La sottile leggerezza dell’adolescenza nel capolavoro di Cameron

di Daniela Boresi*

Non è semplicissimo parlare di adolescenza senza cadere nello scontato o nel trattato psicologico. James, il protagonista del libro di Peter Cameron “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, vive la vita a modo suo, con disincantato interesse, amante della provocazione e spesso incurante delle conseguenze delle sue scelte. Naviga in una “chiara confusione” con una leggerezza mai scontata.

In frizione perenne con i genitori, lontano dalle scelte della sorella, trova nella nonna il porto dove poter raccontare le proprie “strambe” fantasie e i sogni. James cresce attraverso errori e mancanze, ferendo i sentimenti degli altri oltre che i suoi. Credendo che gli errori, tutti, ma soprattutto i suoi, non lascino segno. 

Un libro per giovani che dovrebbe essere letto dagli adulti affinchè possano comprendere come quelle che per un “grande” possono sembrare distanze abissali sono solo piccoli passi. La differenza tra dall’essere compresi e l’essere sopportati sta in un minimo sforzo di volontà. Quello che per la nonna è un gesto naturale e annulla il salto generazionale, ma che per i genitori sembra essere un baratro insormontabile. C’è sempre un porto dove approdare e sentirsi a casa. E’ un tetto che dobbiamo costruire dentro di noi attraversando il mare del dolore e delle gioie e delle scelte difficili.

James cresce,  si scontra con l’incomprensibile e con il peso dei gesti. Impara che ad amare e a ferire. “Ho solo 18 anni. Come faccio a sapere cosa vorrò nella mia vita? Come faccio a sapere cosa mi servirà?”. Un dolore utile ed inevitabile per guardare avanti e diventare grandi. Una chiusura che racchiude l’essenza di un libro ideale per tutta la famiglia.


me (2)*Giornalista

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