Voltati. Guarda. Ascolta. Nel cuore di Padova la campagna che dà voce alle storie delle donne con tumore al seno metastatico

Arriva a Padova la campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, promossa per il secondo anno da Pfizer in collaborazione con Fondazione AIOM, Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia: fino all’8 luglio in Piazza Garibaldi l’installazione La Folla Immobile invita tutti i cittadini a “non voltare le spalle” alle pazienti, costrette spesso ad affrontare solitudine ed emarginazione.

In Veneto si stima siano circa 3.000 le donne che convivono con un tumore al seno metastatico. Oggi nella maggior parte dei casi è possibile ottenere una “cronicizzazione della malattia”. Tutte le storie delle pazienti e le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it. La campagna raccoglie e fa conoscere attraverso web, radio ed eventi di piazza le storie delle donne impegnate nella lotta contro questa malattia. La tappa di Padova arriva dopo il lancio ufficiale a Roma della seconda edizione e l’evento di Bari.

Fino all’8 luglio, in Piazza Garibaldi è allestita La Folla Immobile, la suggestiva installazione, cuore della campagna, che “costringe” i passanti a confrontarsi con l’atteggiamento prevalente nei confronti del tumore al seno metastatico: una patologia di cui si parla poco e a cui si tende a “voltare le spalle”.

Presso l’installazione i cittadini potranno leggere, nei libretti formato Millelire e ascoltare, in versione audioracconto con la voce di attrici professioniste, le tre storie selezionate per l’edizione 2018 della campagna: “Poema sinfonico” di Carla, “La mia fetta di felicità” di Isabella e “Una giornata da metastatica” di Nunzia, insieme alle tre storie già protagoniste nella prima edizione, scelte tra le decine di testimonianze raccolte su www.voltatiguardaascolta.it. In occasione dell’inaugurazione dell’installazione, l’attrice Daniela Morozzi, nota al grande pubblico per la partecipazione a serial televisivi di successo, come Distretto di polizia o Il Commissario Manara, ha letto alcuni toccanti passaggi dei tre racconti delle pazienti.

«È importante che Padova ospiti una campagna di sensibilizzazione che mette al centro le emozioni, i sentimenti, le storie delle donne che affrontano una malattia come il tumore al seno metastatico. La sensibilizzazione è un fattore decisivo per la prevenzione e la diagnosi precoce. I progressi della ricerca permettono a sempre più donne di affrontare la malattia con speranza, ma servono coraggio e forza per farlo. Conoscere queste storie è fondamentale per trovare questo coraggio nella condivisione di un’esperienza difficile», dichiara Marta Nalin, Assessora al Sociale, Integrazione e Inclusione Sociale, Partecipazione, Politiche di Genere e Pari Opportunità del Comune di Padova. Il tumore al seno in forma avanzata o metastatica è caratterizzato dalla diffusione del tumore dal seno ad altre zone del corpo, come ossa, fegato, polmone o cervello. Solo il 5-10% dei 50.000 nuovi casi annui di tumore al seno è in fase metastatica al momento della diagnosi, ma circa il 30% delle pazienti a cui è stato diagnosticato un tumore al seno in fase precoce dovrà poi affrontare questa evoluzione. In Veneto si stima che le donne che convivono con una diagnosi di tumore al seno metastatico siano circa 3.000: persone “invisibili” agli occhi dei media e dell’opinione pubblica, che ancora non trovano l’ascolto e l’assistenza di cui hanno bisogno. Il primo obiettivo della campagna è vincere il senso di solitudine ed emarginazione che spesso travolge le donne che convivono con questa patologia. In questo senso è fondamentale il valore della narrazione e della comunicazione per affrontare la malattia.

Ma è centrale anche il percorso diagnostico-terapeutico, con un approccio multidisciplinare basato sul coinvolgimento di un team plurispecialistico. «La Rete Oncologica Veneta coordina i percorsi assistenziali dei pazienti oncologici facendo sì che ad ogni paziente vengano garantite le prestazioni diagnostiche e terapeutiche necessarie nei modi, tempi e nelle sedi opportune – dichiara Pierfranco Conte, Direttore di Oncologia Medica Istituto Oncologico Veneto IRCCS e Professore Ordinario di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche all’Università degli Studi di Padova – nelle donne con tumore al seno avanzato, che hanno sviluppato metastasi, le nuove terapie mediche sono in grado di cronicizzare la malattia in una grande percentuale di pazienti, assicurando durata e qualità della vita sino a pochi anni fa impensabili».

La campagna “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico” fa leva sulle storie e sul vissuto delle pazienti. «Dar voce ai racconti delle pazienti aiuta sicuramente a portare alla luce le problematiche di queste donne: cliniche, affettive, relazionali, lavorative, psicologiche – afferma Stefania Gori, Direttore di Oncologia IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar (VR) e Presidente AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica – sono racconti talora difficili da ascoltare: ma sono racconti di vita. Ed ascoltando, tutti possono essere sempre più spronati ad affrontare, ognuno nel proprio ambito di competenze, le sfide che questa malattia pone».

La campagna vuole ribadire l’importanza di garantire a tutte le donne che convivono con un tumore al seno in fase avanzata il diritto alla migliore qualità di vita possibile, l’accesso alle migliori terapie innovative oggi disponibili, la continuità o il reinserimento lavorativo.

Voltati. Guarda. Ascolta: la voce dei promotori della campagna

«La diffusione di informazioni rende le donne con tumore al seno metastatico più consapevoli sia dei risultati oggi ottenibili con i trattamenti antitumorali disponibili sia degli effetti collaterali; inoltre, questa campagna contribuisce a creare una maggiore attenzione da parte del mondo in cui viviamo nei confronti di queste donne e dei loro bisogni. Fondazione AIOM ha aderito a questa campagna perché ritiene che comprendere i bisogni assistenziali, psicologici, relazionali, lavorativi delle donne con tumore al seno metastatico può rappresentare ‘il primo passo’ per iniziare a costruire, insieme, risposte concrete».

Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM e Direttore Sanitario IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar (VR)

«Il successo registrato dalla campagna “Voltati. Guarda. Ascolta.” e la grande partecipazione delle pazienti dimostrano che si tratta di uno strumento efficace che aiuta le donne a uscire dall’isolamento e offre loro l’opportunità di esprimersi, di essere ascoltate, di raccontare la loro esperienza di vita. Dai racconti pervenuti emerge un quadro di donne sofferenti eppure attive e combattive, che si narrano alle prese con le incombenze della quotidianità: la famiglia, il lavoro, la casa. L’incertezza è la loro compagna di strada, che però spesso diventa uno stimolo per accogliere la vita nonostante tutto e, anche imparando a fermarsi, a viverla più intensamente».

Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia

«Per noi della Komen Italia aderire con il Patrocinio e partecipare a questo importante progetto, rivolto alle donne che si trovano ad affrontare una malattia metastatica, è una scelta naturale, in linea con la nostra mission. Da anni infatti cerchiamo di garantire alle donne che si trovano a vivere questa non facile condizione, ascolto attento dei loro bisogni e necessità e anche servizi gratuiti personalizzati che aiutino a mantenere la migliore qualità di vita possibile».

Riccardo Masetti, Presidente Susan G. Komen Italia e Direttore Centro Integrato di Senologia, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

«I principali obiettivi che ci siamo posti con questa campagna sono promuovere una maggiore conoscenza sul tumore al seno metastatico e soprattutto dare voce alle pazienti. Per molti anni l’attenzione mediatica si è concentrata sui successi ottenuti nella cura del tumore del seno nelle fasi precoci, caratterizzata oggi da una percentuale di guarigioni che si aggira intorno al 90%. Di conseguenza la malattia metastatica, e con essa i bisogni di quel 10% di donne per le quali la battaglia contro la malattia non è stata definitivamente vinta, è rimasta nell’ombra: un esercito di 30.000 donne con un’età media di 54 anni, pienamente inserite nel tessuto sociale e lavorativo, alle quali abbiamo voluto dare la possibilità di essere ascoltate, perché solo dall’ascolto diretto delle pazienti è possibile comprenderne veramente le esigenze e lavorare per offrire loro risposte concrete al bisogno di salute e qualità di vita di cui hanno diritto».

Alberto Stanzione, Direttore Oncologia di Pfizer in Italia

Tutte le storie sono disponibili sul sito www.voltatiguardaascolta.it, dove è possibile trovare tutte le informazioni sulla campagna.


 

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