Viabilità, Anas entra in Veneto Strade. E Cav si rafforza

 

di Giorgio Gasco*

Dopo 17 anni l’Anas torna ad occuparsi della rete stradale del Veneto. Certo, non in piena autonomia perché la Regione continuerà ad essere parte della società Veneto Strade alla quale nel 2001 fu assegnata proprio dall’Anas la gestione di 1386 chilometri di asfalto, compresi quelli allora definiti di competenza statale. Ma ci sarà diversa suddivisione di azioni, quindi di peso, che vedrà l’azienda nazionale detenere la maggioranza di Veneto Strade con il 51%. Per dirla con le parole del governatore Luca Zaia: “La Regione tiene l’indirizzo, l’Anas la gestione”. E ancora: “L’obiettivo è quello di procedere d’ora in avanti in modo coordinato al potenziamento del sistema di infrastrutture del Veneto, dotandoci di una strategia unica e condivisa da tutti i soggetti interessati, puntando a realizzare un sistema nel quale i tracciati stradali e autostradali siano funzionali allo sviluppo dell’intermodalità, connettendo efficacemente tra loro gli hub ferroviari, gli aeroporti e il porto di Venezia”. Quindi nessuna cessione delle armi secondo il presidente del Veneto, che ha firmato l’intesa con l’amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani. Tanto che si parla proprio di gestione unitaria nell’articolato del progetto. Però, ancora nulla di definitivo, perché le parti si sono date tempo fino al 30 giugno prossimo per la definizione di alcuni passaggi chiave per ricollocare i 1386 chilometri: il decreto del ministero dei Trasporti necessario per ridefinire la riclassificazione di 671 chilometri di strade attualmente non statali (regionali e provinciali) che verranno collocate sotto la denominazione Nuova Rete Statale; l’acquisizione da parte della Regione di partecipazioni azionarie in Veneto Strade così da consentire il controllo societario ai fini della successiva ridefinizione dei rapporti fra i soci di Veneto Strade e consentire il successivo ingresso di Anas. Nella “propietà” di Veneto Strade rimangono anche gli altri 715 chilometri di strade propriamente regionali.

AZIONI – A oggi la Regione detiene il 30% di Veneto Strade, pari a 1,5 milioni di euro. Le sette province hanno nel loro portafoglio il 7,14% ciascuna (370mila euro). Le quattro società autostradali che operano in regione, cioé Autostrade per l’Italia, Autostrade Serenissima, Autovie Venete e A4 Holding detengono ognuna il 5% (259mila euro). Un capitale sociale totale di 5 milioni 180mila euro. Nella fase intermedia, cioè fino a quando non sarà attuato il decreto del ministero sulla riclassificazione delle strade, la Regione salirà al 74,4% (3 milioni 958mila euro), mentre la percentuale delle province di Belluno, Padova, Treviso e Venezia resterà immutata. A progetto completato, gli azionisti della nuova Veneto Strade saranno solamente due: Anas al 51% (l’azienda procederà ad un aumento di capitale superiore ai 5 milioni di euro per sostenere l’operazione) e la Regione Veneto con la province di Belluno , Padova, Treviso e Venezia con il 49%. Successivamente il numero di soci potrebbe cambiare ancora, poiché la Regione ha già avviato il dialogo con le province di Padova, Treviso e Venezia Citta Metropolitana per incamerare il loro pacchetto azionario. Degli enti locali resterebbe solo Belluno con il 2%. Alla fine del cammino, il capitale sociale della rinnovata Veneto Strade raddoppierebbe, arrivando a poco oltre 10 milioni di euro.

CAV – E’ un acronimo diventato comune, sta per Concessioni Autostradali Venete e gestisce il tratto autostradale Padova-Venezia compreso il Passante di Mestre. Dopo qualche anno dalla sua costituzione avvenuta con l’apertura del Passante, Cav è diventata sempre più strategica sia per la Regione che l’Anas già presente nella società a pari percentuale con la Regione. Zaia e Gianni Vittorio Armani hanno siglato un secondo protocollo d’intesa per destinare, come previsto da una legge del 2017, le risorse derivanti dalla concessione Cav Spa al finanziamento e alla realizzazione di infrastrutture indicate dal Veneto in accordo con il ministero delle Infrastrutture. Concessioni Autostradali Venete ha ancora in atto la restituzione all’Anas del prestito ottenuto percompletare i lavori del tratto autostradale. Per mantenere l’impegno, Cav si è rivolta al mercato finanziario europeo con l’emissione di project bond per 800 milioni. La risposta degli investitori è stata positiva, tanto che entro il prossimo anno il debito con Anas sarà totalmente estinto. Da quel momento, le previsioni fino al 2032 (scadenza della concessione) dicono che Cav, stando agli attuali flussi di traffico, potrebbe segnare un utile di 600 milioni. Ma in attesa del consuntivo, 300 milioni di euro, così è scritto nell’accordo siglato tra Zaia a Armani, possono essere subito investiti in opere d’interesse regionale.

DOPPIO “BINARIO” – Con questo duplice accordo, il Veneto acquista sempre più il ruolo strategico nelle politiche di pianificazione della viabilità nazionale. Inoltre, Anas rafforza la sua presenza sul mercato delle infrastrutture mettendo cappello su due “gioielli”, Cav e Veneto Strade nate e cresciute in regione. Lo stretto legame tra Veneto e Anas ha una consistenza valenza se si considera che la fusione dell’azienda strade e Ferrovie dello Stato ha dato vita al primo colosso europeo dei trasporti combinati strada-ferro. Una posizione sul mercato che avrà ricadute positive per la politica dei trasporti del Veneto.

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