Gli spazialisti a Venezia: Fontana, Deluigi, Guidi

di Maurizio Cerruti

L’universo spazialista è a Venezia – 14 luglio / 16 settembre 2018 – con una mostra unica nel suo genere organizzata dalla Fondazione Bevilacqua La Masa nelle sedi espositive di Piazza San Marco 71/c e del Palazzetto Tito (Dorsoduro 2826) e con un’appendice dedicata alla serigrafia a Forte Marghera (Mestre).

Sono raccolte per la prima volta centocinquanta opere dei maestri del movimento nato a cavallo degli anni 40 e 50 del Novecento e proseguito negli anni Sessanta, che si proponeva di scuotere il mondo dell’arte di allora superando la barriera dello spazio e del tempo: da Lucio Fontana – il caposcuola del movimento – con i suoi tagli e buchi che rompono la bidimensionalità della tela, agli altri esponenti dello spazialismo: Mario Deluigi, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Gino Morandis, Tancredi Parmeggiani, Vinicio Vianello, Bruno Toffoli, Bruna Gasparini, Ennio Finzi, Saverio Rampin, Edmondo Bacci. RADICI IN LAGUNA. Il titolo della mostra “Spazialisti a Venezia” richiama le radici lagunari dello spazialismo, nato in effetti con il “manifiesto blanco” di Buenos Aires del ’46 ma in Italia e poi in Europa decollato nei primissimi anni Cinquanta sulla scia del “Fronte nuovo delle Arti” alla Biennale Arte del 1948. E sempre a Venezia, fu la famosa “Galleria del Cavallino” di Carlo Cardazzo a fare da punto di riferimento e di contatto per gli spazialisti negli anni successivi. Non a caso ritroviamo nel gruppo molti celebri artisti veneziani o comunque molto legati alla Venezia di quegli anni.

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Una “Marina” veneziana di Virgilio Guidi

TAGLI DI LUCIO. La mostra curata da Giovanni Granzotto riunisce tutte opere provenienti da collezioni private esposte spesso per la prima volta, il che la rende eccezionale e probabilmente irripetibile. In Piazza San Marco 71/c, all’inizio dei portici delle Procuratie Nuove, oltre ad alcune importanti opere di Fontana per lo più degli anni Cinquanta – tra cui una Venezia, Tagli, Buchi, Opere barocche, sono riuniti i lavori dei maestri dello Spazialismo veneziano – i già citati Guidi, Deluigi, Tancredi, Morandis, Bacci, De Toffoli, Vianello – e di altri artisti che pur senza aver firmato i Manifesti spazialisti, sono stati a tutti gli effetti parte del movimento, come Finzi, Licata, Rampin, Gaspari, Gasparini. Troviamo le tele graffiate di Deluigi scintillanti e scoppiettanti, i vortici e le spirali di energia di Roberto Crippa, i giochi sincopati musicali e luminosi di Ennio Finzi, le vibrazioni di colore della Gasparini.

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I famosi “tagli” di Lucio Fontana, il caposcuola spazialista

MARINE DI VIRGILIO. Lo sdoppiamento della sede, a Palazzetto Tito, dovuta a ragioni di spazio, costringe il visitatore a spostarsi al di là del Canal Grande, a Dorsoduro. Ma non si tratta di una succursale, le opere esposte sono altrettanto importanti di quelle a San Marco; fra l’al tro merita da sola la visita una saletta riservata alle quiete marine lagunari di Virgilio Guidi.

GRAFICA AL FORTE. Al Forte Marghera – ex fortezza ottocentesca sul margine della laguna, attuale sede decentrata della Biennale Architettura – c’è una sezione dedicata alla grafica spazialista con vari lavori grafici di metà Novecento e altri usciti successivamente dalla stamperia Fallani, che celebra il proprio cinquantennale curando fra l’altro un laboratorio divulgativo dell’arte grafica con workshop e iniziative per i bambini nel periodo della mostra.

INFO VISITE. Galleria di Piazza San Marco 71/c (sotto i portici delle Procuratie Nuove) da mercoledì a domenica ore 10.30/17.30; Palazzetto Tito (Dorsoduro 2826, vicino a Campo Santa Margherita, sulla riva del canale a destra dei “ponte dei pugni”) da lunedì a venerdì 10/17; Forte Marghera (via Forte Marghera 30, Mestre) da giovedì a domenica ore 15/22.

CATALOGO: “Spazialisti a Venezia”, a colori, tutte le opere in mostra con commenti e biografie degli artisti, 368 pagine 35 euro.

BIGLIETTI: intero 5 euro per tutte le tre sedi; ridotto 3 euro.


thumbnail_M Cerruti (3)*Giornalista

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