Il Delta del Po culla del turismo sostenibile tra Birdwatching e appuntamenti da non perdere

di Carlotta Fassina*

Il Delta del Po, riconosciuto come riserva della Biosfera dall’Unesco nel 2015 grazie alla grande biodiversità che vive tra le sponde del suo fiume, le valli, le paludi e i litorali, ha tutti i requisiti per essere un brand ineguagliabile per la domanda turistica sempre crescente di destinazioni naturalistiche e sostenibili.

Lo hanno capito a Comacchio dove la Fiera internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico è quest’anno alla sua nona edizione: un appuntamento fisso, che si svolge ad anni alterni, dell’ultimo weekend di aprile. Un’esperienza unica nel suo genere in Italia che probabilmente sarebbe stata ancora più vincente se si fosse finalmente decisa l’unificazione dei due parchi regionali del Delta (quello emiliano romagnolo e quello veneto) in un unico grande parco nazionale.

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Quello che infatti appare chiaro entrando nella Fiera è che promuovere il turismo sostenibile significa anche promuovere molti prodotti tipici e peculiarità del territorio, oltre che ovviamente attività più strettamente legate al turismo sostenibile. È il caso per esempio di Primavera slow che continuerà fino al 24 giugno con un ricco calendario di escursioni in bici, a cavallo, in barca e a piedi, visite ai musei, eventi culturali e degustazioni enogastronomiche.

Ruralgrowth  è un altro progetto di valorizzazione territoriale presente nei padiglioni e finanziato dall’Unione Europea (Interreg Europe) allo scopo di promuovere soluzioni innovative, green economy e politiche per l’occupazione delle imprese turistiche che operano in territori rurali. Un modo per creare nuove opportunità nel Delta, con il supporto di esperti del settore.

Immancabili gli stand dedicati agli strumenti di precisione per la fotografia naturalistica e l’osservazione ornitologica, con marchi d’altissimo livello.  Ai visitatori è stato possibile provare gli strumenti in una postazione apposita sull’argine di Valle Fattibello, attigua alla fiera. Si sono lasciati ammirare attraverso le lenti dei cannocchiali fenicotteri, volpoche, cavalieri d’Italia, gabbiani corallini e altre specie di pregio.

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Per fare birdwatching o semplicemente visitare gli ambienti naturalistici locali, moltissime sono state le proposte di escursioni: dal nordic walking, alla bici, alla barca, presso le Valli di Comacchio, alla salina napoleonica o fino all’Isola dell’Amore. E poi ancora mostre e concorsi di fotografia con foto da copertina come quelle di Oasis Photocontest, corsi di fotografia e birdwhatching, presentazioni di libri e laboratori didattici per bambini.

I giovani volontari dell’associazione Lipu hanno intervistato espositori e ospiti e redatto ogni giorno, direttamente sul posto, il quotidiano Comacchio green, dimostrando come sia possibile coniugare l’innata curiosità giovanile e la voglia di stare assieme con il volontariato ambientale e il birdwatching.

Nei numerosi worshop tematici gli esperti hanno parlato dei cambiamenti climatici e del loro impatto su specie d’alta quota come la pernice bianca, del problema del botulismo, dello status dell’avifauna dell’Emilia Romagna, dell’annosa questione del bracconaggio che rappresenta un elemento di forte dissonanza con il turismo naturalistico oltre che una minaccia alla conservazione delle specie selvatiche.

L’appuntamento ormai tradizionale della Fiera del birdwatching vede, anno per anno, un maggiore coinvolgimento dei negozi e delle strutture ricettive della bellissima cittadina di Comacchio. Tra muri e vetrine sempre più decorati di scorci naturalistici popolati d’uccelli  volano e fanno il nido moltitudini di rondini e rondoni, segno che quando la natura è la benvenuta il birdwatching si può fare anche in città.


carlotta fassina* Scienze naturali

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