Cambio al vertice della Confcommercio regionale del Fvg: Alberto Marchiori cede il testimone a Giovanni Da Pozzo

di Lucio Leonardelli*

Giovanni Da Pozzo, vicepresidente nazionale di Unioncamere e presidente di Confcommercio Udine, è da ieri il nuovo presidente regionale di Confcommercio Fvg e succede al suo omologo di Pordenone Alberto Marchiori, peraltro delegato per la Confcommercio nazionale nei rapporti con l’Unione Europea. La nomina di Da Pozzo, avvenuta nel rispetto della rotazione delle realtà provinciali, è stata sancita ieri sera nel corso dell’assemblea generale tenutasi a Pordenone, cui ha partecipato anche il presidente nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli.

Durante i lavori è stata illustrata un’indagine di Confcommercio Fvg, realizzata in collaborazione con Format Research, dalla quale è emerso che in Friuli Venezia Giulia la presenza del terziario è cresciuta dell’ 11% in poco più di dieci anni, passando dal 62% del 2005 al 73% del 2017.

«Per Pil, numero di imprese e di occupati trasciniamo l’economia del Fvg – ha sottolineato Alberto Marchiori – e anche per questo è fondamentale che la Regione riconosca il nostro ruolo centrale e contribuisca ad abbattere i vincoli della burocrazia e l’incidenza della tassazione locale, assecondando il nostro ruolo di traino».

Marchiori ha dato atto al presidente Fedriga di avere risposto alla sollecitazione di Confcommercio Fvg di prevedere tra le deleghe quella alle politiche comunitarie nel rimarcare che “noi siamo pronti a collaborare con l’esecutivo nella convinzione che si debba e si possa proseguire il buon rapporto avviato nella precedente legislatura con l’assessorato Bolzonello».

Per Marchiori è stata anche l’occasione per fare il punto su quanto realizzato assieme ai colleghi delle associazioni territoriali nel suo triennio di presidenza regionale, passando poi il testimone a Giovanni Da pozzo il quale ha ha ribadito che “la volontà è di continuare con un lavoro di squadra che sta dando risultati importanti anche perchè il terziario assume caratteristiche molto diverse tra Friuli e Venezia Giulia, tra mare e montagna, ma Confcommercio si muove proprio nell’ottica di fare da punto di riferimento per ciascuna impresa, qualunque sia la sua specializzazione».

Nell’ambito dell’indagine che è stata realizzata è stato sottolineato, in particolare, che In vista della prossima stagione di saldi estivi, la stima preliminare, ricavata in funzione del sentiment degli esercenti del Fvg, lascia presagire un lieve incremento della percentuale media di sconto praticato sulle merci rispetto a quella già proposta sugli articoli a saldo dodici mesi fa (43% vs il precedente 42%).

Con riferimento all’affluenza negli esercizi commerciali, gli imprenditori del commercio al dettaglio operativi in regione stimano un incremento del numero di visite in negozio. L’indicatore sintetico, costruito considerando la quota di coloro che hanno indicato un aumento degli accessi e la metà di coloro che hanno indicato una situazione di invarianza è pari a 42, contro il precedente 39.

In relazione alla previsione degli incassi, la stima preliminare dei saldi estivi 2018 fa registrare una sostanziale invarianza rispetto a 12 mesi fa. In questo senso, le previsioni di vendita dovrebbero essere pressoché in linea con quelle dell’anno scorso. Il dato può in qualche modo considerarsi positivo, specialmente se raffrontato alla recente stagione primaverile che ha fatto segnare andamenti altalenanti dal punto di vista dei consumi.

Per conto della regione, assente il presidente, è intervenuto l’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini il quale ha sottolineato che “il valore del terziario è dato dai numeri presentati all’assemblea regionale di Confcommercio. Ciò dimostra come questo settore sia di vitale importanza per il Friuli Venezia Giulia, settore sul quale la Regione deve investire in modo determinate poiché è in grado di contribuire in modo importante alla formazione del nostro prodotto interno lordo”.

Nel suo intervento, Bini ha posto l’accento sulla necessità di una maggiore collaborazione tra enti ed associazioni di categoria, abbattendo i campanili, freno alla crescita dell’economia regionale. “Invito a mettere a fattor comune – ha detto – le intelligenze del nostro territorio affinché lavorino assieme per dare nuove prospettive al Friuli Venezia Giulia. È finito il periodo degli uomini soli al comando, ideologia che va abbattuta per guardare con nuovo slancio al futuro”.

Bini ha quindi ricordato l’importanza di questo comparto per il quale la Regione ha sempre avuto un occhio di riguardo. “Non vanno ad esempio dimenticati – ha detto – i 30 milioni assegnati nel 2017, ma anche il nuovo Esecutivo riserverà grande attenzione”. Per l’esponente dell’esecutivo regionale “la vitalità del terziario in Fvg  è testimoniata dai numeri secondo i quali 7 imprese su 10 operano nel commercio e servizi alla persona, incidendo per il 56 per cento nell’occupazione regionale e producendo il 73 per cento del nostro valore aggiunto”.

Bini ha ricordato che occorre “investire sul turismo e il suo indotto. Questo settore, sul quale si è ben lavorato in passato, può essere potenziato perché è capace di incidere in maniera determinate sia sul Pil regionale che sull’occupazione del Friuli Venezia Giulia”.

Riferendosi, infine, alle risorse messe a disposizione dell’Unione europea, ha detto che “in pochi conoscono gli strumenti per attingere questi fondi; la Regione, dal canto, suo cercherà di rendere più snelle e agevolare gli imprenditori ad accedere alle risorse comunitarie”.


IMG-20180515-WA0026*Giornalista

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