Pfas, il Veneto attivo con le Procure già dal 2013

In merito a notizie di stampa sull’inchiesta per inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) condotta dalla Procura della Repubblica di Vicenza, l’ufficio stampa della Giunta regionale puntualizza quanto segue:

A partire dall’anno 2013 Arpa Veneto ha trasmesso sistematicamente, con cadenza periodica, alla Procura di Vicenza e alle giurisdizioni competenti tutte le informazioni relative all’inquinamento che rilevava nell’ambito del monitoraggio che stava già eseguendo dall’estate di quell’anno e delle attività di prevenzione che aveva posto in essere per ridurre l’inquinamento e per prevenirne l’espansione. La prima segnalazione della Regione è, infatti, del 9 luglio 2013 (nota prot. 292506) inviata dall’U.P. Veterinaria alle Procure di Padova, Vicenza e Verona con la descrizione del problema della contaminazione. Da quel giorno sino ad oggi, la Regione Veneto ha seguito in via continuativa e sistematica lo svolgimento delle indagini condotte dalla procura della Repubblica di Vicenza supportando la stessa anche nel corso delle attività che hanno sovente intersecato le competenze della Regione. In particolare, la Regione  ha fornito assistenza tecnica per gli aspetti ambientali a mezzo di Arpa Veneto e, per quanto riguarda quelli sanitari, conducendo delle articolate analisi epidemiologiche e degli studi sull’effetto dell’esposizione alla contaminazione da Pfas.

Una volta avuta definitiva evidenza delle dimensioni del fenomeno inquinatorio e delle conseguenze sociali, sanitarie ed economiche, con delibera n.  30  del  17  gennaio 2017 (allegato 1) ha disposto la costituzione di parte offesa nell’ambito delle indagini nella previsione, una volta che queste saranno concluse, di costituirsi parte civile nell’eventuale successiva fase dibattimentale.  Attività esercitata già nella nota indirizzata dal Presidente il 24 gennaio 2017 al Procuratore della Repubblica di Vicenza con la quale venne comunicata al responsabile dell’ufficio inquirente la volontà espressa dalla Giunta regionale. Per effetto della costituzione già dal 22 marzo 2017, la Regione Veneto ha avuto modo di partecipare in modo formale alle indagini, avendo in quell’occasione nominato un proprio tecnico (allegato 2) quale consulente di parte nelle attività di accertamento che il giudice inquirente, la dott.ssa De Munari, per verificare lo stato di inquinamento del terreno all’interno della proprietà degli stabilimenti della Miteni spa e della loro relazione con l’inquinamento della falda. La Procura speciale conferita per la costituzione di parte offesa all’avv. Dario Bolognesi del foro di Ferrara (allegato 3), nella previsione di una possibile estensione delle imputazioni, già ricomprendeva non soltanto le fattispecie criminose ordinariamente previste dal Codice penale, ma anche quelle compatibili con la nuova serie di reati ambientali introdotti nel Codice dalle più recenti riforme in materia, fra cui il reato di inquinamento ambientale  (art. 452 – bis) o quello di disastro ambientale (art. 452 – quater). Per quanto attiene nello specifico ai reati ambientali la Regione a suo tempo aveva già richiesto al Ministero dell’Ambiente di attivarsi e risulta che, a partire dal 2016, il dicastero abbia interessato l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) di svolgere l’istruttoria tecnica necessaria all’espletamento delle attività che, si ricorda, sono di esclusiva competenza statale. Gli organi regionali, ARPA Veneto in particolare, sono impegnati a fornire a ISPRA i dati richiesti per lo sviluppo dell’attività e tutto il necessario supporto. Un aggiornamento della situazione è stato fornito il 20 marzo ultimo scorso.


 

Rispondi