Messa, brindisi e teatro: così l’Irccs del Lido ha festeggiato San Camillo

Pazienti e medici insieme per un’esperienza unica. È questo il progetto voluto dal regista Gianni De Luigi e dall’Irccs San Camillo che  hanno dato vita alla perfomance teatrale “La rivoluzione nel tempo di San Camillo”. Un percorso lungo la vita del Santo spiegata direttamente dal regista e direttore dell’Istituto della commedia dell’arte internazionale: «Il teatro aiuta le persone sulla qualità umana, abbiamo voluto creare un laboratorio teatrale con caratteri scientifici che prosegue da febbraio 2018 due volte alla settimana. Credo che, come per la Vela (sport che gli ospiti della struttura del San Camillo hanno la possibilità di praticare), sia importante offrire anche questo in un ospedale che fa della ricerca scientifica uno dei suoi punti di eccellenza». De Luigi ha quindi spiegato come all’interno della performance teatrale si sia voluto ricordare padre Arturo Tait, anima del San Camillo fino alla sua scomparsa a fine marzo scorso, oltre alla vita del Santo che dà il nome all’Irccs: «Ci sono riferimenti alla ludopatia (alcune slot machine erano presenti sul palco), dato che San Camillo giocava a carte, poi quando si ammalò subì l’illuminazione dell’aiuto verso gli altri. Nei personaggi rivivono le storie dell’ospedale con riferimenti a Dante, Leopardi, Levi e la musica religiosa di Leonard Cohen. Sono molto felice di onorare i 90 anni dell’istituto con un omaggio dalla forma teatrale in cui le anime di pazienti e medici si fondono».

Il direttore generale Francesco Pietrobon, impegnato per un’importante riunione a Roma con il sottosegretario al ministero della Salute, ha voluto ribadire l’importanza dell’attività e il grande valore della performance: «Ringrazio tutti i nostri ospiti, il personale dell’Irccs e il regista De Luigi. Questo tipo di attività sono rilevanti e significative per la nostra struttura».


 

 

 

L’occasione della performance è stata la festa di San Camillo, che come ogni anno si celebra all’ospedale con una Messa. Oggi a presidiare la festa religiosa è stato padre Bruno Nespoli, superiore della provincia del Nord Italia dell’ordine dei Camilliani, che prima della conclusione della Funzione si è espresso anche sul futuro dell’ospedale, tenendoci a rassicurare ospiti, medici e operatori: «Porto i saluti di tutti i Camilliani del Nord Italia, siamo molto legati a questo Istituto e sappiamo che c’è apprensione per il futuro di questa istituzione. Noi Camilliani non ci sentiamo in grado di dirigere l’opera per molti motivi, ma finché non troveremo una soluzione giusta non lasceremo questa casa, stiamo cercando una soluzione che dia tranquillità, armonia e che sia giusta. Abbiamo difficoltà gestionali causate anche dalla crisi di vocazione, ma, parafrasando le parole di San Camillo, vogliamo lasciare in buone mani questo Istituto e ci teniamo a rassicurare operatori e ospiti di questa realtà»

Al termine della Messa i Camilliani, i pazienti e i dipendenti dell’Irccs, oltre ad amici e parenti, si sono fermati per un rinfresco prima di attendere la performance teatrale che si è tenuta alle 15.

 

 

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