Dodici domande a… Berlato (Fdi): “Il Veneto forte economicamente, ma orfano” di una classe politica autorevole”

di Giorgio Gasco*

E’ dal 1990 che fa politica anche imbracciando la doppietta. Nulla di violento, ovviamente. Ma Sergio Berlato si è aggiudicato la rappresentanza di chi pratica l’attività venatoria. Proprio dal ‘90 quando si è presentato alle elezioni regionali brandendo il vessillo del Partito dei Cacciatori. Le preferenze per lui toccarono cifre storiche. Un patrimonio elettorale che lo ha spinto sulla poltrona di assessore e poi di eurodeputato di Alleanza Nazionale affrontando il progetto lanciato da Berlusconi dal famoso predellino. Resta a Strasburgo per tre mandati, ma alle ultime euro-elezioni si trova escluso dalla gara. Non si da per vinto e riprova la scalata al consiglio regionale, che gli riesce nel 2015pre con preferenze record, sempre sostenuto dal partito ma anche dai seguaci di Sant’Uberto. Ora tenta l’avventura parlamentare, correndo per un posto alla Camera nel collegio plurinominale di Vicenza, Legato a doppio filo con la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ne è di fatto il luogotenente-coordinatore in Veneto dove ha fatto proseliti accaparrandosi anche un consigliere regionale di Forza Italia che proprio grazie a lui è approdato a FdI,

Sergio Berlato, Perché si candida?

“Sono stato eletto per tre mandati in Consiglio regionale del Veneto e per tre mandati al Parlamento europeo. Sono sempre stato eletto con le preferenze personali e mai nominato, risultando, anche alle ultime elezioni regionali del 2015, il più votato tra tutti i candidati di tutti i partiti. Mi candido al Parlamento italiano perché la comunità umana e le categorie economiche e sociali, che a me fanno da sempre riferimento, mi hanno chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia preparazione per un nuovo mandato al Parlamento nazionale”.

Dopo una legislatura segnata da governi non eletti, ritiene che le urne consegneranno al Paese una legislatura stabile?

Dipenderà molto dalla percentuale che riuscirà a conseguire il centrodestra alle prossime elezioni. Se riusciremo, come sono convinto, ad avere la maggioranza nei due rami del Parlamento, riusciremo a dare un governo stabile al nostro Paese per l’intera prossima legislatura”.

Secondo alcune stime, il 63% dei residenti a Nordest ritiene che sia importante votare per un bravo candidato al fine di avere un rappresentante del territorio. Lei condivide?

“Purtroppo la nuova legge elettorale, che è stata approvata dal Parlamento in scadenza, nega ancora una volta agli elettori il sacrosanto diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento attraverso le preferenze. Questo è stato uno dei motivi che hanno spinto Fratelli d’Italia a votare contro questa legge che però è stata approvata lo stesso dalla quasi totalità delle forze politiche presenti in Parlamento. Nonostante questa legge, molti elettori decideranno per quale partito votare il 4 marzo in base ai candidati che i partiti hanno deciso di mettere in lista. Come Coordinatore regionale per il Veneto di Fratelli d’Italia ho riunito la classe dirigente del Veneto per proporre una rosa di candidature che è stata approvata e ratificata dai vertici nazionali del partito, a partire da Giorgia Meloni, che ha voluto dare un forte segnale di rispetto alle proposte avanzate dal nostro territorio”.

Ritiene che i candidati rispondano a questa aspettativa?

“La nostra scelta di inserire in lista i candidati che sono espressione del nostro territorio va nella direzione voluta non solo dai nostri elettori ma anche dalla stragrande maggioranza degli elettori italiani”.

Si è sempre parlato del Veneto come gigante economico, ma nano politico. E’ ancora così?

“Lo è stato per un certo periodo ma credo che alla forza economica e propositiva del Veneto debba corrispondere un’adeguata ed autorevole rappresentanza politica. Confidiamo che nella prossima legislatura il Veneto abbia il rispetto che merita, anche nelle posizioni di governo”.

Anche il Veneto ha sofferto per la crisi iniziata nel 2008. Ci sono alcuni segnali di ripresa, però alcuni comparti non riescono a rimettersi in moto. Il credito viene erogato ancora con il contagocce e le aziende continuano a chiudere pur avendo ottime prospettive. Cosa si sente di proporre se eletto?

“La crisi economica internazionale iniziata nel 2008, i cui effetti stanno ancora avvelenando i nostri mercati e la nostra economia, non è ancora finita ed anche se si notano incoraggianti segnali di ripresa, non riusciamo ancora a registrare ricadute soddisfacenti dal punto di vista occupazionale, segale inequivocabile della paura che attanaglia ancora le imprese che non si fidano ancora ad assumere personale nel timore che si possa tornare ad un’altra crisi. A questa devastante crisi economica si è sommata la crisi bancaria che ha provocato più danni nel nostro territorio di una vera e propria guerra. Le banche del territorio hanno rappresentato per tanti anni una fonte importante di ossigeno per le nostre imprese, fino a quando non ha avuto il sopravvento lo spirito speculativo di chi ha utilizzato le banche non più per dare un servizio essenziale alle imprese ed alle famiglie ma per carpirne la fiducia ed i risparmi a vantaggio di pochi amministratori spregiudicati che, in qualsiasi paese civile, sarebbero già stati ammanettati e con i loro beni, conseguiti non sempre lecitamente, già sequestrati e tenuti a disposizione per risarcire le famiglie e le imprese vittime di operazioni di grande disinvoltura. La riforma del credito e dell’intero sistema bancario italiano credo sia una delle priorità per il nostro Paese”.

Caso banche. La commissione parlamentare ha chiuso i lavori con una decisione a maggioranza, a dimostrazione delle divergenze. Sono stati stanziati dei fondi a risarcimento, ma gli azionisti ne sono esclusi: il nuovo governo potrà riconsiderare anche un loro risarcimento?

“In questa campagna elettorale c’è chi, come la sinistra, propone di tutelare i banchieri ma non i risparmiatori, mentre cè’ chi invece ritiene, anche nel centro destra, di indennizzare le persone e le imprese danneggiate o truffate, fornendo loro della carta straccia per invogliarli ad investire ancora nelle banche. Credo che i risparmiatori, che sono stati vittime di truffe o di raggiri da parte degli amministratori spregiudicati di alcune banche, debbano esser totalmente rimborsati dei loro risparmi. Decideranno loro, a totale rimborso avvenuto, se investire ancora i loro soldi nel sistema bancario o in altre forme di investimento”.

Intesa deve risarcire gli azionisti?

“Ogni banca deve rispondere per le responsabilità dei propri amministratori, non per quelle degli amministratori delle altre banche”.

Il governo uscente ha stanziato molti fondi per la regione: per l’edilizia scolastica, per la crisi delle banche, per la Pedemontana, fondi per gli eventi calamitosi che hanno colpito il Veneto. Dal suo punto di vista, è così?

”Non so se stiamo parlando dello stesso governo perché a noi non risulta che il nostro territorio sia stato beneficiato da questa pioggia di provvidenze di cui qualcuno va cianciando. Il governo Monti, poi il governo Letta, poi il governo Renzi e per finire il governo Renzibis (detto anche governo Gentiloni) sono stati tutti governi illegittimi non scelti dagli elettori italiani e quindi abusivi. Tutti questi governi, oltre ad esibirsi come degli abili prestigiatori, hanno praticato goffamente un illusionismo politico che ha stremato il sistema produttivo del nostro Paese, impoverendo le famiglie e massacrando la classe media”.

Come ritiene la questione sicurezza in Veneto?

“Proprio perché sono sempre stato abituato a farmi eleggere con le preferenze personali, ho sempre ritenuto indispensabile mantenere l’umiltà di stare in mezzo alla gente per capirne i bisogni e tentare di tradurre la mia azione politica in risposte concrete alle famiglie ed alle imprese. Basta stare in mezzo alla gente per sentire quale possa essere la percezione di sicurezza, ma è più giusto dire di insicurezza, che pervade la gente comune. I dati ufficiali del governo in scadenza ci confermano che il 97% dei furti commessi in Italia rimane impunito ( cioè non si riescono ad acciuffare i ladri) mentre solo il 3% dei furti vede arrestati i malfattori. Il problema è che questo 3% di ladri che vengono acciuffati dalle nostre forze di polizia, che non riusciremo mai a ringraziare abbastanza per l’encomiabile lavoro che svolgono per la collettività nonostante gli scarsi mezzi messi a loro disposizione del governo, vengono identificati e rilasciati dopo pochi giorni, anche per non intasare le poche carceri a disposizione già sovraffollate da una popolazione carceraria che in larga parte è costituita da extracomunitari che, dopo aver commesso ogni sorta di reato nel nostro Paese, vengono mantenuti nelle carceri italiane a spese di tutti gli italiani. Se a questo si somma il fatto che quando entra in casa nostra in criminale armato, pronto ad attentare non solo ai nostri risparmi ma anche alla nostra incolumità personale ed  a quella dei nostri cari, se reagiamo per difenderci, veniamo incriminati per eccesso di legittima difesa o per omicidio colposo, si capisce ancor meglio quale possa essere il sentire comune in merito al problema della sicurezza percepito dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani”.

Se sarà eletto, si adopererà per portare avanti la richiesta di autonomia del Veneto spingendo per arrivare alla conclusione delle trattative Regione-Governo?

“Come tutti potranno ricordare, io ho portato tutto il Partito di Fratelli d’Italia del Veneto a schierarsi compattamente a favore del referendum regionale che chiedeva maggiori forme di autonomia per il Veneto sia pur nel rispetto del valore, per noi indiscutibile, dell’unità nazionale. Coerentemente con questa scelta fatta a livello regionale, ci adopereremo per creare in Parlamento una maggioranza trasversale che possa dare risposte concrete alla inequivocabile richiesta espressa in modo pressoché plebiscitario dai cittadini veneti”.

Qual è l’emergenza del territorio dove lei è candidato?

“Lavoro, sicurezza, diritto alla salute, diritto allo studio, tutela dei risparmiatori e delle imprese, salvaguardia del territorio e dell’ambiente, sono le emergenze che, non solo del territorio del collegio plurinominale che ricomprende tutta la provincia di Vicenza in cui mi candido, ma in tutto il Veneto e nel resto d’Italia, sono le emergenze a cui dovremo dare risposte concrete sino dai primi giorni della prossima legislatura”.


gasco*Giornalista

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