Arte del ‘900 al Fortuny a Venezia Zoran Music e la Collezione Merlini

di Maurizio Cerruti*

La casa-atelier di Mariano Fortuny nell’omonimo palazzo a Venezia oggi museo, riapre i suoi magici ambienti dal 24 marzo al 23 luglio 2018 per due mostre parallele fatte per integrarsi l’una con l’altra. Al piano terreno nei magazzini dell’antico fondaco dei Pesaro di San Beneto, una vasta rassegna monografica di tele, tavole, disegni, acquerelli e pitture murali dal 1947 al 1953 rende omaggio all’artista dalmata-veneziano Zoran Music e fa da cornice alla singolare ricostruzione della “stanza di Zoran” smontata a Zurigo e portata per l’occasione in laguna. Ai piani superiori una rassegna di 150 pezzi della collezione di Giuseppe Merlini – un commercialista di Busto Arsizio che dagli anni Sessanta in poi ha raccolto con passione oltre 400 dipinti, disegni e sculture italiane del Novecento – mette a confronto le grandi correnti del secolo scorso come la metafisica o il realismo sociale, allineando opere di Filippo de Pisis, Adolfo Wildt, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Mario Sironi, Gino Severini, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, per arrivare all’astrattismo italiano e all’informale con Mario Radice, Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Roberto Crippa, Piero Ruggeri.
ARTE TOTALE. Questa carrellata molto vasta sull’arte italiana del Ventesimo Secolo dedica una stanza al terzo piano proprio a Music che è il protagonista assoluto della mostra all’ingresso. Qui, nella penombra, è stato ricostruita la stanza nel seminterrato della villa Dornacher a Zollikon (Zurigo) che nel 1950 Zoran Music (Bocavizza 1909, Venezia 2005) dipinse ed arredò per incontri fra amici, su incarico di Charlotte e Nelly Dornacher: si tratta di una “opera d’arte totale” che comprende gli intonaci e le tele tese sulle pareti dipinte dall’artista, ma anche le tende e la tovaglia con motivi decorativi a ricamo disegnati da Music, e i mobili scelti dall’artista stesso. La stanzetta, caduta per anni in abbandono, è stata smontata, ripristinata e rimontata su pannelli per renderla fruibile al pubblico: il delicato lavoro è stato coordinato da Paolo Cadorin, direttore dei restauri al Kunstmuseum di Basilea nonché cognato di Music e figlio del pittore veneziano Guido Cadorin: l’artista dalmata sposò infatti Ida Cadorin (in arte Barbarigo) deceduta il 16 gennaio 2018 a 97 anni. L’ultima Cadorin ha voluto lasciare le ricche collezioni di famiglia, comprese molte opere di Music stesso, al museo Fortuny.
MARCO POLO. La “Primavera al Fortuny” riserva al pubblico altre sorprese. Ci sono gli intonaci tolti dalla soffitta di Palazzo Pisani (sede del Conservatorio di Musica di Venezia) dove Music aveva il proprio studio. L’artista dipinse in pochi giorni la soffitta per “festeggiare” una visita di amici, utilizzando i suoi tipici motivi incorniciati con decori dentellati: cavalli dalmati, un nudo, cavallini rampanti. Altra sorpresa interessante: i bozzetti ad acquerello, pastello, tempera e inchiostro realizzati come studio preliminare per un grande arazzo sulla storia di Marco Polo destinato all’arredo del transatlantico Augustus.
IL PALAZZO. Nel centro di Venezia, affacciato sul piccolo sagrato della chiesa di San Beneto in un intrico di calli a pochi minuti di cammino da Rialto e da Piazza San Marco, il museo Fortuny appartiene alla rete dei musei civici veneziani. Prende il nome dall’artista spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo che ne fu l’ultimo proprietario privato. E’ un enorme edificio gotico appartenuto ai Pesaro che Fortuny adibì a propria casa-atelier nei primi decenni del ‘900. I vastissimi ambienti, romantici e decadenti, hanno pareti coperte di dipinti fatti da Fortuny – ritratti, copie di capolavori, scene mitologiche – e drappeggiate con le sue stoffe originali. Ci sono mobili, modellini antichi, bozzetti scenografici, sculture, lampade e attrezzature di scena, vetrine piene di oggetti curiosi, album di foto e souvenir. Questa miscellanea dannunziana conserva tutto il fascino e la magìa del vissuto dell’ultimo inquilino, un artista-imprenditore eclettico: pittore, scultore, fotografo, scenografo, produttore di costumi e di stoffe a stampo originalissime che ideava e realizzava con la moglie Henriette tramite uno stuolo di lavoranti nel laboratorio all’ultimo piano di casa. Le mostre temporanee allestite nel palazzo consentono al visitatore di esplorare un ambiente magico e “segreto” della Venezia di cent’anni fa, nel pieno della decadenza ma al tempo stesso vitale e creativa.
LA MOSTRA. Primavera a Palazzo Fortuny: “Una collezione italiana” (opere dalla collezione Merlini) e “La stanza di Zurigo” (omaggio a Zoran Music). Dal 24 marzo al 23 luglio 2018. Orario: 10-18, chiuso il martedì. Sede: Museo di Palazzo Fortuny a San Beneto (Sestiere di S. Marco). Vaporetto Actv: fermate Sant’Angelo (linea 1) o San Samuele (linea 2). Biglietti: intero 10 euro (possibili ridotti a 8 euro e gratuiti). Info: www.fortuny.visitmuve.it


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