Fedriga al Cara di Gorizia. “Sì a 4 o 5 strutture controllate, ma via l’accoglienza diffusa”

di Lucio Leonardelli*
Il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha visitato il Cara (Centro di Accoglienza per Residenti Asilo) di Gradisca d’Isonzo, nell’isontino, oggetto di continue prese di posizione nella passata legislatura rispetto alla sua possibile chiusura considerato che è diventato un luogo di ospitalità per oltre 400 migranti, esattamente 418, con punte che lo scorso anno avevano raggiunto le 700 unità.

“È mia intenzione – ha detto Fedriga al termine della visita – comunicare al Governo che il Friuli Venezia Giulia è disponibile a farsi carico di alcune strutture di identificazione e rimpatrio, quelli che al momento sono definiti Cpr, a fronte della cancellazione di tutto il resto dell’accoglienza diffusa, in primis dei Cara, dove è oggettivamente impossibile garantire un controllo adeguato, soprattutto durante le ore diurne considerato che coloro i quali vi soggiornano sono liberi di circolare ovunque. Da ciò, come evidenziato in più occasioni da parte delle forze dell’ordine, nascono inevitabilmente problemi di sicurezza sul territorio per cui bisogna necessariamente trovare una soluzione”.

Escludendo che sul territorio non possa esserci la coesistenza di Cara e Cpr, Fedriga ha fatto presente che  in regione diversi altri hanno dato la loro adesione per la costituzione di quattro o cinque strutture simili ai Cpr, i Centri per il rimpatrio, confermando quindi il gradimento in proposito già manifestato, ad esempio, da Trieste, Udine e Gorizia.

“Anche perchè – ha rimarcato Fedriga – il Cpr mi sembra una soluzione molto saggia, perché è una struttura controllata da dove chi è entrato illegalmente non può uscire e fare quello che vuole. Garantisce molto di più la sicurezza rispetto all’accoglienza diffusa, dove le persone vengono sparpagliate nel Comune e possono agire come credono»

Fedriga, nel dire che accoglierebbe con favore la rivisitazione della normativa, ha affermato quindi che “i centri per chi potrebbe essere espulso devono caratterizzarsi come contenitivi, ovvero impedire quelle dispersioni nell’area circostante che, all’insegna dell’accoglienza diffusa, hanno creato non pochi problemi ai cittadini residenti. Le Forze dell’Ordine – ha aggiunto – devono poter intervenire all’interno del centro, garantendone la sicurezza complessiva. Per chi deve essere espulso – ha aggiunto – devono essere centri semidententivi, dai quali non si possa uscire e fare ciò che si vuole».

Fedriga ha fatto presente comunque che «il 60% di chi arriva ottiene il diniego alla protezione di qualsiasi tipo, umanitaria compresa, e continua a circolare liberamente sul territorio nazionale. Prima dobbiamo intervenire su quelli – ha detto – in quanto vi sono sono moltissime persone che non hanno il diritto di rimanere. Sono presupposti fondamentali per riportare legalità e sicurezza nel Paese»

Il governatore del Friuli Venezia Giulia nella sua visita era accompagnato, oltre che da diversi consiglieri comunali e dal sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig, anche dal prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello, che aveva incontrato ieri per un confronto interlocutorio proprio sui principali problemi dell’isontino, in particolare alle  tematiche legate all’immigrazione e alla sicurezza correlate al Cara.

Prima di recarsi al Cara, il governatore aveva però recepito esigenze e criticità di Gradisca d’Isonzo esposte dal sindaco, assicurando massima attenzione e condivisione rispetto alle tematiche legate alla presenza da svariati anni di centinaia di migranti all’interno del Cara.

Il commento di Debora Serracchiani – “Prendo atto che Fedriga pare aver raccolto la richiesta di togliere il Cara a Gradisca, la stessa richiesta che da presidente di Regione e da deputata ho già rivolto ai ministri Minniti e Salvini: è la prima condizione affinché si possa istituire qui un Centro per il Rimpatrio, in cui raccogliere e vigilare un numero limitato di persone in attesa di rapida espulsione”.

Questo quanto affermato dalla ex presidente del Fvg e attuale parlamentare Pd Debora Serracchiani, commentando la visita di Fedriga al Cara di Gradisca d’Isonzo. Per Serracchiani “la situazione di Gradisca d’Isonzo è sicuramente una delle più pesanti del nostro territorio e sforzarsi di dare sollievo a questa cittadina penso sia doveroso a prescindere dal colore politico di chi governa la Regione.

Rimane tuttavia una contraddizione nei numeri, allorché si dice no anche all’accoglienza diffusa, perché i 4 o 5 Cpr che per Fedriga potrebbero essere aperti sul territorio della regione non avranno mai la capienza sufficiente a custodire tutti i richiedenti asilo che attualmente sono in Friuli Venezia Giulia, tra i quali vi sono molti minori non accompagnati. Non è questione di buonismo o pregiudizio ideologico ma – ha puntualizzato l’esponente Dem – di dare risposte praticabili e umane a problemi complessi”.

“Constatiamo ancora una volta – ha aggiunto Serracchiani – come risulti difficile ipotizzare di porre in regime di reclusione alcune migliaia di profughi, non solo per una questione di rispetto del diritto internazionale ma anche per problemi meramente logistici, di strutture adeguate e di personale di pubblica sicurezza.

L’esperienza passata del Cie di Gradisca dovrebbe averci istruito sulla complessità della gestione di simili strutture di detenzione, e anche – ha concluso – su come sono accolte dalla popolazione”.


IMG-20180515-WA0026*Lucio Leonardelli

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