Saldi al via, i consigli per “acquisti furbi”

Al via da oggi i saldi estivi in Veneto. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo poco meno di 230 euro, 98 euro a persona.

“Su questo dato di previsione, che in Veneto riteniamo sarà inferiore rispetto alla media nazionale, potrebbero però pesare gli aumenti delle bollette di luce e gas scattati ieri, che riducono il potere d’acquisto delle famiglie condizionandone le scelte”, afferma il presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon.

E poi c’è l’online. “In tutto il Veneto, contravvenendo alle regole che ne fissano l’inizio a domani, i più noti brand hanno fatto scattare i saldi già un mese fa – commenta il presidente della Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto Giannino Gabriel – E’ successo e sta succedendo nelle grandi catene e negli outlet, soprattutto su fronte del commercio elettronico, che dilaga sempre più in un mondo senza regole, anche se da tempo Federazione Moda Italia chiede a gran voce al legislatore che intervenga”.

“Ritengo necessario – prosegue Gabriel – tassare i grandi portali di vendita, oltre a far rispettare le regole a tutte le realtà che operano nel settore del commercio”.

 “C’è attesa per questi saldi estivi, che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand. Le previsioni di vendita sono sostanzialmente in linea con quelle dello stesso periodo del 2017, e continuano a essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, che potremmo definire ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva a quella distributiva, fino ad arrivare al negozio al dettaglio. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività. A questo proposito, come già sollecitato dalla nostra Federazione a livello nazionale, auspichiamo che la Ue guardi a quanto deciso dalla Corte Suprema USA che ha dato il via libera alle tasse sulle vendite on-line”.

“Come sempre, le maggiori performance si registreranno nelle città d’arte e nelle località a vocazione turistica, ma è chiaro che anche in questo caso la parte del leone la faranno le grandi catene che possono, più degli esercizi tradizionali, sostenere canoni di locazione stratosferici”.

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

 

Rispondi