Bassi (CVD): “Dimissioni di Renzi: siamo di fronte all’ennesima fake news”?

  “Le dimissioni di Renzi annunciate ieri e comparse oggi sui media con ‘titoloni’, prime pagine dedicate e vignette di scherno, sono l’ennesima fake news?” si interroga  il consigliere e neo Capogruppo di Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà, Andrea Bassi. “Questa mattina ho letto sul web commenti di gioia da parte degli utenti, quasi increduli per la notizia – prosegue Bassi  – ma chi ha ascoltato attentamente la conferenza stampa di Renzi, ed io sono tra quelli, non può che domandarsi: ‘Non si tratta per caso di un’altra delle sue manovre di finta uscita dalla politica? Dire oggi, dopo il risultato che ne è uscito dalle urne ‘Mi dimetto non appena sarà formato il governo’ è come dire ‘Mi dimetto subito dopo la prima partita dell’Italia ai mondiali di Russia 2018’ – ironizza  il capogruppo di Centro Destra veneto – visto che con i numeri parlamentari che si stanno profilando sarà difficilissimo formare una maggioranza stabile a sostegno di qualsiasi governo. Oltretutto, Renzi ha precisato che lascerà l’incarico solo dopo essersi assicurato che l’elezione del nuovo segretario del PD avvenga attraverso lo strumento delle primarie. Attenzione però, potrebbe ricandidarsi, infatti non lo ha escluso. E, allo stato attuale, avrebbe tutte le carte in regola per essere rieletto non avendo alcun avversario interno realmente in grado di contrastarlo”. “Spezzo però una lancia a favore di Renzi: fa bene a restare fino alla formazione del nuovo Governo. Mi si è raggelato il sangue vedere i suoi soldatini – continua Bassi – che per la quasi totalità gli devono la carriera politica, parlamentare e ministeriale, sputargli addosso veleno ed imputargli la totale responsabilità della sconfitta, quando fino a pochi giorni fa lo adulavano come una divinità. Queste persone, a mio parere, sarebbero pronte a votare persino un governo presieduto da Satana pur di non ritornare al voto e mettere in pericolo la seggiola appena riconquistata”. “Quindi capisco la sua scelta – conclude Bassi – purché le sue dimissioni non siano seguite da una ricandidatura alle primarie, fatto che suonerebbe come l’ennesima presa in giro. Restare in carica come segretario fino alla formazione del nuovo governo, se mai ci sarà,  garantirebbe al PD, come gli elettori hanno decretato, di rimanere all’opposizione per vigilare affinché non ci siano ‘inciuci’ clamorosi con chi, fino a qualche settimana fa, bollava dirigenti, militanti ed elettori PD come mafiosi, corrotti e delinquenti. L’Italia ha bisogno di tutto tranne che di un governo che si regga su una maggioranza composta da Cinquestelle, Liberi e Uguali e fuoriusciti del PD”.


 

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