Futuro della A4, Fedriga a Roma dal ministro Toninelli

 

di Lucio Leonardelli*

Infrastrutture e trasporti: questi i temi sul tavolo dell’ incontro tenutosi oggi aRoma tra il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il ministro a Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli. “Un’occasione – ha commentato Fedriga – per affrontare in via preliminare i numerosi argomenti sui quali i Governi regionale e nazionale sono chiamati a lavorare assieme, penso in primo luogo al rinnovo della concessione autostradale per la A4 e alla gestione di un’Autorità di Sistema Portuale che, nel contesto dell’ultima riforma, ha vissuto una transizione di competenze”.

Questioni che, in ragione della loro complessità, necessiteranno di ulteriori approfondimenti.

“Proprio al fine di dare seguito a quanto avviato stamane, ho pertanto invitato il ministro Toninelli in Friuli Venezia Giulia. L’auspicio – ha concluso il Governatore del Fvg – è di affrontare le sfide future in piena sintonia con l’Esecutivo nazionale, rispondendo alle istanze del territorio con un approccio pragmatico e dinamico”.

Durante il cordiale faccia a faccia, il Ministro ha accettato l’invito del Governatore e presto sarà Friuli Venezia Giulia “per approfondire – si sottolinea in una nota del Ministero – le complesse questioni che vedranno i diversi livelli istituzionali lavorare in spirito di dialogo e collaborazione”.

Non c’è dubbio che uno dei temi più rilevanti sia soprattutto quello riguardante il futuro della A4, ovvero l’autostrada Venezia – Trieste (unitamente alla A28 Portogruaro – Conegliano, alla A23 Palmanova – Udine Sud e alla A34 Villesse – Gorizia) attualmente gestita da Autovie Venete la cui concessione però è scaduta ancora il 31 marzo 2017.

In base agli accordi già definiti, a subentrare all’attuale SpA dovrebbe essere una Newco a totale partecipazione pubblica, di cui farebbero parte le regioni Friuli Venezia Giulia (con la maggioranza delle quote) e Veneto, alla quale potrebbe venire garantita una concessione trentennale.

Ciò in virtù dell’articolo 13-bis del decreto legge 148 del 16 ottobre dello scorso anno che consente alle Regioni affidatarie della concessione di usufruire di una società interamente pubblica, di cui farebbero parte di fatto le stesse regioni, tant’è che la giunta presieduta da Debora Serracchiani, proprio in conclusione di mandato, ebbe modo di costituire, con l’avvallo della giunta veneta, la Società Autostrade Alto Adriatico, con un capitale di 6 milioni di euro (due terzi in capo al Fvg) e nominando per tre anni Amministratore unico l’avvocato udinese Anna De Pasquale, già consulente per gli aspetti giuridici e legali sia di di Autovie Venete che di Friulia.

A lei il compito di gestire, unitamente alla regione Fvg, questa delicata fase che dovrebbe portare al cambio di gestione, ancorchè ad oggi, e da qui l’uso del condizionale è d’obbligo, vi siano ancora diverse perplessità correlate all’atteggiamento non ancora ben chiaro dell’Unione Europea, specificatamente della Commissione per la trasparenza e il libero mercato che potrebbe porre qualche veto al riguardo, determinando la conseguente necessità di dover ricorrere ad una gara alla quale l’attuale Autovie Venete difficilmente potrebbe concorrere e aprendo quindi le porte inevitabilmente a concessionari privati, italiani o esteri.

Una ipotesi, quella della gara, cui nessuno, né in Fvg né in Veneto, intende credere nonostante la “deadline” concordata con la stessa Commissione sia stata fissata per il 30 settembre, vale a dire tra tre mesi, per la definizione di tutto l’iter autorizzativo relativo alla nuova società, cosa che, ad oggi, sembra a dire il vero tutt’altro che facile.

Una partita, quindi, assolutamente non facile per Massimiliano Fedriga, peraltro subentrato in quanto neo-presidente al ruolo di Commissario per l’emergenza della A4 che scadrà il prossimo 31 dicembre, e non è escluso che lo stesso Governatore, approfittando del “governo amico” possa valutare, come ben scrive oggi Maurizio Bait ne Il Gazzettino, anche la possibilità di proporre un cambio della normativa in essere che darebbe al Governo stesso, se non al Ministero, la possibilità di “concedere” alle due regioni la gestione della rete autostradale oggi in capo ad Autovie Venete, by passando pertanto la stessa Unione Europea anche se è chiaro che, in questo caso, ammesso sempre che sia possibile, la concessione rimarrebbe allo Stato e sarebbe soltanto “delegata” a Fvg e Veneto, con limiti temporali e tutti i relativi aspetti gestionali da definire.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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