Funerali Romoli, “gelo” tra la famiglia e Forza Italia

Non s’é decisamente ancora spenta l’eco suscitata da quanto accaduto in occasione del funerale del presidente del Consiglio regionale Ettore Romoli celebrato a Gorizia con la partecipazione di diverse migliaia di persone. Le durissime parole del figlio dell’ex sindaco del capoluogo isontino, Andrea, nei confronti dei vertici regionali di Forza Italia hanno indubbiamente lasciato il segno e non è detto che a gioco lungo possano anche incidere rispetto ad un possibile cambiamento della coordinatrice regionale degli azzurri Sandra Savino, principale bersaglio delle invettive lanciate durante l’orazione funebre, ancorchè il suo nome non sia mai stato realmente pronunciato.

 

Andrea Romoli ha parlato di “nemici” e di “sciacalli”, i quali “non aspettavano altro che vedere il vecchio leone in difficoltà dopodichè gli si sarebbero buttati addosso”. “E così – ha aggiunto – mentre ogni giorno le forze lo abbandonavano quegli uomini piccoli cercavano di fare il vuoto attorno a lui per farlo crollare”.

Andrea Romoli ha ricordato il periodo in cui il padre avrebbe potuto operarsi su richiesta dei medici “che lo avevano supplicato 4 mesi” sottolineando che “solo quando la missione era stata compiuta e onorata, successivamente alle elezioni, dalla più alta assemblea regionale, che con un voto corale lo ha nominato presidente del Consiglio, solo allora mio padre ha accettato di farsi curare”.

Evidentemente però era troppo tardi, considerato che nemmeno tre interventi sono bastati per salvargli la vita ed è deceduto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. Che Romoli, tra i fondatori a fine ’93 di Forza Italia, fosse un personaggio “scomodo” era ben noto nel panorama politico regionale, soprattutto all’interno dei berlusconiani, in quanto ritenuto, a quanto pare, “non gestibile” e, probabilmente, il suo stesso rapporto d’amicizia, molto stretto, con Silvio Berlusconi non era, forse, particolarmente gradito, per lo più in un partito come Forza Italia dove è fin troppo frequente che accadano in ambito territoriale episodi o situazioni incentrate su “personalismi” piuttosto che su veri e reali confronti politici.

Peraltro a Romoli pare che da parte di alcuni esponenti di Forza Italia si sottolineasse il suo stretto rapporto con l’ex parlamentare Ferruccio Saro e lo stesso Massimiliano Fedriga, considerati questi i principali fautori del supporto a favore del candidato leghista alla presidenza della regione piuttosto che di un candidato di Forza Italia che sarebbe dovuto essere l’attuale vice Riccardo Riccardi.

 

Il “casus belli” comunque è stata la riconferma da parte di Ettore Romoli a capo gabinetto del Consiglio di Giorgio Baiutti, già consigliere regionale del Pd e nella scorsa legislatura inquadrato nello stesso ruolo con Franco Iacop per conto del centrosinistra.

Una decisione che evidentemente non è stata digerita dai vertici regionali di Forza Italia al punto che la coordinatrice Sandra Savino aveva subito dichiarato al Messaggero Veneto che «indicando un tesserato del Pd, Romoli ha preso una decisione che lo porta fuori dal percorso di Forza Italia»al punto di proporne l’espulsione.

Tutto questo accadeva mentre Romoli si trovava ricoverato in ospedale a Udine e fece immediatamente scatenare le reazioni soprattutto dei familiari, al punto che i figli, Andrea e Francesca, uscirono sulla stampa con una lettera aperta scrivendo che “abbiamo assistito sgomenti nelle ultime ore agli attacchi sempre più violenti e spietati che la coordinatrice regionale di Forza Italia Sandra Savino ha rivolto a nostro padre ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Udine. Oggi si è arrivati all’ultimo oltraggio: l’espulsione da Forza Italia con l’accusa di esseretroppo indipendente,troppo al di sopra delle parti.“

Aggiungendo poi parole estremamente dure affermando “siamo orgogliosi che nostro padre sia uno che pensa sempre con la sua testa, e che quella testa non sia stato mai disposto a piegarla davanti a niente e nessuno, nemmeno nei giorni del dolore e della fragilità. Se queste sono le colpe di papà siamo immensamente onorati che sia processato e saremo sempre accanto a lui, certi che molti altri ci accompagneranno. Adesso però intimiamo alla signora Savino di piantarla immediatamente. Nostro padre è dove è adesso perché è rimasto al suo posto fino all’ultimo istante possibile, proprio per impedire che la comunità umana e politica che ha contribuito a creare in questi 25 anni venisse cancellata da miserevoli giochi di potere. Chiediamo che la coordinatrice regionale di Forza Italia fermi immediatamente questo abominio”. Un paio di giorni dopo però Ettore Romoli, in contemporanea con le dichiarazioni di Sandra Savino la quale affermava “ nei giorni scorsi ho espresso la mia opinione su alcuni semplici principi della vita politica e su delle linee di condotta che necessitavano di un confronto non conoscendo, come è dovuto in casi di gravità, le reali condizioni di Romoli. Il fantomatico processo, e la sua espulsione dal partito, sono state inventate e divulgate ad arte da chi, esterno a Forza Italia, cerca di minarne la solidità e la compattezza. Caratteristiche che sono ancora possibili proprio perché, invece, del partito fanno parte persone dalla levatura politica e dall’esperienza di Ettore Romoli”.

Aggiungendo poi nei confronti dei figli: “Quanto è stato inscenato, e dei cui risultati sono profondamente dispiaciuta, è frutto di menti maligne abituate a sfruttare il dolore altrui per raggiungere sordidi obiettivi. Il tempo saprà chiarire le responsabilità di chi ha agito con tanta volgare spregiudicatezza. Oggi importa solo la salute e la pronta guarigione di Ettore.

Pareva che queste parole, unite a quelle di cordoglio espresse dalla coordinatrice di FI in occasione della morte, avessero contribuito in qualche modo a far rientrare ogni ulteriore strascico, ma invece ci ha pensato Andrea Romoli a far capire che non era avvenuto questo allorchè venerdì ha proibito a Giulio Camber, il potente esponente triestino ed ex senatore di Forza Italia, e al fratello Piero, attuale consigliere regionale, di accedere alla camera ardente che era stata allestita presso la sede municipale, intimando a Sandra Savino di non presenziare alle esequie funebri (cosa che, in effetti, ha fatto), mentre il vicepresidente della giunta Riccardo Riccardi, pare avvisato per tempo di questa difficile situazione dal sindaco Ziberna, abbia ritenuto di fare marcia indietro mentre stava andando a Gorizia per rendere omaggio allo scomparso.

Numerosa invece è stata la rappresentanza al funerale di altri amministratori, regionali e locali, di Forza Italia, tra cui l’europarlamentare Elisabetta Gardini, così come è stata compatta la presenza della Lega, con in testa il presidente della Giunta Massimiliano Fedriga e il vicepresidente del Consiglio Stefano Mazzolini, oltre che del Pdm con il vicepresidente del Consiglio Francesco Russo e del capogruppo Sergio Bolzonello, e di altre forze politiche.

A questo punto difficile capire se quanto avvenuto avrà delle conseguenze all’interno di Forza Italia in Fvg, anche se pare che a Silvio Berlusconi quanto accaduto non sia stato assolutamente gradito e non è escluso quindi che se non subito ma in un periodo relativamente breve qualcosa possa accadere, tant’è vero che già si parla di un possibile avvicendamento di Sandra Savino con il sindaco di Cividale Stefano Balloch, peraltro uno dei grandi esclusi dalle candidature alle recenti elezioni politiche.

Come possibile sostituto di Romoli si ipotizza Giuseppe Nicoli, vicesindaco di Monfalcone, appartenente a FI, che potrebbe subentrare già nel prossimo Consiglio del 25 giugno.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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