palazzo Madama. E non è un caso che facendo campagna elettorale in vista del voto del 4 marzo, la leghista Erika Stefani, giovane legale di Trissino, in provincia di Vicenza, insista sui temi non solo cari a lei ma a tutti i cittadini che pretendono una giustizia e un sicurezza certe. Da senatrice uscente si ricandida sempre come rappresentante della Lega nel collegio uninominale di Vicenza e come capolista in quello plurinominale di Veneto 2 che comprende le provincie di Vicenza, Padova e Verona. “Per garantire la sicurezza – dice la Stefani – va cambiato l’impianto normativo prevedendo un nuovo impianto di leggi”.

Erika Stefani, perché si ricandida?

“Ho fatto un percorso di un quinquennio dove ho maturato esperienze che penso ed auspico possano essere ancora di aiuto al movimento ed alla gente”.

Dopo una legislatura segnata da governi non eletti, ritiene che le urne consegneranno al Paese una legislatura stabile?
“Purtroppo la legge elettorale così come fatta non stabilisce un netto vincitore o almeno lo stabilirebbe se non fosse che l’Italia non è bipartitica, ma fondamentalmente tripartitica, dato che sostanzialmente oltre al centrodestra esiste un centrosinistra ed il movimento Cinque Stelle. Auspico che la vittoria nei collegi uninominali possa stabilire delle più certe quote a favore del centrodestra in modo da non consegnare il Paese ad un disordine governativo. Per questa ragione invito veramente gli elettori ad esprime un voto utile”.
Secondo alcune stime, il 63% dei residenti a Nordest ritiene che sia importante votare per un bravo candidato al fine di avere un rappresentante del territorio. Lei condivide?
“E’ fondamentale avere buoni rappresentanti per il territorio per poter fare buona politica. Oggi i partiti hanno una particolare forza e di certo portano messaggi molto inequivoci e diretti, ma in ogni caso anche i partiti sono fatti di persone e non solo di idee: una ottima idee cavalcata da una pessima persona rende l’idea pessima”.
Ritiene che i candidati rispondano a questa aspettativa?
“La Lega ha fatto delle scelte in merito alle candidature privilegiando persone che hanno avuto esperienza amministrativa: aver fatto il Sindaco o l’Assessore permette al candidato di avere conoscenza delle problematiche che affliggono il territorio”.
Si è sempre parlato del Veneto come gigante economico, ma nano politico. E’ ancora così?

“La grande essenza del Veneto è quella di sapere lavorare e spesso solo lavorare, senza palchi, spettacoli o riflettori. Eppure molti politici hanno saputo essere forti e dare forza: uno fra di essi è Luca Zaia”.
Anche il Veneto ha sofferto per la crisi iniziata nel 2008. Ci sono alcuni segnali di ripresa, però alcuni comparti non riescono a rimettersi in moto. Il credito viene erogato ancora con il contagocce e le aziende continuano a chiudere pur avendo ottime prospettive. Cosa si sente di proporre se eletta?
“La situazione economica del nostro Paese è veramente difficile. Un buon progetto sarebbe quello di stimolare ancora di più le nostre aziende a fare export: ovviamente prima dobbiamo cercare di far restare qui le aziende, diminuendo la pressione fiscale, agevolando le iniziative private ed eliminando burocrazia e lentezza dei processi”.
Caso banche. La commissione parlamentare ha chiuso i lavori con una decisione a maggioranza, a dimostrazione delle divergenze. Sono stati stanziati dei fondi a risarcimento, ma gli azionisti ne sono esclusi: il nuovo governo potrà riconsiderare anche un loro risarcimento?

“Occorre necessariamente prevedere meccanismi di più ampio margine di ristoro. Già questo fu fatto con Monte dei Paschi di Siena, senza che si arrivasse alla distruzione degli istituti come accaduto in Veneto”.
Da avvocatessa vicentina, Intesa deve risarcire gli azionisti?
“Intesa ha acquistato due intere banche senza un solo esborso. Mi parrebbe doveroso che se non deve risarcire direttamente, perché giuridicamente sarebbe quasi impossibile, almeno che prevedesse meccanismi di ristoro indiretti”.

Il governo uscente ha stanziato molti fondi per la regione: per l’edilizia scolastica, per la crisi delle banche, per la Pedemontana, fondi per gli eventi calamitosi che hanno colpito il Veneto. Dal suo punto di vista, è così?
“Non mi sembra abbiano fatto così grandi sforzi. Per l’edilizia scolastica mi pare che i fondi siano quelli dati anche per altre Regioni quindi senza preferenze. Per le crisi delle banche una miseria, solo simbolica, visto anche quello che si è fatto altrove. Per la Pedemontana la Regione Veneto si è sobbarcata di tutto il peso di un’opera enorme, pesante sotto il profilo ambientale ed economico ed i cui vantaggi si vedranno fra qualche anno. I fondi per gli eventi calamitosi sono stati insufficienti”.

Come ritiene la questione sicurezza in Veneto?
“Purtroppo non siamo nel Paese dei balocchi: anche in Veneto si stanno registrando problematiche. Furti in abitazione sono ormai frequenti e lo spaccio nelle piazze alla luce del sole è ormai un quadretto che si vede nelle nostre città”.
Se sarà eletta, si adopererà per portare avanti la richiesta di autonomia del Veneto spingendo per arrivare alla conclusione delle trattative Regione-Governo?
“Non solo per arrivare alla conclusione, ma per arrivare alla conclusione che i Veneti vogliono ossia una vera e chiara autonomia”.
Qual è l’emergenza del territorio dove lei è candidata?
“A Vicenza oltre alle problematiche derivanti dal crack di Banca Popolare di Vicenza, si deve risolvere anche la questione relativa all’inquinamento dei Pfas e quindi trovare fondi sufficienti per nuovi acquedotti per fornire acqua pulita ai nostri cittadini”.


gasco*Giornalista

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