Museo naturalistico di Vicenza, tra granchi di mare e campioni di nuoto

di Carlotta Fassina*

Sono 106 i campioni di crostacei recentemente analizzati e identificati da Antonio De Angeli e Loris Ceccon nella collezione del Museo “D. Dal Lago” di Valdagno. Tra le novità del loro lavoro, i granchietti di barriera corallina, come la piccolissima Porcellana thomasi, nuova per la scienza e con il nome di un giovane asso del nuoto.

Antonio De Angeli e Loris Ceccon  hanno  pubblicato i loro ultimi lavori, a fronte di una vita di ricerche e studi, entro il ventesimo bollettino Natura Vicentina del Museo Naturalistico e Archeologico di Vicenza. Come De Angeli ha raccontato al pubblico alla presentazione del bollettino di sabato scorso, sono molti i granchi vissuti tra 55 e 48 milioni di anni fa (durante l’Eocene inferiore o Ypresiano) nella zona compresa tra i monti Lessini veronesi – vicentini e i Colli Berici. Fa un certo effetto pensare che a quel tempo il mare occupava la nostra pianura e che vi era un ribassamento del fondale, proprio nella zona suddetta, dal nome di graben dell’Alpone-Chiampo. Era questa una depressione di origine tettonica, delimitata quindi da linee di faglia, che nel tempo venne riempita dai depositi vulcano-clastici di un ambiente molto più turbolento di quello odierno in cui le eruzioni vulcaniche non erano affatto rare.

Senza voler entrare nelle complesse vicende geologiche del tempo, è davvero meraviglioso il fatto che le ricerche passate e attuali continuino a mettere in risalto la straordinarietà di un ambiente incredibilmente ricco di vita, come per altro dimostrato dai bellissimi fossili di pesci di Bolca. Pochi sanno però che in alcuni musei, come il Museo “D. Dal Lago” di Valdagno e il Museo “G. Zannato” di Montecchio Maggiore, vi sono collezioni di innumerevoli specie di granchi, molti dei quali descritti per la prima volta proprio in Veneto e forse più conosciuti e apprezzati all’estero che in Italia. Prova ne è il fatto che la prestigiosa Paleontological Society di Baltimora ha dedicato il Premio Strimple 2013, per la paleontologia amatoriale, proprio ad Antonio De Angeli.

Delle tante specie che vivevano nei fondali eocenici, alcune trovavano riparo e cibo all’interno delle barriere coralline, vivendo in simbiosi con loro. Potevano essere granchietti talmente piccoli da passare inosservati, non solo ai loro predatori ma anche agli occhi dei paleontologi che devono oggi scovarli nelle rocce calcaree in cui si sono trasformati gli antichi fondali a coralli, ripulirli dalla matrice e identificarli.

Le 5 specie di Porcellanidi indagate provengono dal Monte Magrè di Schio, dal Massignani di Valdagno (Vicenza) e dal Rama di Bolca (Vestenanova, Verona). Porcellana thomasi è stata trovata sul Monte Magré e, pur assomigliando al altre specie del genere Porcellana, ha delle caratteristiche talmente uniche che è stata riconosciuta come nuova specie dai due studiosi. Il nome che questi hanno scelto per lei è un omaggio a Thomas Ceccon, figlio di Loris, campione di nuoto della classe 2001 che tanto sta contribuendo all’avanzata del Veneto in questa disciplina sportiva.

Porcellana thomasi è un crostaceo lungo al massimo 15 millimetri, imparentato con il simile e vivente Porcellana polycheles, presente anche nel nostro Mediterraneo ma abituato ad acque ben più fredde di quelle simil-tropicali in cui viveva P.thomasi. Peccato che degli esemplari fossili non siano conservati di solito il colore e che lo siano raramente zampe, chele, antenne e altri elementi più fragili. Questa specie racconta la storia di un porzione del nostro territorio nel passato, la gioia della ricerca paleontologica e quella di un orgoglioso papà.


carlotta fassina*Laurea in Scienze Naturali

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