Il matrimonio e l’insostenibile pesantezza della sostenibilità

di Corrado Poli*

L’aggettivo “sostenibile” è diventato ormai insopportabile. È stato inflazionato e ha perso ogni significato diventando erroneamente sostitutivo di ecologico o ambientalista. In effetti un’opera o un progetto “sostenibile”, oggi, è quanto di meno ecologista ci sia. Lo spiego con la seguente metafora che introduce il mio libro POLITICA e NATURA (traduzione italiana di ENVIRONMENTAL POLITICS) che il 21 maggio presenterò anche a Rovigo.

Sostenibilità o progresso nelle relazioni di coppia? “Immaginate di essere giovani e innamorati, traboccanti di entusiasmo e prospettive. Decidete di recarvi dalla donna che amate per proporle di sposarla e avere una relazione che duri tutta la vita. Sareste felici se lei reagisse rispondendo: “Va bene, accetto di avere con te una relazione ‘sostenibile’ con l’unico scopo di farla durare più a lungo possibile, non importa come ci sentiamo e cosa facciamo. Perciò non chiedermi di cambiare la mia solita vita perché non farò nulla per eliminare i miei difetti”. Probabilmente non sareste felici per una simile risposta. A meno che non siate talmente avviliti e la vostra vita sia miserabile al punto da non riuscire nemmeno a concepire un miglioramento della vostra tetra esistenza. Sicuramente preferireste una risposta sul tono di: “Sì, grazie: anch’io voglio dividere la mia vita con la tua e la nostra relazione aiuterà entrambi a realizzare un sostanziale miglioramento delle nostre esistenze. Insieme potremmo diventare persino materialmente più ricchi, ma quel che conta davvero è la nostra realizzazione emotiva. Il nostro rapporto, che durerà tutta la vita e oltre, ci renderà migliori; esprimeremo al meglio le nostre personalità e allo stesso tempo soddisferemo i nostri bisogni quotidiani. Contribuiremo al benessere degli altri, per quanto indirettamente, e passeremo ai nostri figli i giusti valori vedendo così la nostra relazione continuare e fiorire attraverso le generazioni”. Se foste più contenti nel ricevere la seconda risposta piuttosto che la prima, perché l’umanità dovrebbe accontentarsi della banale prospettiva di uno sviluppo che, nel migliore dei casi, è solo “sostenibile”? Perché non dovremmo batterci per un futuro gratificante, per un mondo meraviglioso, per uno sviluppo brillante. Oppure, semplicemente, per un vero sviluppo che non ha bisogno di attributi?

Ora, dobbiamo ammettere che, nella vita reale, in gran parte delle relazioni la “sostenibilità” diventa la sola possibile soluzione per una mera conservazione del ménage famigliare. Tuttavia, anche se la priorità diventa la banale sostenibilità della relazione, qualsiasi consulente di coppia suggerirebbe di trovare un obiettivo comune da perseguire insieme, fissare nuovi obiettivi, fare un nuovo accordo per rendere la relazione deteriorata almeno sostenibile senza troppe tensioni. In questa metafora i partner sono, da una parte l’umanità, la società e l’economia; dall’altra la natura e l’ambiente.

La strategia dello sviluppo sostenibile, elaborata per contrastare la crisi ambientale, è diventata l’unica soluzione disponibile e opera come sostituto di un’ideologia oggi assente. La rimozione di ogni politica ambientale alternativa allo sviluppo sostenibile va di pari passo con l’eliminazione della secolare dialettica tra socialismo e liberismo. Questa temporanea assenza di progetti comprensivi e in conflitto ha impoverito il dibattito intellettuale e politico corrente. L’elaborazione di un’alternativa politica – basata su nuovi valori collegati a una relazione radicalmente nuova tra umanità e natura – aiuterebbe a ricostruire una nuova dialettica e le condizioni per un ulteriore progresso umano.”


s200_corrado.poli*Docente -Scrittore

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