Fvg. I primi due mesi del presidente Fedriga

 

di Lucio Leonardelli*

A circa due mesi dalla proclamazione ufficiale, avvenuta esattamente il 3 maggio, Massimiliano Fedriga ha fatto oggi il punto della situazione in merito all’attività finora svolta, rispondendo indirettamente alle opposizioni che nei giorni scorsi avevano avuto modo di criticare l’operato dell’esecutivo, con una punta d’ironia allorchè il capogruppo PD Sergio Bolzonello disse “questa giunta è ancora ferma ai titoli”.

“Sono state settimane intense ma ricche di soddisfazioni, tanto quanto a risultati conseguiti che a cantieri avviati” a detto invece il governatore del Friuli Venezia Giulia  esprimendo conseguentemente la propria soddisfazione per i lavori della sua giunta che “con umiltà si è messa a disposizione della comunità, consapevole di ereditare alcune situazioni estremamente difficili”.

Tra queste, al primo posto, Fedriga ha collocato il buco della sanità, quantificato in un deficit di oltre 50 milioni di euro tra il 2017 e il 2018: nodo che è stato affrontato subito con l’assestamento di bilancio – che dovrà essere approvato a luglio dal Consiglio regionale – con lo stanziamento di 36 milioni di euro su 40 a disposizione “al fine di salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini”.

In materia di autonomie locali, Fedriga ha rimarcato “l’avvio di un percorso di condivisione per tornare ad enti di area vasta eletti dai cittadini e rappresentativi delle diverse identità di questa regione”, tradotto operativamente nei primi provvedimenti che hanno “iniziato a togliere le penalizzazioni ai Comuni che non avevano aderito alle Uti, garantendo loro tre milioni di euro precedentemente negati”.

Sul tema immigrazione, il governatore ha sottolineato il taglio di oltre un milione di euro alle risorse destinate agli immigrati irregolari, nonché l’avvio di un dialogo con il Governo per aprire, in Friuli Venezia Giulia, centri che impediscano alle persone in questione di circolare liberamente sul territorio, giungendo così a un progressivo smantellamento del sistema di accoglienza diffusa. L’azione di governo si è inoltre concentrata sulla nuova contrattazione dei dipendenti regionali (avviata dalla precedente amministrazione “senza necessarie risorse per i Comuni e senza scriverlo in norma di legge, così da comportare una contestazione della Corte dei Conti”), che è stata corretta “trovando una soluzione che restituisse la dignità sottratta”. All’elenco dei risultati ottenuti nelle prime settimane di governo si aggiungono il tavolo permanente avviato con lo Stato sulle compartecipazioni e sulle nuove competenze per la Regione e, ancora, il protocollo sulla filiera navalmeccanica per garantire, da qui al prossimo anno, nuove assunzioni e recuperare lavoratori disoccupati a seguito delle crisi aziendali “senza ricorre agli ammortizzatori sociali, ma con politiche innovative che ridiano dignità ai cittadini rimasti fuori dal mercato del lavoro”.

“Il tutto – ha concluso il governatore – evitando accuratamente la politica degli annunci e preferendo mantenere ferma l’attenzione sul lavoro quotidiano, unica credibile azione per dare al territorio le risposte che merita”. Intanto, in tema di immigrazione, l’assessore alla sicurezza Pierpaolo Roberti, rispondendo ad una interrogazione in consiglio regionale, ha confermato che “il Friuli Venezia Giulia chiederà al Governo nazionale di rafforzare i controlli di retrovalico previsti dagli accordi con Austria e Slovenia, consentendo in questo modo di respingere entro le prime 24 ore coloro i quali abbiano varcato il confine illegalmente, e di abolire la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto solo in Italia.” Roberti ha evidenziato come dei circa 5.000 richiedenti asilo attualmente presenti sul territorio, la maggior parte provenga da rotte terrestri e quasi tutti siano di rientro da altri Paesi dell’Unione europea che hanno negato loro la permanenza.

“Dopo avere provato in Germania e Austria – ha affermato Roberti – arrivano da noi perché sanno dell’esistenza di uno status esclusivo che, una volta eliminato, diminuirà anche la nostra attrattività nei confronti di questi flussi migratori”. Come spiegato da Roberti, la richiesta al Governo includerà anche l’implementazione delle commissioni territoriali per il diritto di asilo e del relativo personale dedicato in quanto, ha evidenziato, attualmente l’iter rischia di durare fino a 18 mesi.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

 

Rispondi