Perchè sì. Ciambetti: censire i rom? Macchè razzismo, lo Stato deve assolvere ai suoi doveri

di Roberto Ciambetti *

 Censimento dei Nomadi? Si, grazie, ma senza fraintendimenti per favore. Numerosi esponenti della sinistra hanno giustificato degli studi per fini sociali su  Rom o sui Sinti presenti in numerosi Comuni da loro amministrati: i presupposti, dicono, sono ben diversi da quelli che animano la Lega.  Personalmente  credo sia  importante oggi cercare di avere un quadro generale sui nomadi presenti nel territorio, da dove giungano, su quale sia la situazione sanitaria dei campi che li ospitano, quale il livello di scolarizzazione e, non da ultimo, le fonti del loro reddito. Non è razzismo. Spesso i nomadi accedono a una serie di servizi pubblici, dalla scuola alla Sanità. Il contribuente a basso reddito per accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate deve presentare l’Isee,  l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, con il quale fornisce alla pubblica amministrazione molti più dati di quelli che si  possono raccogliere con un eventuale censimento dei nomadi. Il Fisco analizzando i nostri 730 sa moltissimo della nostra vita, conosce le medicine che acquistiamo, le visite mediche specialistiche che facciamo, sa se i nostri figli vanno all’università, che casa abbiamo e via dicendo. Insomma,siamo tutti schedati, siamo tutti censiti e nessuno protesta.

Anzi, rispetto al passato algoritmi sempre più raffinati sanno leggere nelle nostre vite: l’estratto conto di una carta di credito dice tantissimo del tenore della nostra vita. Ma chi non presenta il 730? Chi risulta nullatenente o non presenta l’Isee ? Chi non usa carte di credito? Chi non ha documenti? C’è un mondo di invisibili e non solo per il Fisco o le forze dell’ordine, uomini e donne che vivono borderline, dentro una comunità chiusa e impenetrabile, che ha le sue regole e che troppo spesso poco o nulla si cura, anzi,  delle nostre norme di civile convivenza.

Fare un minimo di ordine, riuscire a capire quanti sono gli invisibili (e di che vivono) non è pericoloso razzismo. È semplicemente far assolvere allo Stato i suoi doveri.


roberto* Presidente del Consiglio Regionale del Veneto

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