Il Pg della Corte dei Conti: con l’autonomia anche i fondi. Zaia: esemplare, epocale

di Giorgio Gasco*

Volete maggiore autonomia per la regione Veneto? Allora è giusto che abbiate anche i fondi per gestirla. Questa la sintesi del discorso del procuratore generale della Corte dei Conti relativo al rendiconto dello Stato per il 2017. Pronto il commento del governatore Luca Zaia: “Epocale, esemplare, caratterizzato da una visione prospettica di alto livello”.

Il puzzle dell’autonomia acquisisce un altra scheda dopo quelle che il presidente del Veneto ha ottenuto dal governo, anzi due governi: di centrosinistra guidato da Gentiloni e dall’attuale Lega-Cinquestelle. Continua a prendere forma il referendum dell’ottobre 2017 quando due milioni e mezzo di veneti hanno detto “sì” alla consultazione voluta da Zaia per ottenere da Roma, come previsto dalla Costituzione, la potestà su 23 materie. Sono seguiti un primo accordo con l’esecutivo firmato il 28 febbraio scorso, poi l’incontro con la neo ministra agli Affari Regionali, la vicentina leghista Erika Stefani, dove è stato posto il sigillo per proseguire nelle trattative per giungere al traguardo.

Cosa ha detto il procuratore generale Alberto Avoli? Lo ha fatto sapere lo stesso governatore con una sua dichiarazione. Il passaggio è articolato, ma vale la pena riportarlo integralmente anche perché velatamente sembrerebbe essere considerata legittima l’ipotesi di paragonare, in termini di autonomia finanziaria, il Veneto alla regione a Statuto Speciale del Trentino Alto Adige che detiene nelle sue casse i 9/10 delle tasse pagate dai residenti.

In tema di autonomia, ha detto il procuratore generale, “…si sono inseriti i due recenti referendum che hanno coinvolto i cittadini della Lombardia e del Veneto. A seguito del loro esito, sono intervenute le intese preliminari fra le Regioni e il Governo nazionale. Uno dei temi centrali degli accordi ha riguardato propriamente la ripartizione delle risorse, attraverso la valorizzazione di alcune specifiche filosofie di gestione. Così al conferimento di nuove competenze deve connettersi una adeguata provvista finanziaria, unita alla disponibilità delle necessarie risorse umane e strumentali. Così la ripartizione dei flussi finanziari dallo Stato alle Regioni deve tenere conto del principio per cui le entrate tributarie maturate in un territorio debbono in una parte sostanziale essere destinate ai bisogni di quel territorio. Il collegamento fra prelievo fiscale e territorio può ritenersi utile a recuperare il rapporto fra cittadini ed istituzioni. La restante quota si definisce di coesione, in quanto volta a consentire la copertura dei servizi generali e degli oneri di solidarietà nazionali”.

Dolce melodia per Zaia: “Siamo di fronte ad una presa di posizione rispettosa della Costituzione e in linea con l’evoluzione che sta avendo questo Paese, con la quale la Corte dei Conti coglie fino in fondo il vento di cambiamento, nell’alveo della legalità, che può portare benefici proprio a quello Stato i cui interessi la Corte dei Conti è istituzionalmente chiamata a difendere”. Nel riferimento del procuratore Avoli, aggiunge il governatore, “c’è un significato importantissimo: quando si parla di federalismo e autonomia, si parla di responsabilità. Dare autonomia a un territorio equivale a dare responsabilità; dare responsabilità a un territorio significa costruire un Paese più virtuoso”.


gasco*Giornalista

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