Perchè no. Censire i Rom: inefficace (oltre che discriminatorio e verbalmente violento)

di Corrado Poli*

L’inefficienza del reiterato linguaggio discriminatorio usato dalla Lega e da Salvini è provato dal fatto che un censimento dei Rom (in quanto Rom) incontra l’opposizione di gran parte dei cittadini e delle forze politiche più responsabili, incluso il M5stelle. Se Salvini e “compagni” (p.e. Meloni) non si fossero in passato macchiati di reati di istigazione all’odio razziale o di comportamenti al limite di esso, un censimento sarebbe stato possibile sulla base di finalità non discriminatorie ma intese a rimuovere gli ostacoli al “pieno sviluppo della persona” e implicitamente anche controllare possibili illegalità non date per scontate a priori come emerge dalle ripetute dichiarazioni di chi oggi propone di schedare i Rom e domani vorrà fare con i musulmani. La stessa richiesta di censimento – che può avere senso – è stata avanzata con maggiore credibilità e possibilità di essere accettata da amministratori e forze politiche inattaccabili dal punto di vista del rispetto dei cittadini e dei diritti umani ai quali è concesso di essere più severi e più efficaci senza destare sospetti di razzismo e pregiudizio.

Se se si fosse sollevato fin dall’inizio il problema della necessità di censire i nomadi – cioè uno stile di vita – che vivono sul nostro territorio tra i quali ci sono molti italiani (giostrai, circhi ecc.) e non si fosse fatto alcun riferimento all’etnia, sarebbe stato accettabile. Si sarebbe trattato semplicemente di un’azione conoscitiva e non discriminatoria. Il problema è che si è dichiarato di volere censire i Rom e la proposta è stata preceduta da atti di intolleranza e di insulto, come quello di esibire la scritta RUSPA sulle magliette intesa come soluzione finale e da una serie di condanne di esponenti della Lega per incitamento all’odio razziale. Con questo pregresso, chi propone un censimento conoscitivo, probabilmente utile, è ovvio che sia poco credibile e susciti allarme in chi crede nello Stato di diritto e nei diritti delle persone e dei cittadini (art. 2 e art. 3 della Costituzione). Il linguaggio e il comportamento di Salvini hanno il solo scopo di conservare il problema e fomentare la paura e l’odio: risolverlo non gli sarebbe utile.


yU_FaYi5_400x400*Scrittore – Docente

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