Il Friuli VG piange Mario Toros, parlamentare per 29 anni: commemorazione in Consiglio

di Lucio Leonardelli*

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia renderà omaggio giovedì prossimo, 7 giugno, alla figura di Mario Toros, morto ieri all’età di 96 anni, una vita dedicata all’impegno sociale e politico, vissuta con passione, competenza, lungimiranza, ascolto costante della gente, capacità di confronto e mediazione, uniti a un grande amore per la sua terra; un’azione scandita – dopo l’attività di sindacalista – in diversi incarichi di governo e, infine, nella ventennale presidenza dell’Ente Friulani nel mondo.

Lo fa sapere la Presidenza del Consiglio regionale esprimendo profondo cordoglio e annunciando la commemorazione che si terrà in Aula all’apertura dei lavori dell’Assemblea.

La seduta era già stata convocata per la discussione sul programma di governo presentato dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga: un tributo solenne e carico di riconoscenza per un protagonista della vita politica e della storia della Regione del secolo scorso, anche nella tragica esperienza del terremoto, che lascia una grande eredità di valori e una preziosa lezione di stile.

Mario Toros, deceduto all’ospedale di Udine, era originario di Pagnacco, paese dell’hinterland udinese dove era nato il 9 dicembre 1922, e rappresenta una delle figure di maggior rilievo in regione, per il suo lungo impegno sia sindacale che politico.

“Pochi politici come Mario Toros – ha commentato il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga –hanno inciso così tanto nella storia della nostra regione. Con la sua scomparsa finisce una pagina di storia che dovrà restare sempre aperta, perché il suo impegno e la sua passione politica rappresentano un grande esempio di competenza e di amore per la propria terra”.

Esponente di spicco della Democrazia Cristiana, Mario Toros era stato fino al 1987 per 29 anni parlamentare, eletto nella III, IV e V legislatura alla Camera e nella Vi, VII, VIII e IX al Senato, nominato per 5 volte Sottosegretario al Lavoro, nonché Ministro con delega agli affari regionali e Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale nel governo Moro al tempo del terremoto del 1976 in Friuli Venezia Giulia. “Piango la scomparsa di una delle figure più nobili e autorevoli dello scenario politico regionale del ‘900, una voce saggia e competente che ancora oggi avevo il privilegio di poter ascoltare. Ricorderò in maniera indelebile la sua lezione alla quale ispirarsi nei momenti difficili. Adesso rimane solo un silenzio che lascia un vuoto incolmabile”. Così lo  ha ricordato il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi “Con lui – ha detto ancora Riccardi – il Friuli perde anche uno dei padri della ricostruzione. Fu egli infatti il relatore a Camere sciolte della conversione in legge del decreto per il post terremoto”. “E che amasse profondamente la sua terra – ha concluso il vicepresidente del Fvg – lo dimostrò anche combattendo la guerra partigiana nelle file della Osoppo, avendo sempre come faro i valori della libertà e della democrazia”. Aveva iniziato il suo impegno, da operaio alla Bertoli, nel mondo del sindacato e fu nel 1948 tra i fondatori della Cisl, approdando poi alla politica nei comuni di Tavagnacco e Manzano e, successivamente, in provincia di Udine, prima di essere eletto per la prima volta in Parlamento nel 1958. «La sera del terremoto, 6 maggio 1976, a mezzanotte – ebbe modo di raccontare quando compì i 90 anni al Messaggero Veneto – mi telefonò Cossiga (ministro dell’Interno), convocandomi per la mattina dopo a Palazzo Chigi, assieme al presidente della regione Comelli (che era già in viaggio). Posso dire che già in quella storica riunione nacque il modello Friuli, ancora oggi giustamente esaltato. “Facciamo un decreto per ricostruzione e sviluppo”, propose Moro. E nacque l’idea del commissario straordinario e della valorizzazione dell’autonomia locale con un rapporto diretto tra Regione e Comuni, eliminando la burocrazia. E tutti i nostri rappresentanti hanno lavorato bene». Toros è stato per oltre vent’anni, dal 1982 al 2003, presidente dell’Ente Friuli nel mondo, l’ente degli emigranti nato nel 151, che tuttora oggi rappresenta un fondamentale punto di riferimento per i numerosi friulani sparsi nel mondo. Numerose le testimonianze e le espressioni di cordoglio a ricordo della sua figura. “Con la scomparsa di Mario Toros – hadetto il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Sergio Bolzonello -il Fvg e il Paese perdono uno dei più alti testimoni di quella politica che è stata capace di portare importanti cambiamenti attraverso le lotte per la libertà e il progresso sociale”. “Toros, insieme a figure come Tessitori, ha rappresentato un esempio e una guida per intere generazioni di politici e amministratori. È stato – ha aggiunto l’esponente Pd – una delle maggiori figure che ha onorato la nostra comunità regionale, prima contribuendo a fondare la Cisl, poi come parlamentare e come ministro del Lavoro nel governo Moro. Il suo esempio deve rimanere vivo nelle memorie anche delle future generazioni di amministratori e dei cittadini”. A ricordarlo anche l’assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti il quale in una nota sottolinea che “con la scomparsa di Mario Toros il Friuli Venezia Giulia perde una delle sue figure più autorevoli sia in campo politico e istituzionale, sia sociale e internazionale dato il suo grande impegno per mantenere saldi i legami tra i corregionali all’estero e la nostra regione”. Roberti ha quindi aggiunto che “se oggi i rapporti tra la nostra regione e le comunità degli emigrati friulani e dei loro discendenti sono così forti e vitali lo dobbiamo in larga parte anche all’impegno profuso da Mario Toros, il quale con l’autorevolezza che lo contraddistingueva si è sempre speso e impegnato a favore della propria terra”. Nel suo blog l’ex vicepresidente della regione ai tempi di Riccardo Illy e più volte consigliere e assessore regionale Gianfranco Moretton, che con Toros condivise l’appartenenza alla Dc, scrive: “Mi sento in dovere di ricordarlo per più ragioni. La prima su tutte, che è stato un democristiano illuminato, uomo politico della prima Repubblica, quando il merito e il valore delle persone veniva riconosciuto sulla base delle capacità espresse sul campo. Allora c’erano i democristiani e i comunisti entrambi con una classe dirigente di prim’ordine che nel momento del bisogno per il Paese sapevano stare uniti. Mario Toros, assieme a tanti altri politici, anche qui in regione, seppe al tempo del terremoto fare squadra con i partiti del centrosinistra e con l’allora opposizione, conseguendo risultati straordinari per tutto il popolo friulano. È stato un uomo lungimirante lungimirante, cultore della mediazione e del confronto dimostrando doti non comuni nell’impegno per il mondo del lavoro sia da sindacalista sia da Ministro della Repubblica Italiana quando seppe affrontare e risolvere temi dell’occupazione e della produttività.”


IMG-20180515-WA0026* Giornalista

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